mercoledì 15 luglio 2026

IL SOLE NELLE POZZANGHERE

 




Il sole nelle pozzanghere - Matteo Bussola -

recensione a cura di Francesca Simoncelli


Iniziato, divorato, finito.

È questo che accade con i romanzi di Matteo Bussola: quando incominci, già sai che li amerai e che, alla fine, non saprai trattenere qualche lacrima, perché sa come toccare le corde dell'anima.

La sua scrittura è piacevole, scorrevole, mai ripetitiva; ogni suo romanzo regala emozioni autentiche, sempre nuove; affronta argomenti forti, impegnativi, senza mai risultare pesante, anzi, la delicatezza è la peculiarità dei suoi scritti.

Quando inizio a leggere un libro di Matteo Bussola, mi è difficile smettere; poi, appena finito, mi pento di averlo letto tutto d'un fiato, perché avrei voluto assaporarlo più lentamente; e così ritorno su qualche passo, rileggo qualche riga... È questo " l'effetto Bussola "!

 E mi fa riflettere molto: sulla morte; sulla vita, il suo significato e il valore che le diamo; sulla stupidità e l'ignoranza umana; sulla fragilità e l'unicità delle persone.

È un viaggio attraverso i personaggi della storia, ma, inevitabilmente, diventa un’esplorazione introspettiva di noi stessi.

"Il sole nelle pozzanghere" racconta di un uomo che prova a ricostruire la sua vita, guardando il futuro attraverso oggetti che hanno una storia, un passato, cose che la gente non vuole più, per le più svariate ragioni; ma il signor Pi, il nostro protagonista, sa che tutti possono avere una seconda occasione.

Nel suo negozio di antiquariato si intrecciano storie di persone e personaggi, ma soprattutto di oggetti, che prendono, in qualche modo, vita, perché ne assorbono da chi li ha posseduti.

Immaginate quanto di voi c'è negli oggetti che vi hanno accompagnato nell'arco della vostra vita; quanto sanno di voi, quante ne hanno viste, sentite, perché erano lì, mentre la vostra esistenza scorreva; hanno ascoltato conversazioni, assistito a litigi, ad eventi importanti, tristi o lieti: dentro di loro c'è un po' (o forse tanto?) di voi.

Ma è arrivato il momento di lasciarle andare... Perché non dargli una nuova vita, una seconda occasione?

È questo che fa il signor Pi, che quando tocca gli artefatti che gli vengono proposti, crede quasi di sentire le loro storie e cerca per loro un nuovo posto nel mondo: un telefono che ha ascoltato la grettezza della gente e la purezza di un bambino; una cucina che ha accolto l'amore di una famiglia, ma anche tenuto un segreto inconfessato e inconfessabile; una valigetta che non porterà l'amore sperato, ma l'amore, si sa, si manifesta quando e come vuole; una bambola che sarà causa di dolore, ma che troverà anche lei il suo posto nel mondo, perché, alla fine, siamo tutti “LA STORIA ABBANDONATA DI QUALCUN ALTRO “


genere: narrativa

anno di pubblicazione: 2026

pagine: 163

editore: Einaudi


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