giovedì 16 luglio 2026

UN GIORNO TUTTO QUESTO SARA' TUO

 




Un giorno tutto questo sarà tuo – Lidia Ravera – 

recensione a cura di Lilli Luini

 

Che Lidia Ravera fosse una scrittrice coraggiosa, lo ha dimostrato fin dal 1977, dando alle stampe quel “porci con le ali” che ha segnato il momento del passaggio tra l’Italia democristiana bigotta a un nuovo modo di concepire il sesso.

Ma qui mette in campo un coraggio diverso: scrive un romanzo in cui l’io narrante è un ragazzo quindicenne, figlio di una famiglia allargata e tutt’altro che tradizionale.

Siamo a Roma, Seymour vive (per sua libera scelta) con il padre settantenne, Giovanni, famoso scrittore e presenzialista televisivo. Costui ha tre ex mogli, di cui la madre naturale di Seymour è la seconda, americana che vive nel New Jersey. Seymour ha tre sorelle: la maggiore ha 50 anni e si è rifugiata nella religione, le due piccole sono bambine graziose che lo amano molto.

La figura femminile di spicco è Anna, quella che lui chiama ex madre numero 1, prima moglie degli anni giovanili di Giovanni e ancora sua amica.

Lo sguardo di Seymour sugli adulti è disincantato, spietato potremmo dire. Si definisce un adolescente disturbato, ma in realtà non lo è: non si droga, non ha a che fare con il bullismo, non fotografa né infastidisce ragazze. La sua occupazione preferita è proprio studiare le persone e raccogliere materiale per quando scriverà un capolavoro, ben inteso dopo la morte del padre. Che non gli è così antipatico, in realtà, ma lo descrive con un sarcasmo così sferzante che ti atterra.

Poi capita qualcosa: siamo ai tempi del me too e Giovanni cade nella trappola. Nei provini per i protagonisti di un film tratto dal suo libro più famoso, un’aspirante attrice scartata si fa invitare a cena, poi a casa e lì si offre allo scrittore. Lui non è interessato e, con un certo garbo, la rifiuta. Il giorno dopo lei rilascia un’intervista in cui lo accusa di molestie e Giovanni finisce nel tritacarne della giustizia mediatica. Argomento attualissimo ma qui c’è di più. C’è Seymour che, casualmente, era in cucina e ha seguito tutta la scena.

Ma farsi avanti, come vorrebbero tutte le ex mogli, significherebbe uscire dalla sua zona confort di riserbo e silenzio per entrare in un dibattito che il ragazzo non sente suo, perché stata sperimentando un modo diverso di essere maschio.

Con una scrittura ironica, scorrevole ma anche affilata, Lidia Ravera ci consegna l’ennesimo romanzo interessante, che non si limita a farti passare qualche ora di svago (e lo fa bene), ma ti lascia dentro una sequela di domande che ti fanno riflettere ma anche rabbrividire.


genere: narrativa

anno di pubblicazione: 2024

pagine: 320

editore: Bompiani


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