venerdì 3 luglio 2026

LA FINESTRA SBAGLIATA - STREGHE SENZA ROGO

 



Streghe senza rogo


Qualche tempo fa mi hanno detto che se fossi nata in un’epoca diversa mi avrebbero arso al rogo come una strega, è così, l’ho sempre saputo, ma ogni epoca ha i suoi roghi…

Non ne faccio un vanto, quante volte questo è stato ed è un vero limite, un karma con cui mi confronto ogni giorno e a cui ogni giorno cerco di sfuggire, per poi accorgermi semplicemente che non posso… si tratta di stranezze, impulsi innaturali perché non adattivi … per chi ci ama, una malformazione del carattere, per chi ci stima da lontano, un carisma, per chi ci vuole proteggere, un eccesso da smussare, per chi ci cura, una forma di disadattamento grave al primo contesto.

Ma non posso farne a meno, mi opprimono l’ipocrisia e il linguaggio tiepido e formale in cui siamo costretti, mi stancano i toni e i linguaggi che ritrovo identici nelle chat di intelligenza artificiale. Ho un bisogno ardente di parole di verità. Per verità intendo l’aderenza tra ciò che percepiamo e sentiamo e ciò che diciamo e facciamo.

Forse aveva ragione Voltaire a dire che "Le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle", ma è anche vero che fino a poco tempo fa era ancora possibile sentire una frase come quella che pronunciò Indro Montanelli: "Se c’è una caccia alle streghe, vado prima di tutto a sentire le ragioni delle streghe". È quello che faccio anch'io, sempre. Ma ora una simile esternazione da parte di persone affermate e in vista non sarebbe possibile, relegherebbe chi la pronuncia nel girone dei creduloni.

Forse una società come la nostra non ha i roghi perché ha perso di verità: ardere, manifestare, bruciare, fuoco, fiamma, fumo, tutte manifestazioni del reale che noi aborriamo. Noi uccidiamo senza pathos, noi manifestiamo solo se non abbiamo nulla da perdere.
Eppure, o forse proprio per questo, abbiamo un bisogno estremo di qualcuno che faccia o dica qualcosa solo perché lo sente, senza calcolo, senza convenienza e senza bisogno di sabotare, ma solamente perché ne ha bisogno e voglia.

Ecco, per me oggi è questa la trasposizione 4.0 del concetto di strega. La strega non crede in molte cose, ma crede in qualcosa. La strega ci ricorda che una via maestra esiste, che non tutto è in vendita, non tutto è falsificabile, non tutto è riproducibile. Qualcosa nasce, la verità, qualcosa muore, una possibilità di vita libera e dignitosa. Ma oggi che spazio abbiamo per tanto acume, per tanta libertà, per tanta bellezza, per tanto ardore?


È molto deprimente per me, lo ammetto, questa decadenza generale, questa approssimazione, questa perdita della lingua, dei mestieri, della minima speranza; tutto è volgare, e non mi riferisco alle cosce, tutto è slantentizzato, tutto è in vetrina, la rabbia, gli sfoghi, buttati lì a casaccio, senza un minimo di costruzione, senza preoccuparsi di trasmettere o lasciare qualcosa.
Tutto è arte, perché nulla lo è più, chiunque può diventare scrittore o cantante, basta dirlo, chiunque può farlo, tranne chi lo è davvero… Ma dirlo, dirlo non si può, si passa subito nel girone degli invidiosi, perché in questa società il vincente è chi si afferma, in qualunque modo e forma. A suo modo ha vinto, perché ha capito le regole del gioco…
Tutto merita attenzione, tranne i nostri compagni, tranne i nostri anziani o i nostri figli, tutto conta, come se nulla contasse davvero, tutto va incluso, protetto, perché tutto è alla mercé del peggiore e tutto viene profanato.
Siamo tutti convinti di sapere come debbano vivere gli altri, ma nessuno è più in grado di accordarsi nemmeno con una persona al mondo, per un qualsiasi progetto di vita, sentimentale, amicale, lavorativo o artistico che sia…
Siamo tutti sarcastici verso gli altri, tutti convinti di stare nel giusto, ma questa incapacità a guardarci dentro, a riconoscere le nostre ombre, ci rende ogni giorno più intransigenti verso gli altri e sempre più ciechi ai nostri veri bisogni…
Quando poi, se un regista decidesse di dedicare un film alla nostra vita, nel 90% dei casi ne verrebbe fuori un capolavoro dell’horror. È sufficiente entrare in intimità con chiunque per rendersi conto di cose che dall’esterno non trapelano.
Siamo così, tragedie in corso senza copione, capolavori al ribasso, storie che resteranno anonime fino a che ce ne saranno altre sul podio. Che sollievo, anche oggi siamo tutti salvi, anche oggi c’è qualcun altro sul palco per noi.


Nessun commento:

Posta un commento