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sabato 27 novembre 2021

CATTIVA

 



CATTIVA S. Barbaglia

Chi può essere giudicato cattivo, quali sono i motivi che fanno giudicare una persona cattiva? È un po come dire a qualcuno "tu non sei una persona normale". Ma chi è normale? Chi si può definire normale? Ma comunque anche fossimo di fronte ad una persona chiaramente cattiva lo si diventa o si nasce? Queste e tante altre domande nascono leggendo il bel libro di Susanna Barbaglia dal titolo appunto Cattiva. Non è assolutamente un saggio non è cruento o spaventoso ma è un romanzo thriller, molto divertente con un ritmo sostenutissimo che si smette di leggere a malincuore, tanto e la curiosità di sapere come procede. Quando si dice di un libro letto tutto di un fiato. Ecco questo ne può essere un chiaro esempio tanto è impellente la necessità di finirlo, così da capire se Lisa (la protagonista) riuscirà nel suo intento e con quali conseguenze. La simpatia che trasmettono i personaggi coinvolti nella storia ed il loro continuo movimento attraggono e divertono. La protagonista è appunto Lisa la quale si ritiene cattiva perché così l'hanno giudicata, fin da piccolissima, compiacendosene, gli sciroppatissimi genitori. Un libro curato e ben condotto. Adrenalinico. Con una trama originale anche se in alcune parti diventa un po troppo cavillosa. Questo per me rimane l'unico neo di questo riuscito thriller psicologico. Forse non un'opera che rimarrà scolpita nella memoria ma io mi sono divertito a leggerla e la consiglio a tutti.

valutazione: buono

genere: giallo

sabato 14 novembre 2020

LA SORELLA CATTIVA

 



LA SORELLA CATTIVA E. Carletti

La sorella cattiva è il sesto romanzo scritto da Elena Carletti. Tutti auto pubblicati. La sua produzione vede all'attivo romanzi gialli, su tutti Sotto le apparenze, e romanzi di narrativa, tra cui il bellissimo Indelebili tracce. La sorella cattiva si pone a metà strada fra questi due filoni. È un racconto dove l'introspezione, i dialoghi e le descrizioni sono preponderanti rispetto all'azione e all’indagine. La protagonista principale è senz'altro Carolina. Ma sono tanti i nomi che si contendono il proscenio: Leonardo, Chiara, Silvia, Andrea sono solo alcuni dei tanti personaggi che compaiono nel racconto. Il libro è scritto su due piani temporali, contraddistinti da capitoli titolati ieri e oggi. Il primo capitolo (ieri) narra avvenimenti passati, racconta di una lite tra Leonardo e sua moglie Chiara. I coniugi Troisi sono una coppia benestante grazie soprattutto al lavoro di Leonardo, chirurgo plastico di grande fama. Vivono in una enorme villa, dotata di ogni agio. Chiara però è perennemente insoddisfatta. È gelosissima del marito e teme tremendamente il passare del tempo. In questo quadro di ostilità familiare, quella a risentirne maggiormente è la figlia Silvia, che con i genitori appare sempre scontrosa e scostante. Un giorno, dopo l’ennesima lite, nello studio del chirurgo arriva una nuova paziente, (Carolina), che gli fa una richiesta insolita: vuole infatti cambiare radicalmente aspetto. Deve essere resa anche più brutta, se necessario. L’obbiettivo finale comunque deve essere quello di risultare diversa da quel che è attualmente, perché il suo viso le ricorda momenti dolorosi e persone che detesta. Il luminare è perplesso, intervenire su quel volto perfetto vuol dire rovinarlo per sempre. Qual è il segreto che si nasconde dietro quella strana richiesta e perché? Nel primo capitolo al presente (oggi) veniamo a sapere che Leonardo ha subito una violenta aggressione in una stanza d'albergo. Chi è stato? Come si può intuire da questi pochi elementi il romanzo è piuttosto complesso e pieno di mistero. Quella che viene raccontata infatti è una storia che tiene il lettore sempre in tensione e con la curiosità di capire quel che potrebbe accadere. Un romanzo molto particolare perché pur essendo un thriller la sua peculiarità è l'essere molto introspettivo, dove i pensieri e le angosce dei protagonisti sono predominanti. Il mistero che si cela dietro ai vari personaggi costituisce il vero collante di tutta la storia. Non ci si deve aspettare scene efferate di omicidi di qualche pericoloso serial killer ma un romanzo più cadenzato che fa del mistero e del dubbio le sue armi migliori. Le indagini di polizia sono ridotte all'essenziale, vero punto di forza sono gli approfondimenti psicologici e le descrizioni. Il finale regala più di una sorpresa ed il capitolo conclusivo con un colpo di scena inatteso rimescola ancora una volta le carte. L'autrice con questo romanzo affronta una nuova sfida, abbandona il giallo classico, che l'aveva fatta notare in più di un’occasione, per inoltrarsi nei meandri del thriller psicologico ricco di mistero e suspense. Un passaggio coraggioso ma non un salto nel vuoto perché la Carletti a questo genere di romanzo si era già avvicinata con la storia raccontata in 72 ore, ora l'approdo è completato. Il risultato è un romanzo coinvolgente e originale. In conclusione c’è da evidenziare che, pur avendo raggiunto una buona dimestichezza con la scrittura, la sua voglia di sperimentare nuove strade e di mettersi sempre in gioco, anche rischiando, le consentono di avere, ancora, ampi margini di miglioramento.

valutazione: buono

genere: thriller

 


lunedì 4 luglio 2022

LA CATTIVA STRADA (AUDIOLIBRO)

 




titolo: LA CATTIVA STRADA

autrice: Paola Barbato

data di uscita (audiobook): 29 giugno 2022

durata: 8 ore 14 minuti

narratore: Valerio Amoruso (⭐⭐⭐⭐★)

valutazione globale: ⭐⭐⭐⭐★

genere: thriller


Ascoltare audiolibri. Quando ho deciso di affrontare anche questo modo molto particolare di "leggere" libri ho subito accettato il fatto che, con ogni probabilità, avrei provato molte meno emozioni di una lettura tradizionale. Forse è uno stupido pregiudizio ma lo pensavo, e lo penso tutt'ora, anche se adesso in maniera meno convinta. Volevo comunque provare. Piccolo inciso, generalmente leggo romanzi di autori self o di piccolissime case editrici sperando di scovare tra loro un fuoriclasse della scrittura. Vi assicuro che spesso accade. Magari non un fuoriclasse ma diverse volte mi sono imbattuto in autori talentuosi, con idee originali. Anche per questo difficilmente leggo autori affermati o che scrivono per grosse case editrici. Preferisco sperimentare e percorrere strade poco battute rischiando di...forare che attraversare un corso con asfalto fresco e liscio. Audiobook di emergenti o di autori self è praticamente impossibile trovarne. Si devono per forza "ascoltare" i big. Ho allora cercato qualcosa che stuzzicasse la mia curiosità. Ho deciso di ascoltare l'audiobook dell'ultimo romanzo di Paola Barbato, La cattiva strada. Un'autrice che ho sempre tenuto in grande considerazione anche se, per i motivi scritti precedentemente (la ritengo una scrittrice nota e affermata), di suo ho letto pochi romanzi. Il libro, La cattiva strada, è stato in grado di stravolgere tanti miei convincimenti. Un romanzo che non ti dà un attimo di tregua. Adrenalina e suspense a mille. Anche attraverso la lettura di terzi si riesce a cogliere perfettamente il clima di angoscia, di tensione. Un giallo "on the road" che mi ha colpito dall'inizio alla fine. Un continuo susseguirsi di sorprese, di momenti elettrizzanti. Tensione e attenzione sempre massima, senza cali di intensità. L'autrice non concede pause con un susseguirsi continuo di emozioni. Protagonisti tratteggiati con cura e precisione. Un libro che mi ha conquistato e che nella versione audiobook, secondo me, è ancora più intrigante. Forse anche grazie al narratore, che legge con la giusta enfasi. Complimenti a Paola Barbato un romanzo che consiglio senza remore. Divertimento assicurato.




 


giovedì 4 agosto 2022

L'ULTIMO OSPITE (Audiolibro)

 




titolo: L?ULTIMO OSPITE

autore: Paola Barbato

data di uscita (audiobook): 9 giugno 2021

durata: 11 ore 55 minuti

narratore: Valerio Amoruso (⭐⭐⭐⭐★)

valutazione globale: (⭐⭐⭐⭐)

genere: thriller



Mi ero così divertito ad ascoltare l'ultimo libro di Paola Barbato (La cattiva strada) che non ho avuto alcuna esitazione nel decidere di ascoltare anche il suo penultimo romanzo. Titolo: L'ultimo ospite. Pubblicato da Piemme nel 2021. Due anni il 2020 e il 2021 che purtroppo ci hanno trovato in seria difficoltà nel contrastare il virus venuto dall'oriente. Due anni però che non hanno inaridito la creatività dell'autrice. Anzi credo, anche se forse non ho i titoli per affermarlo, che L'ultimo ospite e La cattiva strada si possano considerare tra i migliori romanzi della Barbato. Vero, anche questo l'ho ascoltato in audiobook ma non mi sento per questo meno attendibile nel giudizio rispetto alla lettura tradizionale. L'alto livello di adrenalina, di attesa, di angoscia che il libro trasmette si percepisce chiaramente anche in questa modalità. Risultato ottenuto anche grazie alla splendida narrazione di Valerio Amoruso, veramente eccellente, che riesce a restituire perfettamente il clima di dubbio e di apprensione in cui si muovono i protagonisti. La suspense e le sorprese sono come al solito elargite a piene mani. Il finale, ad un cinico come me, lascia un po' l'amaro in bocca ma è comunque coerente e logico. Della trama non dico nulla è facilmente reperibile e poi rischierebbe di togliere pathos alla lettura. Un solo peccato, ma che per quanto mi riguarda inficia tutto. Quando in un thriller ci vanno di mezzo i bambini per me il romanzo diventa immediatamente ingiudicabile (nella migliore delle ipotesi). Pur riconoscendo come già detto la bontà della penna della Barbato. Quella rimane comunque, indiscutibile, oggettiva. Ma quando leggo in un romanzo di fiction di bambini violati è più forte di me quel libro perde immediatamente valore. Ritengo un errore raccontare certe situazioni in un libro ma ogni scrittore è giustamente libero di premere i tasti che più ritiene opportuni ma per quanto mi riguarda il libro diventa inclassificabile. Peccato, sono certo che il prossimo sarà di nuovo bellissimo e questa volta senza se e senza ma.


venerdì 20 novembre 2020

INTERVISTA A ELENA CARLETTI

 










In occasione dell’uscita del suo ultimo romanzo, che si intitola La sorella cattiva, ho il piacere di ospitare di nuovo, qui al blog, Elena Carletti. Grazie per aver accettato questo secondo invito. Ci eravamo già visti qualche mese fa, ed in quell’occasione avemmo il piacere di conoscerti meglio come scrittrice e avemmo modo di approfondire qualche tuo pensiero sul mondo dei libri. In questa occasione ti propongo una breve chiacchierata per parlarci più approfonditamente del tuo ultimo lavoro. Partiamo senz’altro con la prima domanda.

Ricordane prima di tutto la trama. Facci una breve presentazione.

Ciao Gino, per prima cosa vorrei ringraziarti per la disponibilità, sia nella lettura del testo che nella voglia di fare domande per un’intervista che, in questo difficile mondo dell’editoria, permette a uno scrittore di farsi conoscere meglio.

Questa è la trama:

Quando riuscirà Carolina a liberarsi dal passato? Quando potrà costruirsi una vita senza Caterina, la carismatica sorella che ha plasmato la sua adolescenza? Caterina è morta in un incendio insieme ai suoi genitori, ma questo non basta a liberare Carolina dalla sua presenza.

Perché Carolina sa molte più cose degli altri, anche cosa successe quella notte e quali segreti deve continuare a nascondere. E quando Leonardo Troisi, il chirurgo plastico che la stava aiutando, viene trovato in fin di vita in una stanza d'albergo, i fantasmi del passato tornano a far visita a Carolina, risucchiandola in una verità che non può più restare segreta.”

 

Come è nata l’idea, in ambito cinematografico si direbbe il soggetto, di scrivere La sorella cattiva? Una storia piuttosto originale, hai dovuto usare molta immaginazione o la realtà è stata una buona musa ispiratrice? Sono soprattutto curioso di capire se nella tua realtà esiste qualche donna con la storia di Chiara e Carolina.

La voglia di scrivere un romanzo dai tratti psicologici mi ha sempre attirato perché in realtà sono fortemente affascinata dalla mente umana e di tutto quello che è legato al mondo della follia.

Quando ho iniziato a scrivere questo romanzo, avevo in mente una storia molto diversa. Nella mia testa c’era una trama più legata al mondo del giallo, dove una ragazza cercava di discolparsi di un delitto che non aveva commesso.

 Mentre procedevo con la scrittura, però, è successo che al supermercato ho incontrato Carolina, uno dei personaggi principali del romanzo. Ovviamente non era lei, ma rappresentava tutto quello che mi ero sempre immaginata. In pratica era uguale alla ragazza che avevo iniziato a descrivere e per questo l’ho tampinata in mezzo alle corsie. Volevo sentirla parlare e ci sono riuscita! Era al telefono con qualcuno che cercava di consolarla riguardo a qualcosa. Era bellissima, eppure infelice, lo avrebbe capito anche un bambino.

Quando sono tornata a casa ho avuto un blocco di scrittura, continuavo a pensare a quella Carolina e mi sono resa conto che la storia pensata all’inizio non aveva nulla a che fare con lei. Ho pensato quindi a cosa potesse esserle successo e poi la trama si è costruita da sola, come se fosse stato proprio il personaggio a suggerirmela.

Nella stesura ho provato tanti sentimenti contrastanti, tra i quali spiccavano rabbia e paura, per questo la scrittura del romanzo è stata molto intensa.

Nella mia piccola realtà non conosco nessuno come Chiara o Carolina, anche se penso che un minimo di Chiara sia presenta in ognuno di noi.

Chiara è una figura molto importante nel romanzo. Oserei dire che ne è la protagonista insieme a Carolina. E’ una donna molto tormentata, direi anche disturbata. Litiga furiosamente col marito a causa della sua gelosia ma in realtà lo ama perdutamente, ed arriva a fare di tutto per non perderlo. Ne combina di ogni, leggendo il romanzo capirete. Si rivela anche una donna molto determinata malgrado la sua vita agiata ed oziosa. Parlaci di lei.

Chiara è una donna complessa, in realtà il suo ruolo era secondario all’inizio, doveva essere un personaggio di contorno ma poi anche il suo carattere si è imposto con la forza durante la stesura.

Lei è una donna piena di insicurezza, è una donna infelice e nonostante la bella vita, il buon matrimonio e un aspetto fisico invidiabile, non riesce a trovare il suo posto nel mondo. Un po’ per via della figura di un marito importante che, involontariamente, l’aveva messa in ombra agli occhi del mondo, un po’ per via della sua voglia di essere perfetta, soprattutto agli occhi di Leonardo, suo marito. Date tutte queste insicurezze, Chiara è una donna che non riesce ad affrontare i problemi e, invece di parlare a cuore aperto con Leonardo, preferisce tormentarsi, tutto sempre per la paura di perderlo.

Ma durante la storia anche lei subisce un cambiamento, decisa a non perdere Leonardo, fa di tutto per indagare sul passato di Carolina, riuscendo a scoprire la scioccante verità dietro a tutto il romanzo.

 

Di Carolina non ti chiedo nulla di specifico perché rischierei di fare inavvertitamente dei danni, vedi spoiler, essendo lei il fulcro di tutta la vicenda. Vuoi provare tu ad avventurarti nel raccontarci un po’ la sua storia.

Carolina è una ragazza solitaria, preferisce vivere da sola, senza amici e senza contatti esterni perché tutto potrebbe ritorcersi contro gli altri, contro le persone che decidono di starle vicino. Nel suo passato ci sono più zone d’ombra che di luce a causa di genitori bigotti, che hanno fatto della religione un fanatismo malsano, e di Caterina la sorella carismatica, molto forte dal punto di vista caratteriale e particolarmente ribelle. Ma anche Carolina nasconde qualcosa, una mente disturbata forse?

 

E’ un romanzo fortemente introspettivo dove viene dato ampio spazio all’approfondimento psicologico dei personaggi. Alle loro paure ai loro pensieri. Una scelta voluta o ti ci hanno portato un po’ loro (i personaggi) in questa particolare dimensione?

Sono stati i personaggi a guidarmi in questa dimensione. Devo dire che in principio quasi tutti i protagonisti non erano così forti ma poi ognuno di loro si è imposto con un’irruenza tale che non poteva essere tenuta nascosta.

 

Non si può raccontare tutto di questo libro. Anzi, molto deve rimanere misterioso anche dopo la nostra chiacchierata. Che giustamente è fatta per incuriosire, non per svelare. Ma una cosa la voglio ancora dire. Il finale mi sembrava rimettere tutto a posto, e mi veniva quasi da storcere un po’ il naso (adoro un po’ di sano cinismo), ma non è cosi; perché proprio le ultime pagine rivelano una verità sconvolgente. Ho sempre pensato che non esistono persone completamente candide, tutti, chi più chi meno, ha degli scheletri nell’armadio. Col finale che hai dato al libro mi rendo conto che anche tu la pensi come me. Nella tua mente il finale sapevi sarebbe stato quello che poi vedranno i lettori o l’idea è nata in seguito.

Per quanto possa sembrare strano, i miei romanzi partono tutti dal finale. In genere anche io non amo i finali rosa e fiori, soprattutto nei thriller e nei gialli e credo anche che, dopo una vita tormentata e una storia incentrata sui disturbi della mente umana, non esiste il finale “e vissero tutti felici e contenti”. Fin dall’inizio avevo chiara la fine, poi tutto il resto è arrivato dopo.

 

Grazie ancora per questo nuovo incontro, sono certo che questo tuo ennesimo libro otterrà il successo che merita. E’ un romanzo particolare con una storia molto originale che invito tutti a leggere. Ancora complimenti e…al prossimo libro.

 

Grazie Gino, sono sempre all’opera, pronta a scrivere e farmi leggere. Un abbraccio a tutti i lettori.

 


giovedì 18 luglio 2024

LE RIVE DELLA COLLERA

 




 LE  RIVE  DELLA  COLLERA - Caroline Laurent -

ewcensione a cura di Edoardo Todaro


Ecco un saggio storico che dobbiamo assolutamente leggere. Un romanzo sulla volontà di sopravvivere. Una vicenda che non solo riguarda l’impero britannico, ma di sicuro tutte le lotte anticoloniali che si sono succedute in questi anni. Le isole Chagos, l’indipendenza delle Mauritius, e l’isola di Diego Garcia, che come un qualsiasi oggetto viene data in affitto dalla Gran Bretagna agli Stati Uniti. Il futuro per Diego Garcia? Una grande base militare e per far questo gli abitanti saranno cacciati dalla propria terra. Un dramma storico poco conosciuto riportato alle cronache da 337 pagine. Un romanzo che mette in evidenza  la lotta tenace e determinata di chi come Marie si oppone con tutta se stessa  all’esodo obbligato, alla deportazione,  e che si affida alla giustizia, sorella cattiva, della speranza ed al coraggio. Coraggio che è l’unica arma in mano a chi non ha altra scelta e che può mettere in discussione l’impero coloniale britannico. La decolonizzazione è un vento che soffia inarrestabile dall’India alla Nigeria, al Kenia. Il referendum, del 1967,  sancisce l’indipendenza nonostante le minacciate ripercussioni economiche. Ma , c’è un ma che condiziona il futuro di Diego Garcia: gli inglesi non tengono conto del risultato e le Chagos restano alla Gran Bretagna che raggiunge un accordo segreto con gli Stati Uniti lasciando Diego Garcia in locazione agli americani per 50 anni, con altri probabili 20. Gli abitanti che si oppongono a questa sorte, si trovano di fronte condizioni impossibili: 1) partenze volontarie ma senza che sia esplicitato un possibile ritorno; 2) viveri e merci vengono bloccati per far sì che  i “ riottosi “ se ne vadano; 3) nel caso il blocco non ottenga gli obiettivi previsti, gli occupanti faranno ricorso all’uso della forza. Marie non accetta di essere sradicata dalla propria terra. Essere nati a Diego Garcia, morire a Diego Garcia: non può essere messo in discussione. Gli occupanti per ricondurre alla ragione i nativi, mettono in campo l’uso della fame. La fame diviene un’arma a tutti gli effetti per piegare la resistenza di chi non accetta di andarsene. Una vera e propria politica  della fame portata avanti contro i locali. Oltre a questo, assistiamo ad un qualcosa di estrema attualità ( vedi il genocidio in corso in Palestina ): abitazioni rase al suolo, magazzini distrutti, diritto al ritorno negato, e ad alla dignità che non è in vendita. Alle Chagos  viene sradicato un modello di vita che non prevedeva disoccupazione; la vita quotidiana era scandita dall’essere pacifica; dove ognuno ha la sua casa e la vita non è basata sull’economia e nessuno ha documenti. L’essere costretti ad andarsene mette in discussione tutto questo. Viene persa la tranquillità, la felicità, la dignità, la cultura e l’identità. Marie ha, oltre alla rabbia, un principio fondamentale che la fa andare avanti: mai mollare, nonostante la consapevolezza di avere a che fare con una lotta impari, a tu per tu con Usa e Gran Bretagna. Marie ingiustamente strappata dalla sua isola, venduta come una schiava, gettata in una bidonville, tradita dal proprio uomo che è al servizio dell’amministrazione coloniale, e quindi un amore impossibile, Marie che possiede solo una cosa, come tutti i poveri: se stessa e che mette in atto l’arma di coloro che non hanno altro su cui contare e cioè lo sciopero della fame. Marie ci insegna una cosa fondamentale: la giustizia non viene dalle leggi degli stati, viene solo dagli uomini. Marie ci accompagna in tutte le tappe di un percorso che arriverà fino al ricorso al tribunale dell’Aja. Caroline Laurent ha fatto un’opera importantissima, si è messa al servizio della narrazione per raccontare, attraverso la scrittura, una pagina di storia rimossa, una pagina di storia al servizio della dignità , quella dignità che nessuno può sconfiggere o mettere in discssione-


genere: narrativa

anno di pubblicazione: 2023

giovedì 3 ottobre 2019

RECENSIONI R S T U

R S T U recensioni

la ragazza allo specchio
il rumeno di porta venezia
revolver
le replicanti
la ragazza che chiedeva vendetta
la ragazza che giocava col fuoco
il riflesso del lupo
la regina dei castelli di carta
le ragioni della follia
i ragazzi del coro
rosso violento


il settimo esorcista
silenzio
i silenzi di roma
sangue sporco
screaming dora
sposo di sangue
il secondo cerchio
sotto le apparenze
il senso del limite
scheletri nell'armadio 
la solitudine degli amanti
scheletri nell'armadio
lo studio della morte

mercoledì 31 marzo 2021

NESSUNA VERITA'

 


NESSUNA VERITA' E. Carletti

Nessuna verità è il titolo del nuovo thriller scritto da Elena Carletti è pubblicato in proprio nel mese di marzo. La protagonista è Laura, una donna ancora in parte preda della depressione e di momenti di angoscia dovuta alla morte improvvisa del marito, avvenuta sette anni prima. La donna ha un figlio che ora ha nove anni ed all'epoca della disgrazia ne aveva due. Laura è laureata, e lavorava in un laboratorio che effettua analisi per il controllo delle imprese alimentari. Un lavoro molto delicato e di responsabilità che richiede molta attenzione e precisione. Anche per questo dopo l'incidente, e la sua successiva discesa in uno stato di profonda apatia, fu sospesa dal lavoro. All'inizio del romanzo la vediamo riprendere finalmente possesso del suo antico ruolo all'interno del laboratorio. Lo stesso posto dove aveva conosciuto suo marito, Matteo. L'emozione è fortissima. Ovviamente, almeno inizialmente, si trova un po’ spaesata. A capo del laboratorio c'è Lorenzo col quale, col tempo, ha stretto un forte legame anche se ha ancora grossi blocchi per vivere pienamente una nuova storia. Lorenzo è un uomo maniaco del controllo, sul lavoro come nella vita, preciso e ordinato probabilmente non adatto ad una vita con una donna complessa come Laura, per giunta con un figlio, vivace, seppur ancora scosso, e bisognoso di un affetto discreto. Quasi da subito le verrà assegnato un compito molto importante. Lei cercherà di eseguirlo nel modo migliore, con attenzione e scrupolo, anche se questo le costerà molta fatica. La sua mente non ha ancora ritrovato l'antica lucidità e spesso ha ancora momenti di forti crisi emotiva. Facendo controlli di routine su degli alimenti nota che qualcosa non torna ed i risultati non sono quelli attesi, per di più Lorenzo ha cominciato ad avere un comportamento strano, qualcosa lo preoccupa, e avverte un'incomprensibile ostilità nei suoi confronti. Seppur ancora provata da tutti questi cambiamenti cercherà di capire cosa non va. Con questo romanzo posso dire di essere tornato a leggere la Carletti che mi aveva fatto innamorare dei suoi libri. Non che gli ultimi non fossero bei romanzi, anzi. Sia 72 ore che La sorella cattiva sono storie intriganti e ben raccontate. Ma la tensione è la suspense che avevo avvertito in Sotto le apparenze (ed ancor prima in La verità nascosta) si era un po’ persa. Quella degli ultimi romanzi mi sembrava una scrittura troppo leziosa e "pulita" per un thriller. Si d'accordo il genere è un po’ diverso, quello era un giallo con tutti i vari ingredienti tipici del genere, invece questo è un thriller psicologico, tocca tasti emotivi diversi, ma qui ci sono di nuovo la capacità di sorprendere, di creare tensione, trepidazione nel lettore. Con una scrittura meno ricercata, più di "pancia". Questo lavoro merita grandi complimenti e considerazione. Un thriller psicologico nel vero senso della parola, dove la mente è le emozioni sono fortemente sollecitate. Inquietante e destabilizzante in alcuni momenti mi ha lasciato senza fiato. Alla povera Laura ne capitano di ogni. Cercheranno di farla credere ancora malata ed ogni tentativo di dimostrare il contrario sembrerà vano, anche grazie ai suoi comportamenti non sempre ortodossi. Il finale poi è una cascata di adrenalina, una vera resa dei conti con la persona che in questo periodo la più osteggiata. Complimenti.

valutazione: più che buono

genere: thriller

 


lunedì 9 giugno 2025

UN MATRIMONIO IDEALE E ALTRE NOVELLE

 




Un matrimonio ideale e altre novelle - Luigi Pirandello -

recensione a cura di Patrizia Zara



Luigi Pirandello è impossibile da non amare. Non mi stanco mai di leggerlo. È un interprete straordinario di un linguaggio che si rinnova a ogni lettura: diretto e capace di trasmettere l’angoscia—più o meno esplicita—dei suoi personaggi senza filtri ipocriti o fuorvianti. Il tutto avvolto in un turbinio di flussi di coscienza, tra allegoria, umorismo e bizzarria.

Nessuno, proprio nessuno, ha saputo descrivere il teatrino delle esistenze come lui. Pedine scomposte su una scacchiera, frantumate nella loro fragile e apparente unicità. Impossibile eguagliarlo, imitarlo, figuriamoci superarlo. E, nonostante il tempo e il progresso, la sua opera resta di una modernità sconvolgente.

Le sette novelle raccolte in *Un matrimonio ideale* sono ciascuna straordinaria a modo suo. Il filo conduttore? Il rapporto coniugale e gli elementi amaramente unificanti di ogni storia: l’assenza d’amore, la mancanza di felicità, l’incomprensione, l’incapacità di coniugare ciò che è con ciò che si porta dentro.

La vita è un impasto di farsa e commedia degli equivoci, un miscuglio sorretto dal "sentimento del contrario", da cui deriva un incredibile gioco di umorismo scenico. Tra il grottesco e il bizzarro si insinua il dramma.

Mi ricorda quando, alle medie, a fine anno si metteva in scena una delle favole più famose in lingua francese o inglese ("Cenerentola", "Biancaneve"...) e si assegnavano i ruoli. Avrei voluto essere la principessa indifesa, con lo sguardo dolce e puro di un cerbiatto ferito. Mi sentivo così.

E invece, ahimè, la mia statura fuori dall’ordinario, i lineamenti forti e mediterranei, gli occhi neri, le sopracciglia arcuate, le labbra sottili, mi condannavano sempre a interpretare la strega cattiva o la regina dispotica. Ma come far capire che detestavo quei ruoli? Gli altri mi vedevano così, e c’era poco da fare.

A un certo punto mi sono arresa, adattandomi. Ho creduto fosse il mio destino, la mia maschera, la mia etichetta sociale. Eppure dentro di me continuavo a domandarmi: perché l’esteriorità non combaciava con l’interiorità? Perché ognuno vede ciò che vuole, secondo i canoni imposti dalla società, incasellando tutto in etichette? Non lo comprendevo allora, e non lo comprendo neppure ora.

Del resto, nulla è cambiato: quanti attori portano il loro personaggio più famoso sino alla tomba, perdendo ciò che erano stati realmente? Mi viene in mente, così estemporaneamente, "Rock Hudson", per chi se lo ricorda.

> "Era una spina, questa, per la signora Rossana: il concetto, cioè, che tutti, non il marito soltanto, s’erano formato di lei, ch'ella fosse esagerata. 
> Questo concetto dipendeva, a suo credere, dalla disgrazia comune a tutta la famiglia, la soverchia altezza. 
> Della sua, la signora Rossana aveva un dispetto acerbo e smanioso, perché le impediva di essere, come avrebbe voluto e come dentro di sé si sentiva, una gattina sentimentale. Così lunga soffriva, soffriva tanto; ma nessuno voleva credere ai suoi languori, alle sue sofferenze; e tutti, sorridendo, le rispondevano: - Via via, signora Rosanna, esagerazioni!" ("Un matrimonio ideale")

Grandioso, immenso Pirandello. Genio assoluto nel ridicolizzare il cerimoniale delle convenzioni e del conformismo, nel disintegrare certezze, verità assolute e realtà visiva.

Nessuno, proprio nessuno, è davvero qualcuno. Ognuno di noi può essere centomila volti in uno—e nessuno. Riflessi di un’identità che si specchia in un mare infinito di solitudine.

Le sette novelle:
1. Un matrimonio ideale
2. Tutto per bene
3. Prima notte
4. Pensaci, Giacomino!
5. Quando s’è capito il gioco
6. Stefano Giogli, uno e due
7. L’uscita del vedovo


genere: narrativa

 


martedì 11 agosto 2020

GENERE GIALLO

 

Recensioni dei libri del genere giallo scritte nel 2020:


undici passi

i ragazzi del coro

lo studio della morte

morte sottovento

la maledizione della pecora

la collera della regina

una ferita aperta

feroce è la notte

l'assassino 

il giallo di via poma

sepolcri imbiancati

cattolica crime

l'assassino ci vede benissimo

la traccia del pescatore

trappola per lupi

le sorelle delle case popolari

nelle scarpe dello scrittore (racconto)

il colpevole se ne frega (racconto)

non svegliate don eupremio

nessun nesso

duplice ipotesi

il dubbio dell'avvocato

il club Montecristo

il predatore di anime

il segreto di mr willer

quando il delitto è arte

prisma

segreti che uccidono

dieci piccoli napoletani

e qualcosa rimane

blues per i nati senza un cuore

eddie deve morire

con l'arte e con l'inganno

l'ultima notte

vieni come sei

piccola libreria con delitto

le lacrime del commissario

il sussurro del lago

nel settimo cerchio

il canto della falena

il nero sta bene su tutto

la regola del rischio

il segreto della maddalena

l'uomo nell'ombra

cattiva

i segreti della torre

un lungo ritorno

tre giorni prima di natale

qui i fiori non crescono

fauci

è giunta l'ora

nuda nell'ombra

il mistero di chinatown

cacciatori di falene

la bambina di cera

il sentiero di Isabella

neve d'aprile

la ninnananna degli alberi

noir in abito da sera (racconti)

e non è finita mai

una nuova vita

il sangue di giuda

l'invito

il giallo di via etnea

troppi segreti per cui morire

gli impiccati non muoiono subito

combinazione astrale

l'eredita del male

non sono mai stata così felice

a Roma si muore da soli

troppo caldo per morire

l'enigma svedese

domenica 28 novembre 2021

LE MIE VALUTAZIONI OTTOBRE/NOVEMBRE 2021

 





OTTOBRE


La cena delle verità                        ⭐⭐⭐⭐

Come in un labirinto di specchi      ⭐⭐⭐⭐



NOVEMBRE 


Helliween                                        ⭐⭐⭐⭐★

Le ragioni della follia                      ⭐⭐⭐⭐★

L'uomo nell'ombra                                 ⭐⭐⭐⭐

Delitti per diletto                             ⭐⭐⭐⭐

Cattiva                                             ⭐⭐⭐⭐

Nel silenzio della notte                    ⭐⭐⭐★







mercoledì 19 novembre 2025

NINFEE NERE

 




Ninfee nere – Michel Bussi –

recensione a cura di Stefania Calà

 

"Tre donne vivevano in un paesino. La prima era cattiva, la seconda bugiarda e la terza egoista."
Incipit di tutto rispetto per un romanzo dai toni noir che mi ha trascinato, letteralmente, nel mondo dei pittori impressionisti e, più precisamente,  a Giverny, paese della Normandia noto per essere stato il luogo dove Claude Monet dipinse le sue ninfee.
La storia narrata da Bussi è incentrata sull'omicidio di un oftalmologo, avvenuto proprio a Givenry, e attorno al quale si intrecciano,  in un susseguirsi a volte lineare e a volte caotico, le vite e le vicende di queste tre donne: una vedova di 80 anni che vive isolata e da tutti definita una strega, una maestrina di 36 anni intrappolata in un matrimonio senza amore e una bambina di 11 con la passione della pittura.
Il romanzo è sviluppato anche su piani temporali diversi che creano quella suspense necessaria affinché il lettore venga incuriosito e spinto a leggere fino alla fine. Devo ammetterlo, l'escamotage funziona, anche se talvolta è forzato e crea confusione.
La storia, nonostante alcune incongruenze, è intrigante e suggestiva, soprattutto per le ambientazioni e descrizioni dei luoghi e di ciò che quei luoghi hanno rappresentato per l'arte moderna. Mi è venuta, infatti, una gran voglia di visitare il paese di Monet e il museo Marmottan, ove sono esposte gran parte delle sue opere.
Il finale non mi ha sorpreso, diciamo che era "nell'aria". Comunque ben costruito.
Lo consiglio? Ma sì, tutto sommato è un buon noir.
Voto 7/10

CIT. "La vita si riduce a due o tre occasioni da non lasciarsi sfuggire. Te la giochi così, una vita! Niente di più. "
CIT. "Conosco i classici, ispettore. Se non c'è movente non serve un alibi."
CIT. "Ha capito cosa le sto dicendo, ispettore? Monet ha osservato la propria morte nel riflesso delle ninfee e l'ha immortalata sulla tela. Ninfee nere!"
CIT. "Se sogno, sogno ciò che mi viene vietato... È vero, il sogno è fuorilegge."
CIT. "Esiste un ufficio delle vite perdute?"


genere: thriller

anno di pubblicazione: 2016

domenica 29 novembre 2020

LE MIE VALUTAZIONI NOVEMBRE 2020

 




NOVEMBRE 2020


effetti collaterali                            ⭐⭐⭐⭐

cadaveri a sonagli                          ⭐⭐⭐⭐ ★  

la sorella cattiva                             ⭐⭐⭐⭐

non svegliate don eupremio           ⭐⭐⭐⭐

trappola per lupi                             ⭐⭐⭐⭐

per Luigi non odio ne' amore     ⭐⭐⭐⭐ ★ 

giovedì 23 maggio 2024

QUANDO LEI ERA BUONA

 





Quando lei era buona - Philip Roth

 Recensione di Miriam Donati

 

Dalle interviste sembra che Philip Roth ritenesse questa sua opera giovanile non all’altezza delle altre della maturità. Contiene invece già la prosa caratteristica dell’autore e la caratterizzazione dei personaggi, tutti, anche i minori, è così precisa e analitica da rivelare il suo enorme talento. È l’unico libro di Roth con una protagonista femminile.

Quando lei era buona ha un ritmo serrato scandito soprattutto dai dialoghi che marcano i tempi della vicenda narrata con asprezza e ironia, spesso spinta al sarcasmo. 

Il sentimento prevalente è la rabbia che accompagna la protagonista, ma anche il lettore nella discesa agli inferi che lo porta in una famiglia americana del Midwest negli anni cinquanta.

“Non essere ricco, non essere famoso, non essere potente, nemmeno essere felice, ma essere civile – questo era il sogno della sua vita”

L’incipit già ci dice tutto, pur non riferendosi a Lucy, la protagonista del libro, ma riguarda più o meno tutti i personaggi che ruotano intorno a questa storia.

Il carattere di Lucy è costruito dai caratteri dei suoi familiari: il nonno Willard ha avuto un’infanzia difficile e ora desidera solo pace e tranquillità, la nonna, arcigna, aspira solo a una normalità borghese, la madre, Myra, ha sposato un poco di buono alcolista e violento che la costringe a vivere con la figlia presso i nonni. I comportamenti, accomodante del nonno e debole della madre, sono la gabbia in cui Lucy non vuole farsi rinchiudere e soprattutto una situazione che non vuole si ripeta.

Quando però resta incinta del debole, viziato e velleitario Roy e i suoi sogni di studio sono interrotti, Lucy, per non replicare gli errori che ha sempre avuto davanti agli occhi, decide di puntare sulla giustizia creando un cortocircuito di cui è lei stessa vittima più di chiunque altro.

Un ambiente e una comunità dedita alle apparenze, dove è più grave che una figlia chiami la polizia per denunciare il padre che il padre si ubriachi ogni sera e picchi la madre, vinceranno contro di lei. Una società chiusa, piena di pregiudizi, bigotta, dove tutti sanno tutto di tutti, fanno finta di non sapere, ma giudicano, dove alcolismo e violenza sulle donne devono essere affrontati da soli all’interno dei muri di casa per non creare scandalo. E appunto per evitarlo vengono prese decisioni che portano inevitabilmente alla tragedia. Il romanzo è un atto di accusa verso un ambiente meschino e ottuso, ma anche verso Lucy che si è preparata a esserne vittima.

Lucy detesta la vita che le è capitata, detesta il padre ubriacone e incapace, detesta la madre debole, detesta l’uomo che sposa pur non amandolo, detesta i propri parenti e quelli del marito, soprattutto lo zio Julian, che odia a sua volta Lucy, nella quale ha riconosciuto il suo alter ego onesto e di cui ha timore; insomma Lucy detesta il mondo perché non si assoggetta alle sue esigenze morarli e materiali.

Le scelte di Lucy hanno breve vita, dall’adesione al cattolicesimo, alle amicizie femminili, solo il ripudio del padre è costante. Si accresce, la pervade e diventa a lungo andare un istinto distruttivo anche contro se stessa. Pur consapevole di essere altruista, emancipata, istruita, “buona”, accetta l’inaccettabile, decidendo di non abortire, sposando controvoglia un uomo-bambino che non ama, continuando però a contestare la sua cerchia e non perdonando nemmeno se stessa.

Da eroina quale sembra essere dalle prime pagine evolve autoconvincendosi di essere sempre nel giusto a causa del dolore vissuto così che da brava e buona ragazza, muta, diventa una donna presuntuosa, capace di dire no anche al marito. Una evoluzione per certi versi positiva che invece Roth riesce a trasformare in paradosso, dove i cattivi, le nullità e i depravati diventano all’improvviso i buoni della storia e l’eroina diventa la cattiva. Lucy, che ha cercato di correggere la vita degli altri con accanimento, l’ha fatto con la giustizia e il moralismo e questo la porta all’inevitabile disastro mettendo in gioco persino il proprio equilibrio psichico. La vita è spietata e lei non riesce a reggere il mondo che si è costruita.

Lucy è un personaggio difficile da amare per la sua testardaggine e per la sua caparbia ostilità nei confronti degli altri personaggi anche se la si comprende benissimo. La sua voglia di essere qualcun altro, il suo desiderio di avere una vita migliore è talmente forte da renderla in alcune parti irritante e allo stesso tempo straziante. In ogni pagina si soffre con lei e per lei e si prova rabbia con lei e per lei.

 

Genere Narrativa

 

Anno di pubblicazione 1967

 

anno di pubblicazione in Italia 2012


mercoledì 21 maggio 2025

L'ANTICO AMORE

 




L'antico amore - Maurizio De Giovanni -

recensione a cura di Rossella Lombardi

“L’amore è il ricordo di una tenera tempesta “

De Giovanni in questo libro ci parla dell’AMORE e delle sue diverse declinazioni; vi troviamo l’amore paterno, quello filiale, quello incondizionato di un amico, l’amore che è accudimento, quello intenso e totalizzante per un uomo/donna che è il motivo per sentirsi vivi ma anche l’amore per la letteratura e la poesia.

L’autore ci porta a passeggiare lungo percorsi sicuramente già esplorati ma ci invita ad osservarne i diversi sentieri, a riflettere sulle sue molteplici sfumature e profondità.

A capitoli alterni, passa da un personaggio all’altro, da un’epoca all’altra. Narra infatti due storie parallele: in una il narratore è Catullo (poeta del primo secolo avanti Cristo) che racconta la sua incredibile felicità grazie all’ amore per Claudia (Lesbia) e della sua indicibile infelicità per la sua perdita. Nella seconda viene descritta la storia di una famiglia composta da “il Vecchio” (così chiamato nel libro) accudito amorevolmente da Oxana, una badante moldava e dai suoi tre figli ormai adulti .

Oxana si affezione al Vecchio verso il quale prova ammirazione e rispetto : “ Assistere un anziano è un compito importante, bisogna conservarlo in vita finchè si può, bisogna leggergli negli occhi quello che non chiede e non perderlo mai di vista …”

Commovente è l’amore che la figlia prova nei confronti del vecchio padre, ben descritte sono le sue brevi visite quotidiane , dopo il lavoro , durante le quali lei lo accarezza e lo abbraccia amorevolmente raccontandogli la sua giornata.

Vengono narrate poi le vicende del figlio Marco, sposato con una donna molto ricca che non ama, che lo denigra e irride continuamente per la sua fallimentare scelta di continuare ad insegnare all’ università a degli studenti assolutamente disinteressati alle sue lezioni sulla poesia antica, in particolare su Catullo. Marco vive perciò una situazione di depressione, di assenza di gratificazioni, sfiducia in se stesso e nel suo futuro.  Finchè incontra una giovane studentessa, molto interessata a Catullo , dolce e positiva della quale lui si innamora perdutamente .  Sarà un amore profondo ed intenso.  Marco, indeciso sull’incerto futuro del suo matrimonio, troverà il modo di confessare il suo tormento prima al padre che amorevolmente lo conforterà, e poi all’amico che gli darà dei consigli ma che lo rassicurerà dicendogli che gli starà accanto qualunque scelta deciderà di fare .

 Molto interessanti sono le numerose riflessioni che l’ autore fa , attraverso la storia di Marco, sull’Amore: “ non si POSSIEDE  il soggetto  del proprio amore, gli si  APPARTIENE

Il  libro   inizia con un ritmo  piuttosto lento, poi accelera e termina in modo sorprendentemente  rapido  ; la scrittura è piacevole e scorrevole.  Il finale è commovente, coerente  ma  inaspettato

 Ho provato simpatia e  grande empatia per molti dei personaggi presentati ma  non è mancata però la classica  figura negativa, la “cattiva” da deprecare, rappresentata dalla moglie di Marco , superficiale , anaffettiva , egoista ed arrivista.

Questa storia è riuscita a coinvolgermi ed emozionarmi.

Voto : 8/10


genere: narrativa

anno di pubblicazione: 2025

 


lunedì 22 dicembre 2025

CANNE AL VENTO

 




Canne al vento – Grazia Deledda -

recensione a cura di Francesca Simoncelli

 

Il romanzo " Canne al vento " uscì originariamente a puntate nei primi anni del 1900 e vide solo in seguito la luce come volume unico.

È il libro più conosciuto di Grazia Deledda, scrittrice sarda che ricevette il Nobel per la letteratura nel 1926. 

Il romanzo è ambientato in Sardegna e ruota intorno alla famiglia Pintor, anche se il vero protagonista della storia è il servo Efix.

Le sorelle Pintor, provenienti da una nobile casata, cadono in disgrazia quando una di loro, Lia, fugge per scappare dalla svantaggiata condizione femminile alla quale il padre le costringe.

Il genitore muore mentre tenta di riprendere la figlia durante la fuga e le altre sorelle, Esther, Ruth e Noemi, rimaste sole, vivono quasi in miseria, ma sempre affiancate dal devoto servo Efix, che cerca di proteggerle e non fargli mancare nulla.

 I guai cominciano quando arriva in visita Giacinto, figlio di Lia. 

Efix si troverà diviso tra il voler aiutare il ragazzo e il dissenso delle zie, che nutrono ancora rancore nei confronti della sorella, perché la incolpano della loro indigenza. 

Nel personaggio di Efix troviamo un essere complesso, pieno di passione, dubbi, emozioni, rimpianti, come se vivessero in lui infinite persone.

 Anche se all'inizio del racconto sembra che la protagonista della storia sia la famiglia Pintor e che lui sia un personaggio secondario, essendo un servo, piano piano emerge tutta la grandiosità della sua anima; se cogliamo pienamente l'essenza di Efix è merito della scrittrice che è riuscita a descriverlo minuziosamente; e a fine romanzo ci accorgiamo che il protagonista è proprio lui, che, nell'ombra del suo ruolo, svolge un compito importante all'interno della casa, anche se le dame Pintor stentano a riconoscere il suo valore, specialmente Noemi.

Ma il suo affetto per loro è incondizionato e lui non si ferma davanti agli ostacoli, fa quello che è meglio per le sue padrone.

La descrizione del paesaggio ci fa immergere nei luoghi, come fossimo lì, nel poderetto insieme ad Efix, nella Sardegna di tanti anni fa, insieme a Noemi, Ruth ed Ester.

 Ogni dettaglio della narrazione è curato nei particolari e durante la lettura ti catturano le emozioni, i colori e i profumi di un tempo che non c'è più, ma che rimane nei cuori di chi ricorda. 

“Riposarsi con Dio mentre nel silenzio della notte le canne sussurrano la preghiera della terra che s' addormenta”

“Ma dimmi Efix, non è una gran cattiva sorte la nostra? Perché ci stronca, così come canne? Sì, siamo proprio come canne al vento, donna Ester mia: siamo canne e la sorte è il vento"

genere: narrativa

anno di pubblicazione: 1913

sabato 3 agosto 2024

ULTIMO PIANO

 




Ultimo piano - Valentina Mattia

recensione a cura di Gino Campaner

 

📖Spiccioli di trama: per una serie di motivi (che non vi anticipo) Gerolamo si trova in bilico sul cornicione di un terrazzo, di un hotel, di un luogo di villeggiatura. Insieme a lui, casualmente, ci sono altri personaggi alcuni formano delle coppie altri no. Hanno tutti un motivo per stare lì, non lo stesso ma che diventa comune per una serie di coincidenze. Sono tutte fortemente turbate e sorprese per i momenti inaspettati che stanno vivendo. 

 

🔥Punto di forza: la fantasia che ha permesso all'autrice di creare tanti personaggi diversi con una storia molto particolare alle spalle e una vita attuale carica di vicissitudini e preoccupazioni. Altro aspetto positivo il ritmo della storia: indiavolato, si fa fatica a stare dietro a tutte le vicende che si susseguono e si sovrappongono. Altro punto a favore è quello che tra tanta ironia e leggerezza si toccano argomenti e si vivono situazioni che fanno riflettere. Certamente un romanzo non banale. Un racconto che lascia tanto spazio alle proprie considerazioni. 



🙁Punto debole: il punto debole, almeno secondo la mia esperienza di lettore, è forse quella che c'è veramente tanta carne al fuoco, tante storie che si intrecciano tra loro, tanti personaggi. Forse troppi...io ho dovuto scrivermi chi era chi e cosa rappresentava per non perdermi. 



🏁Finale: corretto. Plausibile. Non tutto si aggiusta anzi ben poco sembra tornare al punto dal quale si era partiti. Un finale che si potrebbe interpretare come aperto, forse qualcuno dei tanti protagonisti vuole ancora dire qualcosa... In effetti alcuni protagonisti meriterebbero un approfondimento successivo. 



🎓Giudizio complessivo: ⭐⭐⭐⭐
Mezza stella in più perché mi sono comunque divertito, anche molto. Le storie raccontate, tutte plausibili, coinvolgono e catturano. L'autrice è bravissima a gestire tante storie senza mai perdere il filo e farlo perdere al lettore che però per gustarsi appieno il romanzo deve prestare molta attenzione a ciò che legge ed hai vari intrecci che nascono via via. Prendere appunti non è una cattiva idea. 


genere: giallo

anno di pubblicazione: 2024

 


mercoledì 3 agosto 2022

audiolibri luglio 2022

 





LUGLIO 2022



Titolo: SENZA DOLORE 

autore: Ciro Pinto

data di uscita (audiobook): 10 aprile 2022

durata: 9 ore 23 minuti

narratore: Valerio Amoruso (⭐⭐⭐⭐)

valutazione globale: ⭐⭐⭐⭐

genere: giallo



titolo: LA CATTIVA STRADA

autrice: Paola Barbato

data di uscita (audiobook): 29 giugno 2022

durata: 8 ore 14 minuti

narratore: Valerio Amoruso (⭐⭐⭐⭐★)

valutazione globale: ⭐⭐⭐⭐★

genere: thriller


giovedì 5 marzo 2026

LA CONTESSA DI RICOTTA

 




La contessa di ricotta - Milena Agus -

Recensione di Miriam Donati

 

I libri precedenti di questa scrittrice mi sono piaciuti, pertanto ho affrontato la lettura carica di aspettative.

La copertina mi ha intrigato per il gusto retrò: una fine tazza di porcellana bianca a fiori con il bordo d’argento, rovesciata sul suo piattino allagato dal suo contenuto. Mi è sembrata una premessa - promessa del contenuto del romanzo, mi ha rimandato alla dolcezza di un tempo perduto.

In effetti il libro racconta l’inadeguatezza di adattarsi al presente avendo sempre l’occhio rivolto al passato con rimpianto, malinconia e incanto.

Anche se i temi affrontati sono impegnativi, la storia raccontata è molto delicata, fin troppo delicata, secondo me, e a volte le pennellate leggere se pur precise non sono incisive, tutto rimane in sospeso, il non detto non diventa alla fine evocativo, resta solo nascosto.    

Le protagoniste sono tre perdenti e di solito i perdenti mi piacciono, ma qui hanno punte di insopportabilità che a tratti mi spingevano a lasciare il libro. Anche il punto di vista mi ha infastidito perché cambia a volte in modo paranoico la voce e il carattere dei personaggi. Fin qui le note negative, ora passiamo alle positive.

L’inarrestabile monologo che compone il testo è quasi disorientante, ma è geniale nella sua capacità di intrattenimento, diviso tra realtà e fantasia, tiene sulla corda e mentre si legge aumenta la comprensione verso le protagoniste così straordinarie, buffe e senza difese.

Questo romanzo singolare non ha una vera trama, però la storia che si dipana come una favola, merita di essere scoperta. Tre sorelle, Noemi, Maddalena e la Contessa di ricotta, vivono in ciò che resta delle vestigia di un'epoca aristocratica passata, ciascuna in uno dei tre appartamenti loro rimasti nell'antico palazzo di famiglia del Seicento che custodisce un passato da museo. È situato nell’antico quartiere “Castello” di Cagliari, purtroppo ormai fatiscente e in rovina, è stato suddiviso in diversi appartamenti. Unendo tre sorelle, la povertà, il tentativo di mantenere le apparenze e la Sardegna, la somma fa pensare a Canne al vento della Deledda. Invece si va da tutt’altra parte. 

Noemi, la più grande, giudice, con un carattere duro e deciso, vorrebbe ricomprare tutta la proprietà, appartamento dopo appartamento. In virtù della sua innata “visione sistemica”, dedica l’esistenza a questa missione, ma vedrà sgretolare le sue certezze e la sua preziosa collezione di porcellane durante il tumultuoso amore con il giovane Elias, mentre le sorelle minori hanno accettato la loro caduta e vivono in un mondo disincantato. 

Maddalena è la seconda, una distinta dottoranda, innamoratissima del marito Salvatore con il quale fa sesso sfrenato nella speranza un giorno di avere un figlio, anche se finora ogni tentativo è risultato inutile.

Infine la più piccola, ragazza madre, detta dai vicini maligni Contessa di ricotta, perché maldestra, infatti non c’è oggetto che sappia tenere in mano. Sogna il grande amore che faccia da padre al suo piccolo Carlino, nato sotto una cattiva stella da un padre poco presente, è rifiutato dagli altri bambini, strano e bizzarro e con un talento innato per il pianoforte, storpia le parole e spesso balbetta e non sta fermo un secondo, metafora dell’inquietudine del vivere. Lui è semplicemente diverso, come la madre: surreale, fragile, goffa, empatica e dispersiva, sempre pronta ad aiutare chiunque, anche se in condizioni meno disastrose delle sue e che, nei momenti bui, va al mare e "si esercita a suicidarsi".

Intorno a loro innumerevoli personaggi minori popolano il romanzo: la vecchia governante, sulla quale grava il sospetto di avere intossicato la contessa madre e che è tornata a vivere nel palazzo; il suo giovane nipote Elias, con la sua collezione di terraglie antiche di lusso, pastore-muratore incaricato di rimettere in sesto ciò che resta del palazzo, che forse farà innamorare come non mai proprio l’algida Noemi; un vicino di casa misterioso e scontroso che stava con una bellissima violinista, ora scomparsa dalla circolazione. Tutti loro sconvolgeranno la vita già problematica delle contesse.

I personaggi, tutti a loro modo con una fragilità evidente o nascosta, sono esplorati in modo profondo alternando malinconia e vitalità che si manifestano sia attraverso la disperazione – il tema del suicidio sembra l’unica via d’uscita dalla crudeltà quotidiana – sia attraverso la speranza che sembrano fondersi insieme attraverso una prosa intensa ed efficace.

Ci sono altri temi affrontati: la voglia di vivere, il rapporto con Dio: “E neppure Dio amiamo davvero. Preghiamo sempre per avere qualcosa. E anche Lui ci ama perché senza di noi si annoierebbe. E infatti si annoiava. Per questo ha creato il caos e poi dal caos siamo nati noi”.

Pur con una costante coerenza stilistica di fondo, si alternano descrizioni nude e crude a ritratti dal tocco delicato e quasi pudico, le descrizioni sono evocative del centro storico cagliaritano, l’uso del dialetto è minimale e quasi sempre tradotto. 

È una storia agrodolce e disarmante che trasmette delusione e tristezza, ma anche speranza e spiragli di luce: sembra a un certo punto che i sogni si avverino: il palazzo recuperato, un figlio per Maddalena, il matrimonio del nipote Elias per la governante, l’avvicinamento del vicino alla contessa di ricotta, ma la fiaba non si realizza. La vita però, per quanto dolorosa possa essere, proprio a causa delle rotture, delle perdite, delle crepe può essere unica, insolita e di nuovo apprezzabile se ci si mette di nuovo in gioco avendo cura di "volare, mirando solo ad atterrare al centro della pista senza sfracellarsi"

 

Genere: Narrativa

 Anno di pubblicazione 2009

pagine: 136

editore: nottetempo