sabato 29 agosto 2026

IL SILENZIO CHE RESTA

 




Il silenzio che resta – Giuliano Pasini -

recensione a cura di Alice Bassoli

 

Giuliano Pasini costruisce un thriller psicologico cupo e doloroso, ambientato in una Treviso invernale, nebbiosa e piovosa. Al centro del romanzo c’è la scomparsa di un bambino, e soprattutto c’è il dolore di chi rimane, dolore che diventa il vero motore della narrazione.

La protagonista è Elena Dal Pozzo, una donna che prima della tragedia era una giornalista affermata e ambiziosa. Con la nascita di Mattia, però, la sua vita professionale e personale ha preso una direzione diversa. Il bambino è diventato il centro della sua esistenza, fino al giorno in cui scompare.

Elena sprofonda in una condizione di dolore e autodistruzione, cercando di anestetizzarsi con i farmaci e arrivando ogni sera a farsi del male. Durante una seduta di ipnoterapia, nel tentativo di recuperare i ricordi di quel giorno, cominciano ad affiorare immagini frammentarie: una baracca oltre un ponte, una figura minacciosa e un bambino sotto una coperta rossa. Poi arriva una nuova scomparsa: un altro bambino sparisce nello stesso giorno dell’anniversario della scomparsa di Mattia e, soprattutto, nello stesso luogo.

A occuparsi dell’indagine è Santo Mixielutzi, soprannominato Sfinge per il suo carattere apparentemente impassibile e per il suo modo di custodire gelosamente le proprie emozioni. È un investigatore preparato, ma anche un uomo segnato da un passato doloroso.

Da questo momento il romanzo procede su due piani: da una parte c’è la ricerca della verità sulle due scomparse, dall’altra c’è il viaggio di Elena dentro i propri ricordi, le proprie colpe e le proprie ferite.

Elena è una protagonista difficile. La sua sofferenza viene mostrata in tutta la sua devastante concretezza. E’ una donna che, insieme a Mattia, sembra aver perso anche una parte della propria identità.

Si parla di maternità, di sacrifici, di aspettative, di ruoli che rischiano di schiacciare la persona che esiste dietro la madre, la moglie, la lavoratrice. La maternità ha modificato profondamente il suo percorso e il romanzo mette in evidenza anche le conseguenze di questo cambiamento.

Il titolo: il silenzio è quello che rimane quando il rumore della vita si interrompe improvvisamente e ci si ritrova costretti a fare i conti con ciò che resta.

Che cosa rimane di una persona dopo che ha perso tutto?

È una lettura dura, soprattutto per chi è genitore, perché Giuliano Pasini entra  nella quotidianità, nei ricordi, negli oggetti, negli odori, nelle fotografie e in tutto ciò che continua a esistere anche quando quella persona non c’è più.

Da leggere! 


genere: giallo

anno di pubblicazione: 2026

pagine: 368

editore: Piemme


 


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