Bristol – Jean Echenoz -
recensione a cura di Francesca Tornabene
"Funziona così il cinematografo, dove il meno deve far
immaginare il più".
Il titolo breve, Bristol, quello schermo con la scritta
"Fin" che indica la fine di un film appena proiettato e l'immagine
scolpita nell'incipit mi hanno condotta ad acquistare questo libro.
Un regista, Robert Bristol, esce di casa e, perso tra i suoi
pensieri e travolto dalla città, non si accorge che un uomo nudo precipita a
pochi metri dall'ingresso del suo palazzo.
Mi è sembrato assurdo, bizzarro, ma anche un gancio
letterario affascinante.
Siamo davvero così impegnati a guardare la finzione da non
accorgerci di quella realtà che ci crolla a pochi metri di distanza?
Mentre tutta la sua storia scorre tra le pagine, sono stata
travolta dalle immagini, dagli effetti e dalla suggestione del cinema.
Emblematica su tutte: la scena dell'enorme pachiderma che si
avventa in un villaggio africano, distruggendo tutto ciò che incontra con una
serie di colpi apoplettici della sua proboscide.
Per tutto il tempo mi sono chiesta chi fosse l'uomo nudo
precipitato.
Quando sono arrivata alla fine del libro per scoprire
l'identità dell'uomo misterioso, sono dovuta tornare indietro tra le pagine per
trovare il collegamento con l'ultima scena.
Ed è stato allora che ho modificato il peso dell'incipit.
Così come il protagonista sono andata avanti, godendomi
tutto ciò che c'era intorno, dimenticandomi apparentemente i vari indizi e la
magia del cinema.
Ho trovato interessante e mi ha incuriosito parecchio lo
stile di scrittura cinematografica, la storia e quella narrazione non lineare
piena di suggestioni visive, ma ammetto di essermi persa ad un certo punto.
Tanto da sentirmi spaesata quando sono arrivata all'ultimo
rigo del libro, come quando al cinema un film finisce e rimani con
interrogativi che ti seguono lungo il tragitto verso casa.
"Quando si torna a casa da un viaggio, anche breve, non
è mai semplice. Sei a casa ma non del tutto".
genere: narrativa
anno di pubblicazione: 2026
pagine: 156
editore: Adelphi

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