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domenica 22 febbraio 2026

ORA DIMMI DI TE

 




Ora dimmi di te - Andrea Camilleri -

recensione a cura di Stefania Calà


Alla soglia dei suoi 92 anni, ormai colpito da cecità, Camilleri utilizza l'espediente di una lunga lettera scritta alla pronipote di appena 4 anni, Matilda, per narrare non solo la sua vita ma, soprattutto,  un secolo di storia del nostro Paese. Inizia così un lungo e dettagliato racconto degli anni del Fascismo, del Comunismo, del terrorismo politico, gli anni del teatro (la sua grande passione) e alla RAI, fino ad arrivare alla scrittura e all'affettuoso sodalizio con la casa editrice Sellerio.
Ciò che traspare è un grande amore per la vita e per la verità, oltre che per la sua Sicilia, orgoglioso di portarne avanti la tradizione linguistica. Prendendo in prestito le parole di Pirandello, Camilleri osserva che "di una data cosa la  lingua ne esprime il concetto mentre della medesima cosa il dialetto ne esprime il sentimento". E racconta le sue delusioni, di quando iniziò a spedire il suo primo romanzo alle case editrici, ricevendo sempre la stessa risposta: "Il suo romanzo è impubblicabile a causa del linguaggio".
Definendosi un "contastorie" (ovvero uno che esaurisce nel piacere della narrazione ogni sua possibilità di espressione), Camilleri non si arrende e, invece, realizza - con sacrificio, tenacia e senza mai perdere la speranza - tutto ciò che il suo cuore desiderava, e anche di più.
Questo racconto è un inno alla vita, alla fiducia in se stessi, all'amore, alle cose semplici, è un piccolo manifesto. È il testamento,  lucido e consapevole, di un grande uomo, ai più noto come il papà del celebre commissario.
Ora che ho letto questo libro, mi rendo conto del fatto che il mio amatissimo Montalbano è solo la punta dell'iceberg.
Voto 7/10 (ma solo perché non amo le storie narrate in forma epistolare)

CIT. "La verità è come un punto fermo. Oltre non si può andare."
CIT. "Non ho paura di morire, mi dispiace solo enormemente di dover lasciare le persone che più amo."
CIT. "Ricordati che, sconfitta o vittoriosa, non c'è bandiera che non stinga al sole."


genere: narrativa

anno di pubblicazione: 2025

pagine: 112

editore: Bompiani

 


lunedì 15 settembre 2025

IL TAILLEUR GRIGIO

 



Il tailleur grigio - Andrea Camilleri -

recensione a cura di Patrizia Zara


Cercavo un libro che, in poche pagine, racchiudesse una storia intensa e autentica — siciliana, per intenderci — da portare con me nel weekend. Qualcosa che non mi impedisse di godermi le meraviglie di Giardini Naxos: le sue spiagge dorate, le stradine medievali che sembrano sussurrare storie antiche, i palazzi nobiliari che resistono al tempo, le chiese che profumano d’incenso e pietra, e il maestoso Teatro Greco di Taormina, dove il mito e la bellezza si fondono in un abbraccio eterno.


Ho scelto un Camilleri degli esordi, e non ho sbagliato.

"Il Tailleur grigio" è una novella che si legge tutta d’un fiato, ma lascia il retrogusto di qualcosa di più profondo. Il protagonista — senza nome, ma non senza identità — sembra anticipare il celebre Commissario Montalbano, con quella miscela di introspezione, ironia e senso della giustizia che diventerà il marchio di fabbrica dell’autore. La lingua è un impasto saporito di italiano e dialetto siciliano, come una granita al limone con un pizzico di sale: rinfrescante, ma con carattere.

Camilleri gioca con il mistero, con l’ambiguità, con il confine sottile tra verità e apparenza. Il tailleur grigio, simbolo di eleganza e anonimato, diventa il filo conduttore di una storia che parla di desiderio, potere, e forse anche redenzione.

Consigliato per chi cerca una lettura leggera ma non banale, perfetta da infilare in valigia tra un costume e un paio di occhiali da sole.

“Dicono che i gatti abbiano sette vite, ma l’uomo… quante ne può avere?”


genere: narrativa

anno di pubblicazione: 2008