giovedì 13 giugno 2019

I SILENZI DI ROMA




I SILENZI DI ROMA L. Troncanetti
Terminato di leggere I silenzi di Roma di Luana Troncanetti. Il suo romanzo noir Silenzio esce dal limbo dell’auto pubblicazione cambia “nome” e grazie alla casa editrice Frillli e ad un refresh dell’autrice in alcune sue parti fa la comparsa negli scaffali delle librerie e negli store on line entrando meritatamente dalla porta principale del mondo “libresco”.
“Il silenzio veste i vigliacchi, alimenta le illusioni, protegge i mostri e offende gli innocenti, cela amori proibiti e desideri illeciti” (cit.)
 Il titolo muta ma non cambia la bellezza ed il coinvolgimento emotivo che l’opera trasmette. L’inizio è travolgente, da navigato romanzo thriller; la furia omicida dell’ombra non fa sconti e a farne le spese è un famoso artista. Quando la tensione si stempera e l’ombra ha terminato il suo ferale compito inizia la parte più introspettiva ed intima del romanzo con la descrizione dei protagonisti. Veniamo cosi a conoscere l’ispettore capo Paolo Proietti con un passato da infiltrato nella mala che gli ha lasciato non poche scorie ed un doloroso rimpianto; il suo amico fraterno Ernesto con la sua infanzia fatta di sogni non assecondati ed un presente difficile da sostenere; Margherita, la sua fragile moglie, perché anche le colonne crollano sotto i colpi del destino; Remigio, er pazzo de piazza Barberini, col suo sberleffo “io autorizzo! Io auspico!”; l’efficiente agente Antonio Mingrone e il suo perenne fiatone; Claudia con i suoi occhi verdi e le gambe da ragno; la portinaia Marisa e la sua logorrea; l’agente Marina Ansaldi l’unica che può dare del cretino all’ispettore; poi Bruno, ciancastorta, Fabrizio, Floriana… una galleria di personaggi che entrano nel cuore, nella pelle, nelle vene, che l’autrice dipinge sapientemente con colori ora vivaci ora più scuri con luci e ombre con tratti decisi e poi più lievi ma sempre provocando incanto nel lettore. In un equilibrio perfetto fra l’ironia e il dramma tra il misterioso e il gioioso di loro ci fa conoscere il presente, il passato e le loro emozioni. Poi ci sono le indagini perché il romanzo rimane fondamentalmente un giallo con un omicidio da risolvere e per l’ispettore non è affatto semplice raccapezzarsi tra i pochi indizi a disposizione e gli interrogatori che conducono spesso in un vicolo cieco. Poi pero qualcosa cambia e tra colpi di scena e sorprese si giunge all’inaspettato finale. L’ultimo capitolo poi è una vera chicca e dimostra che l’autrice all’occorrenza è in grado di mostrare un’anima nera, nerissima. Avevo amato moltissimo Silenzio e questo leggero restyling che non ha modificato di molto questa nuova edizione conferma il mio giudizio. Lo consiglio di leggere, assolutamente. Alcune situazioni però sono rimaste in sospeso ma Il sottotitolo che recita: “La prima indagine dell’ispettore Proietti”  mi rincuora perché vuol dire che presto arriverà la seconda, vero Luana Troncanetti?
valutazione: buono più 📘📘📘📘🔖

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