Il sole nelle pozzanghere - Matteo Bussola -
recensione a cura di Francesca Simoncelli
Iniziato,
divorato, finito.
È questo che
accade con i romanzi di Matteo Bussola: quando incominci, già sai che li amerai
e che, alla fine, non saprai trattenere qualche lacrima, perché sa come toccare
le corde dell'anima.
La sua
scrittura è piacevole, scorrevole, mai ripetitiva; ogni suo romanzo regala
emozioni autentiche, sempre nuove; affronta argomenti forti, impegnativi, senza
mai risultare pesante, anzi, la delicatezza è la peculiarità dei suoi scritti.
Quando
inizio a leggere un libro di Matteo Bussola, mi è difficile smettere; poi,
appena finito, mi pento di averlo letto tutto d'un fiato, perché avrei voluto
assaporarlo più lentamente; e così ritorno su qualche passo, rileggo qualche
riga... È questo " l'effetto Bussola "!
E mi fa riflettere molto: sulla morte; sulla
vita, il suo significato e il valore che le diamo; sulla stupidità e
l'ignoranza umana; sulla fragilità e l'unicità delle persone.
È un viaggio
attraverso i personaggi della storia, ma, inevitabilmente, diventa un’esplorazione
introspettiva di noi stessi.
"Il
sole nelle pozzanghere" racconta di un uomo che prova a ricostruire la sua
vita, guardando il futuro attraverso oggetti che hanno una storia, un passato,
cose che la gente non vuole più, per le più svariate ragioni; ma il signor Pi,
il nostro protagonista, sa che tutti possono avere una seconda occasione.
Nel suo
negozio di antiquariato si intrecciano storie di persone e personaggi, ma
soprattutto di oggetti, che prendono, in qualche modo, vita, perché ne
assorbono da chi li ha posseduti.
Immaginate
quanto di voi c'è negli oggetti che vi hanno accompagnato nell'arco della
vostra vita; quanto sanno di voi, quante ne hanno viste, sentite, perché erano
lì, mentre la vostra esistenza scorreva; hanno ascoltato conversazioni,
assistito a litigi, ad eventi importanti, tristi o lieti: dentro di loro c'è un
po' (o forse tanto?) di voi.
Ma è
arrivato il momento di lasciarle andare... Perché non dargli una nuova vita,
una seconda occasione?
È questo che
fa il signor Pi, che quando tocca gli artefatti che gli vengono proposti, crede
quasi di sentire le loro storie e cerca per loro un nuovo posto nel mondo: un
telefono che ha ascoltato la grettezza della gente e la purezza di un bambino;
una cucina che ha accolto l'amore di una famiglia, ma anche tenuto un segreto
inconfessato e inconfessabile; una valigetta che non porterà l'amore sperato,
ma l'amore, si sa, si manifesta quando e come vuole; una bambola che sarà causa
di dolore, ma che troverà anche lei il suo posto nel mondo, perché, alla fine,
siamo tutti “LA STORIA ABBANDONATA DI QUALCUN ALTRO “
genere: narrativa
anno di pubblicazione: 2026
pagine: 163
editore: Einaudi

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