lunedì 19 ottobre 2026

IL BORGO DELLE STREGHE

 




Il borgo delle streghe - Luisa Ferrero -

recensione a cura Alice Bassoli


Un piccolo borgo grande quanto un granellino, intersecato da stretti caruggi, in cui puoi trovare case in pietra addossate le une alle altre e ascoltare vecchie storie tramandate nel tempo: Triora è il luogo perfetto in cui ambientare un giallo. Questo paesino ligure è conosciuto anche per i processi alle donne accusate di stregoneria nel Cinquecento, una storia che continua a suscitare curiosità e inquietudine. E proprio qui Luisa Ferrero ambienta Il borgo delle streghe. La vicenda comincia con un ritrovamento: al largo di Porto Maurizio viene recuperato il corpo di un anziano, con un’ancora legata alle caviglie. Il mare ha reso quasi impossibile riconoscerlo e nessuno sembra averne denunciato la scomparsa. Chi era quindi quell’uomo? Perché qualcuno ha voluto liberarsi di lui in modo tanto crudele? A occuparsi del caso sono il commissario Leo Farri e l’ispettore Denis Ghinazzi. Seguendo alcuni indizi, i due investigatori arrivano a Triora, dove la vicenda assume contorni sempre più complessi. A dare loro una mano ci sono Mara Pozzi, consulente informatica dalla mente brillante, e sua sorella Lisa, arrivata nel paese per svolgere uno stage nella biblioteca locale e lavorare all’archivio etnografico. Per Lisa, quello che dovrebbe essere un periodo dedicato allo studio e alla ricerca si trasforma presto in un’esperienza ben diversa. Il borgo è affascinante, tuttavia non sempre accogliente: dietro la tranquillità apparente si nascondono diffidenze, vecchi rancori e persone che non sembrano intenzionate a raccontare tutto ciò che sanno. Anche le leggende legate alla stregoneria continuano a esercitare la loro influenza, condizionando il modo in cui gli abitanti guardano gli altri e interpretano ciò che accade intorno a loro. Mentre si avvicina la festa di Strigòra, gli investigatori devono mettere insieme i tasselli di una vicenda che coinvolge più persone e che sembra affondare le radici in un passato tutt’altro che dimenticato. E più l’indagine procede, più diventa evidente che il ritrovamento del cadavere è soltanto l’inizio di una storia molto più intricata. L’aspetto che mi incuriosisce maggiormente di questo romanzo è il rapporto tra il luogo e ciò che vi accade. Triora, la sua storia, le sue tradizioni e la fama legata alle streghe contribuiscono a dare un significato diverso agli avvenimenti. È un paese in cui il passato è ancora troppo presente, tant’è che è difficile capire quanto ci sia di autentico nelle credenze popolari e quanto, invece, sia frutto della paura o del bisogno di trovare una spiegazione a ciò che non si comprende. E, sebbene siano trascorsi secoli dai processi per stregoneria, certi meccanismi non sembrano poi così lontani da quelli che possiamo osservare ancora oggi. Accanto alla componente più tradizionale del giallo, con gli indizi da interpretare e le piste da seguire, il romanzo affronta anche aspetti della contemporaneità. Le fragilità personali e familiari, soprattutto dei più giovani, la violenza e i rischi legati al mondo virtuale si inseriscono in una storia che guarda al presente senza perdere il legame con il passato. Mi sembra interessante proprio questo accostamento: da una parte le superstizioni di un borgo antico, dall’altra una società in cui la tecnologia è diventata parte integrante della vita quotidiana. Anche i personaggi contribuiscono a rendere articolata la vicenda. Farri e Ghinazzi affrontano l’indagine con approcci differenti, mentre Mara porta nel gruppo le proprie competenze informatiche e Lisa, attraverso la sua permanenza a Triora, permette di entrare in contatto con la quotidianità del paese. Le loro storie personali si intrecciano con quella principale, allargando lo sguardo oltre il semplice obiettivo di individuare un colpevole. In un giallo, naturalmente, la curiosità di scoprire come siano andate davvero le cose è fondamentale. Ma per me è altrettanto interessante capire che cosa spinga le persone a mentire, a tacere o a proteggere qualcuno, anche quando farlo significa lasciare che una situazione dolorosa continui. Dietro un delitto spesso ci sono rapporti compromessi, scelte sbagliate e conseguenze che coinvolgono più persone di quanto si possa immaginare all’inizio. A volte, le verità più scomode sono proprio quelle che un’intera comunità preferisce non affrontare.

 genere: giallo

anno di pubblicazione: 2026

pagine: 284

editore: Bertoni


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