lunedì 22 dicembre 2025

CANNE AL VENTO

 




Canne al vento – Grazia Deledda -

recensione a cura di Francesca Simoncelli

 

Il romanzo " Canne al vento " uscì originariamente a puntate nei primi anni del 1900 e vide solo in seguito la luce come volume unico.

È il libro più conosciuto di Grazia Deledda, scrittrice sarda che ricevette il Nobel per la letteratura nel 1926. 

Il romanzo è ambientato in Sardegna e ruota intorno alla famiglia Pintor, anche se il vero protagonista della storia è il servo Efix.

Le sorelle Pintor, provenienti da una nobile casata, cadono in disgrazia quando una di loro, Lia, fugge per scappare dalla svantaggiata condizione femminile alla quale il padre le costringe.

Il genitore muore mentre tenta di riprendere la figlia durante la fuga e le altre sorelle, Esther, Ruth e Noemi, rimaste sole, vivono quasi in miseria, ma sempre affiancate dal devoto servo Efix, che cerca di proteggerle e non fargli mancare nulla.

 I guai cominciano quando arriva in visita Giacinto, figlio di Lia. 

Efix si troverà diviso tra il voler aiutare il ragazzo e il dissenso delle zie, che nutrono ancora rancore nei confronti della sorella, perché la incolpano della loro indigenza. 

Nel personaggio di Efix troviamo un essere complesso, pieno di passione, dubbi, emozioni, rimpianti, come se vivessero in lui infinite persone.

 Anche se all'inizio del racconto sembra che la protagonista della storia sia la famiglia Pintor e che lui sia un personaggio secondario, essendo un servo, piano piano emerge tutta la grandiosità della sua anima; se cogliamo pienamente l'essenza di Efix è merito della scrittrice che è riuscita a descriverlo minuziosamente; e a fine romanzo ci accorgiamo che il protagonista è proprio lui, che, nell'ombra del suo ruolo, svolge un compito importante all'interno della casa, anche se le dame Pintor stentano a riconoscere il suo valore, specialmente Noemi.

Ma il suo affetto per loro è incondizionato e lui non si ferma davanti agli ostacoli, fa quello che è meglio per le sue padrone.

La descrizione del paesaggio ci fa immergere nei luoghi, come fossimo lì, nel poderetto insieme ad Efix, nella Sardegna di tanti anni fa, insieme a Noemi, Ruth ed Ester.

 Ogni dettaglio della narrazione è curato nei particolari e durante la lettura ti catturano le emozioni, i colori e i profumi di un tempo che non c'è più, ma che rimane nei cuori di chi ricorda. 

“Riposarsi con Dio mentre nel silenzio della notte le canne sussurrano la preghiera della terra che s' addormenta”

“Ma dimmi Efix, non è una gran cattiva sorte la nostra? Perché ci stronca, così come canne? Sì, siamo proprio come canne al vento, donna Ester mia: siamo canne e la sorte è il vento"

genere: narrativa

anno di pubblicazione: 1913

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