La costellazione del pesce - Valentina Fornelli -
recensione a cura di Connie Bandini
Valentina
Fornelli – traduttrice e copywriter – firma un esordio che attraversa il noir,
il romanzo investigativo e la spy story senza mai restare prigioniero delle
regole di alcuno dei generi. Il risultato è un libro davvero interessante,
capace di alternare inseguimenti, corruzione internazionale e riflessioni
linguistiche con naturalezza.
Al
centro della storia c’è Carla Berio, investigatrice privata specializzata in
incarichi all’estero. È una protagonista fuori dagli schemi: poliglotta,
ironica, economicamente sotto pressione, madre di un bambino piccolo e moglie
di un uomo che fatica a comprendere il suo bisogno di movimento e autonomia.
Carla è una donna concreta, piena di contraddizioni e fragilità. Proprio questa
dimensione profondamente umana la rende memorabile. Accetta una missione in
Algeria per rintracciare Alfredo Mancini, dipendente di un’azienda italiana
sparito nel nulla insieme a una somma ingente di denaro, pur intuendo fin
dall’inizio che dietro la vicenda si muovono interessi opachi e molto più
grandi di quanto le venga raccontato.
L’indagine
è il motore della trama, ma il romanzo trova la propria forza soprattutto in
ciò che costruisce intorno al mistero. Fornelli utilizza la struttura del
thriller come una porta d’accesso a questioni più ampie: il neocolonialismo
economico, i rapporti squilibrati tra Europa e Nord Africa, il potere
industriale, la corruzione, il privilegio occidentale. Nulla, però, assume mai
il tono della lezione ideologica. Tutto passa attraverso l’esperienza diretta
della protagonista e il suo sguardo lucido e spesso disincantato sul mondo.
L’Algeria
è una presenza viva nella vicenda. I quartieri popolari, la Casbah, le ville
protette da muri e bouganville, il deserto, i locali notturni, le tensioni
sociali e le ferite lasciate dalla colonizzazione francese compongono un
paesaggio narrativo vibrante. Si percepisce chiaramente che l’autrice conosce i
luoghi, le lingue e i riferimenti culturali che racconta, e questa competenza
restituisce autenticità all’intera narrazione.
Accanto
a Carla si muove Youcef Belkacem, investigatore locale che diventa guida,
alleato e controcampo culturale. Il loro rapporto evita molti stereotipi del
noir internazionale, non si regge sulla tensione sentimentale facile, ma su un
confronto continuo tra visioni del mondo diverse, diffidenze reciproche e
complicità crescente. Attraverso di lui il romanzo approfondisce ulteriormente
il volto contemporaneo dell’Algeria, oscillante tra memoria storica,
sopravvivenza quotidiana e desiderio di emancipazione.
Carla
è ossessionata dall’etimologia, dalle radici comuni delle parole, dalle
trasformazioni linguistiche che attraversano secoli e continenti. Nel corso del
romanzo compaiono brevi riflessioni sull’origine di alcuni termini e questi
inserti non interrompono mai davvero il ritmo, ma diventano una chiave di
lettura dell’intera storia. Le parole sono memoria, migrazione, conflitto,
identità. Fornelli riesce a trasformare la linguistica in materia narrativa,
senza ostentazione accademica e senza perdere accessibilità.
Se
si vuole individuare un elemento meno sviluppato, riguarda forse la dimensione
familiare della protagonista. Nelle prime pagine il rapporto con il marito
Marco e con il figlio Gabriele viene tratteggiato con attenzione, lasciando
intuire tensioni profonde tra libertà personale, maternità e vita domestica.
Una volta iniziata la missione algerina, però, questa linea narrativa resta più
sullo sfondo, riaffiorando soltanto in alcuni pensieri o telefonate. È una
scelta comprensibile, vista la natura del romanzo, ma lascia la sensazione che
quel conflitto avrebbe potuto avere un peso ancora maggiore nell’economia
emotiva della storia.
Nel
complesso si tratta di un debutto maturo, un noir politico ma sempre narrativo
e una storia avventurosa che non rinuncia alla riflessione. Valentina Fornelli
porta nel genere una sensibilità nuova, capace di unire tensione, ironia,
consapevolezza storica e amore per le parole.
genere: giallo
anno di pubblicazione: 2026
pagine: 256
editore: Solferino

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