martedì 6 ottobre 2026

LA COSTELLAZIONE DEL PESCE

 




La costellazione del pesce - Valentina Fornelli -

recensione a cura di Connie Bandini


Valentina Fornelli – traduttrice e copywriter – firma un esordio che attraversa il noir, il romanzo investigativo e la spy story senza mai restare prigioniero delle regole di alcuno dei generi. Il risultato è un libro davvero interessante, capace di alternare inseguimenti, corruzione internazionale e riflessioni linguistiche con naturalezza.

Al centro della storia c’è Carla Berio, investigatrice privata specializzata in incarichi all’estero. È una protagonista fuori dagli schemi: poliglotta, ironica, economicamente sotto pressione, madre di un bambino piccolo e moglie di un uomo che fatica a comprendere il suo bisogno di movimento e autonomia. Carla è una donna concreta, piena di contraddizioni e fragilità. Proprio questa dimensione profondamente umana la rende memorabile. Accetta una missione in Algeria per rintracciare Alfredo Mancini, dipendente di un’azienda italiana sparito nel nulla insieme a una somma ingente di denaro, pur intuendo fin dall’inizio che dietro la vicenda si muovono interessi opachi e molto più grandi di quanto le venga raccontato.

L’indagine è il motore della trama, ma il romanzo trova la propria forza soprattutto in ciò che costruisce intorno al mistero. Fornelli utilizza la struttura del thriller come una porta d’accesso a questioni più ampie: il neocolonialismo economico, i rapporti squilibrati tra Europa e Nord Africa, il potere industriale, la corruzione, il privilegio occidentale. Nulla, però, assume mai il tono della lezione ideologica. Tutto passa attraverso l’esperienza diretta della protagonista e il suo sguardo lucido e spesso disincantato sul mondo.

L’Algeria è una presenza viva nella vicenda. I quartieri popolari, la Casbah, le ville protette da muri e bouganville, il deserto, i locali notturni, le tensioni sociali e le ferite lasciate dalla colonizzazione francese compongono un paesaggio narrativo vibrante. Si percepisce chiaramente che l’autrice conosce i luoghi, le lingue e i riferimenti culturali che racconta, e questa competenza restituisce autenticità all’intera narrazione.

Accanto a Carla si muove Youcef Belkacem, investigatore locale che diventa guida, alleato e controcampo culturale. Il loro rapporto evita molti stereotipi del noir internazionale, non si regge sulla tensione sentimentale facile, ma su un confronto continuo tra visioni del mondo diverse, diffidenze reciproche e complicità crescente. Attraverso di lui il romanzo approfondisce ulteriormente il volto contemporaneo dell’Algeria, oscillante tra memoria storica, sopravvivenza quotidiana e desiderio di emancipazione.

Carla è ossessionata dall’etimologia, dalle radici comuni delle parole, dalle trasformazioni linguistiche che attraversano secoli e continenti. Nel corso del romanzo compaiono brevi riflessioni sull’origine di alcuni termini e questi inserti non interrompono mai davvero il ritmo, ma diventano una chiave di lettura dell’intera storia. Le parole sono memoria, migrazione, conflitto, identità. Fornelli riesce a trasformare la linguistica in materia narrativa, senza ostentazione accademica e senza perdere accessibilità.

Se si vuole individuare un elemento meno sviluppato, riguarda forse la dimensione familiare della protagonista. Nelle prime pagine il rapporto con il marito Marco e con il figlio Gabriele viene tratteggiato con attenzione, lasciando intuire tensioni profonde tra libertà personale, maternità e vita domestica. Una volta iniziata la missione algerina, però, questa linea narrativa resta più sullo sfondo, riaffiorando soltanto in alcuni pensieri o telefonate. È una scelta comprensibile, vista la natura del romanzo, ma lascia la sensazione che quel conflitto avrebbe potuto avere un peso ancora maggiore nell’economia emotiva della storia.

Nel complesso si tratta di un debutto maturo, un noir politico ma sempre narrativo e una storia avventurosa che non rinuncia alla riflessione. Valentina Fornelli porta nel genere una sensibilità nuova, capace di unire tensione, ironia, consapevolezza storica e amore per le parole.


genere: giallo

anno di pubblicazione: 2026

pagine: 256

editore: Solferino

 


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