venerdì 20 novembre 2020

INTERVISTA A ELENA CARLETTI

 










In occasione dell’uscita del suo ultimo romanzo, che si intitola La sorella cattiva, ho il piacere di ospitare di nuovo, qui al blog, Elena Carletti. Grazie per aver accettato questo secondo invito. Ci eravamo già visti qualche mese fa, ed in quell’occasione avemmo il piacere di conoscerti meglio come scrittrice e avemmo modo di approfondire qualche tuo pensiero sul mondo dei libri. In questa occasione ti propongo una breve chiacchierata per parlarci più approfonditamente del tuo ultimo lavoro. Partiamo senz’altro con la prima domanda.

Ricordane prima di tutto la trama. Facci una breve presentazione.

Ciao Gino, per prima cosa vorrei ringraziarti per la disponibilità, sia nella lettura del testo che nella voglia di fare domande per un’intervista che, in questo difficile mondo dell’editoria, permette a uno scrittore di farsi conoscere meglio.

Questa è la trama:

Quando riuscirà Carolina a liberarsi dal passato? Quando potrà costruirsi una vita senza Caterina, la carismatica sorella che ha plasmato la sua adolescenza? Caterina è morta in un incendio insieme ai suoi genitori, ma questo non basta a liberare Carolina dalla sua presenza.

Perché Carolina sa molte più cose degli altri, anche cosa successe quella notte e quali segreti deve continuare a nascondere. E quando Leonardo Troisi, il chirurgo plastico che la stava aiutando, viene trovato in fin di vita in una stanza d'albergo, i fantasmi del passato tornano a far visita a Carolina, risucchiandola in una verità che non può più restare segreta.”

 

Come è nata l’idea, in ambito cinematografico si direbbe il soggetto, di scrivere La sorella cattiva? Una storia piuttosto originale, hai dovuto usare molta immaginazione o la realtà è stata una buona musa ispiratrice? Sono soprattutto curioso di capire se nella tua realtà esiste qualche donna con la storia di Chiara e Carolina.

La voglia di scrivere un romanzo dai tratti psicologici mi ha sempre attirato perché in realtà sono fortemente affascinata dalla mente umana e di tutto quello che è legato al mondo della follia.

Quando ho iniziato a scrivere questo romanzo, avevo in mente una storia molto diversa. Nella mia testa c’era una trama più legata al mondo del giallo, dove una ragazza cercava di discolparsi di un delitto che non aveva commesso.

 Mentre procedevo con la scrittura, però, è successo che al supermercato ho incontrato Carolina, uno dei personaggi principali del romanzo. Ovviamente non era lei, ma rappresentava tutto quello che mi ero sempre immaginata. In pratica era uguale alla ragazza che avevo iniziato a descrivere e per questo l’ho tampinata in mezzo alle corsie. Volevo sentirla parlare e ci sono riuscita! Era al telefono con qualcuno che cercava di consolarla riguardo a qualcosa. Era bellissima, eppure infelice, lo avrebbe capito anche un bambino.

Quando sono tornata a casa ho avuto un blocco di scrittura, continuavo a pensare a quella Carolina e mi sono resa conto che la storia pensata all’inizio non aveva nulla a che fare con lei. Ho pensato quindi a cosa potesse esserle successo e poi la trama si è costruita da sola, come se fosse stato proprio il personaggio a suggerirmela.

Nella stesura ho provato tanti sentimenti contrastanti, tra i quali spiccavano rabbia e paura, per questo la scrittura del romanzo è stata molto intensa.

Nella mia piccola realtà non conosco nessuno come Chiara o Carolina, anche se penso che un minimo di Chiara sia presenta in ognuno di noi.

Chiara è una figura molto importante nel romanzo. Oserei dire che ne è la protagonista insieme a Carolina. E’ una donna molto tormentata, direi anche disturbata. Litiga furiosamente col marito a causa della sua gelosia ma in realtà lo ama perdutamente, ed arriva a fare di tutto per non perderlo. Ne combina di ogni, leggendo il romanzo capirete. Si rivela anche una donna molto determinata malgrado la sua vita agiata ed oziosa. Parlaci di lei.

Chiara è una donna complessa, in realtà il suo ruolo era secondario all’inizio, doveva essere un personaggio di contorno ma poi anche il suo carattere si è imposto con la forza durante la stesura.

Lei è una donna piena di insicurezza, è una donna infelice e nonostante la bella vita, il buon matrimonio e un aspetto fisico invidiabile, non riesce a trovare il suo posto nel mondo. Un po’ per via della figura di un marito importante che, involontariamente, l’aveva messa in ombra agli occhi del mondo, un po’ per via della sua voglia di essere perfetta, soprattutto agli occhi di Leonardo, suo marito. Date tutte queste insicurezze, Chiara è una donna che non riesce ad affrontare i problemi e, invece di parlare a cuore aperto con Leonardo, preferisce tormentarsi, tutto sempre per la paura di perderlo.

Ma durante la storia anche lei subisce un cambiamento, decisa a non perdere Leonardo, fa di tutto per indagare sul passato di Carolina, riuscendo a scoprire la scioccante verità dietro a tutto il romanzo.

 

Di Carolina non ti chiedo nulla di specifico perché rischierei di fare inavvertitamente dei danni, vedi spoiler, essendo lei il fulcro di tutta la vicenda. Vuoi provare tu ad avventurarti nel raccontarci un po’ la sua storia.

Carolina è una ragazza solitaria, preferisce vivere da sola, senza amici e senza contatti esterni perché tutto potrebbe ritorcersi contro gli altri, contro le persone che decidono di starle vicino. Nel suo passato ci sono più zone d’ombra che di luce a causa di genitori bigotti, che hanno fatto della religione un fanatismo malsano, e di Caterina la sorella carismatica, molto forte dal punto di vista caratteriale e particolarmente ribelle. Ma anche Carolina nasconde qualcosa, una mente disturbata forse?

 

E’ un romanzo fortemente introspettivo dove viene dato ampio spazio all’approfondimento psicologico dei personaggi. Alle loro paure ai loro pensieri. Una scelta voluta o ti ci hanno portato un po’ loro (i personaggi) in questa particolare dimensione?

Sono stati i personaggi a guidarmi in questa dimensione. Devo dire che in principio quasi tutti i protagonisti non erano così forti ma poi ognuno di loro si è imposto con un’irruenza tale che non poteva essere tenuta nascosta.

 

Non si può raccontare tutto di questo libro. Anzi, molto deve rimanere misterioso anche dopo la nostra chiacchierata. Che giustamente è fatta per incuriosire, non per svelare. Ma una cosa la voglio ancora dire. Il finale mi sembrava rimettere tutto a posto, e mi veniva quasi da storcere un po’ il naso (adoro un po’ di sano cinismo), ma non è cosi; perché proprio le ultime pagine rivelano una verità sconvolgente. Ho sempre pensato che non esistono persone completamente candide, tutti, chi più chi meno, ha degli scheletri nell’armadio. Col finale che hai dato al libro mi rendo conto che anche tu la pensi come me. Nella tua mente il finale sapevi sarebbe stato quello che poi vedranno i lettori o l’idea è nata in seguito.

Per quanto possa sembrare strano, i miei romanzi partono tutti dal finale. In genere anche io non amo i finali rosa e fiori, soprattutto nei thriller e nei gialli e credo anche che, dopo una vita tormentata e una storia incentrata sui disturbi della mente umana, non esiste il finale “e vissero tutti felici e contenti”. Fin dall’inizio avevo chiara la fine, poi tutto il resto è arrivato dopo.

 

Grazie ancora per questo nuovo incontro, sono certo che questo tuo ennesimo libro otterrà il successo che merita. E’ un romanzo particolare con una storia molto originale che invito tutti a leggere. Ancora complimenti e…al prossimo libro.

 

Grazie Gino, sono sempre all’opera, pronta a scrivere e farmi leggere. Un abbraccio a tutti i lettori.

 


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