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mercoledì 1 luglio 2026

UN RAGAZZO NORMALE

 





Un ragazzo normale – Lorenzo Marone – 

recensione a cura di  Lilli Luini

 

Siamo a Napoli, zona Vomero, ai giorni nostri. Un giovane uomo si incontra con un agente immobiliare per visitare un appartamento in vendita che, lo dice subito a noi lettori, non comprerà mai. E allora perché è lì?

Il suo è un tuffo nel passato, nell’estate 1985, l’estate in cui la sua infanzia è finita. Domenico, detto Mimì, ha 12 anni e vive in quel palazzo dove suo padre fa il portiere. Il loro è un piccolo appartamento, in cui vivono in sei: genitori, Mimì, la sorella e i nonni. Di fronte c’è la salumeria del padre del suo amico Sasà, con cui passa le giornate giocando per strada.

Mimì è diverso dalla sua famiglia: ama leggere, scrivere e cercare parole difficili sul dizionario: le usa correttamente ma questo lo fa sembrare “strano”.

All’ultimo piano vivono due famiglie, di cui una appena arrivata, gente danarosa con due figli della stessa età di Mimì ma molto snob, Viola e Fabio.

A unirli, in quei giorni torridi, sarà l’altro appartamento, quello di una ricca famiglia che passa l’estate in Sicilia e ha lasciato le chiavi al padre di Mimì. Con la scusa di aiutare il padre a innaffiare le piante sul terrazzo e nutrire la tartaruga, Mimì si impossessa delle chiavi e passa dei lunghi pomeriggi con i suoi amici lassù, a combinare guai e giocare con i primi videogame di proprietà di Fabio.

C’è un altro personaggio, l’unico realmente esistito: il giornalista Giancarlo Siani, il suo supereroe, quello che scrive di camorra e di quello che nessuno ha il coraggio di scrivere. Abita nello stesso palazzo e Mimì quasi lo stalkerizza per diventarne amico.

Il romanzo si snoda tra giorni caldi fatti di nulla e di tutto, con questi ragazzini che crescono, vengono a contatto con le prime emozioni e anche con il dolore.

C’è una sorta di campana a morto che rintocca per tutto il libro, man mano che ci si avvicina a quel 23 settembre 1985 in cui finiscono una giovane vita e parecchie infanzie.

Ma c’è un cerchio che si chiuse e che ci fa uscire dal romanzo con un soffio di speranza.

Scrittura pacata, scorrevole, un libro che può fare compagnia ovunque e in qualsiasi stagione.


genere: narrativa

anno di pubblicazione: 2020

pagine: 288

editore: Feltrinelli