domenica 26 luglio 2026

4 PIANI SENZA ASCENSORE

 




4 Piani senza ascensore – Stefania Visentini – 

recensione a cura di Lilli Luini

 

Stefania Visentini è una libraia e di questi tempi non ti azzardi ad aprire una libreria vivace e ricca di eventi se non sei una grande lettrice appassionata. E in questo suo primo libro la senti forte, la sua passione e di conseguenza non solo la sua competenza linguistica ma anche del mondo editoriale. Per darne una prova, cito frase del libro: “Va detto che due dei generi più difficili in cui cimentarsi sono l’horror e l’erotico: in mani poco abili il primo sfocia nel ridicolo, il secondo nell’imbarazzo.” Il che è una grande verità che solo un esperto della materia può conoscere.

L’intreccio è delizioso: come dice il titolo siamo in un piccolo condominio, quattro piani, otto appartamenti, in un paese immaginario di cui sappiamo solo essere in Lombardia.

Gli abitanti sono uno spaccato sociale molto divertente.

Al primo piano, la vedova Florinda Todisco che vive sola con un gatto, e i coniugi Rosa e Michele Russo, lei particolarmente detestata da tutti gli altri inquilini per i suoi modi da “comando tutto io”. Spia continuamente l’adorato figlio che vive nel palazzo di fronte e che, per un errore dell’impiegata dell’anagrafe, si chiama disgraziatamente Giangarlo.

Al secondo piano ci sono il ragionier Massone, sua moglie Caterina e il bellissimo figlio Rocco, che riserveranno delle sorprese.  I loro dirimpettai sono Erica e Davide, due studenti calabresi fuori sede, amici fin da quando erano in fasce.

Al terzo piano troviamo la professoressa Giusta Carla Mazzucco, un po’ più che trentenne e sola, e i Crescioni; Gloria e Marco, lei vistosa bellezza poco incline alla fedeltà coniugale e lui appassionato di calcio. Hanno due gemelli di 4 anni, gli unici bambini del condominio.

Al quarto, Maria e Mario Rossi, una coppia di nerd informatici, e Viola Valentini, molto riservata, altro personaggio che ci darà delle soddisfazioni.

Tutti costoro sono chiusi in casa, perché la vicenda inizia dopo il DPCR del 9 marzo 2020, quello che ha istituito il primo lockdown, e terminerà il 4 maggio, con la prima, cauta, liberazione.

Il romanzo è divertente, ricco di battute che suscitano più di un sorriso e ha anche il merito di riportarci a quel periodo sdrammatizzando il disagio di chi si è trovato a viverlo lontano dalle città e dai luoghi più colpiti, quindi senza conseguenze.

Ho parlato di competenza linguistica, vale a dire che Stefania Valentini scrive bene, con una penna leggera ma mai banale. Ho notato come le metafore siano davvero azzeccate e tutt’altro che stereotipate, ma soprattutto come abbia trovato una versione moderna e piacevole della terza persona onnisciente che ogni tanto si rivolge al lettore. È un tipo di narrazione abbastanza inusuale nella narrativa contemporanea, ma qui è azzeccata e, l’ho detto, piacevole.

Insomma, un romanzo leggero e delizioso, che fa compagnia e ti mette di buonumore, cosa abbastanza difficile con le notizie che ci bombardano di questi tempi.


genere: narrativa

anno di ubblicazione: 2023

pagine: 216

editore: Armando


Nessun commento:

Posta un commento