Un giorno tutto questo sarà tuo –
Lidia Ravera –
recensione a cura di Lilli Luini
Che Lidia Ravera fosse una
scrittrice coraggiosa, lo ha dimostrato fin dal 1977, dando alle stampe quel
“porci con le ali” che ha segnato il momento del passaggio tra l’Italia
democristiana bigotta a un nuovo modo di concepire il sesso.
Ma qui mette in campo un coraggio
diverso: scrive un romanzo in cui l’io narrante è un ragazzo quindicenne,
figlio di una famiglia allargata e tutt’altro che tradizionale.
Siamo a Roma, Seymour vive (per
sua libera scelta) con il padre settantenne, Giovanni, famoso scrittore e
presenzialista televisivo. Costui ha tre ex mogli, di cui la madre naturale di
Seymour è la seconda, americana che vive nel New Jersey. Seymour ha tre
sorelle: la maggiore ha 50 anni e si è rifugiata nella religione, le due
piccole sono bambine graziose che lo amano molto.
La figura femminile di spicco è
Anna, quella che lui chiama ex madre numero 1, prima moglie degli anni
giovanili di Giovanni e ancora sua amica.
Lo sguardo di Seymour sugli
adulti è disincantato, spietato potremmo dire. Si definisce un adolescente
disturbato, ma in realtà non lo è: non si droga, non ha a che fare con il
bullismo, non fotografa né infastidisce ragazze. La sua occupazione preferita è
proprio studiare le persone e raccogliere materiale per quando scriverà un
capolavoro, ben inteso dopo la morte del padre. Che non gli è così antipatico,
in realtà, ma lo descrive con un sarcasmo così sferzante che ti atterra.
Poi capita qualcosa: siamo ai
tempi del me too e Giovanni cade nella trappola. Nei provini per i protagonisti
di un film tratto dal suo libro più famoso, un’aspirante attrice scartata si fa
invitare a cena, poi a casa e lì si offre allo scrittore. Lui non è interessato
e, con un certo garbo, la rifiuta. Il giorno dopo lei rilascia un’intervista in
cui lo accusa di molestie e Giovanni finisce nel tritacarne della giustizia
mediatica. Argomento attualissimo ma qui c’è di più. C’è Seymour che,
casualmente, era in cucina e ha seguito tutta la scena.
Ma farsi avanti, come vorrebbero
tutte le ex mogli, significherebbe uscire dalla sua zona confort di riserbo e
silenzio per entrare in un dibattito che il ragazzo non sente suo, perché stata
sperimentando un modo diverso di essere maschio.
Con una scrittura ironica,
scorrevole ma anche affilata, Lidia Ravera ci consegna l’ennesimo romanzo
interessante, che non si limita a farti passare qualche ora di svago (e lo fa
bene), ma ti lascia dentro una sequela di domande che ti fanno riflettere ma
anche rabbrividire.
genere: narrativa
anno di pubblicazione: 2024
pagine: 320
editore: Bompiani

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