Sono difficili le cose belle - Matteo Nucci -
recensione a cura di Alice Bassoli
Questo
romanzo è una dolce fiaba contemporanea che parla di lutto, memoria e amore con
estrema delicatezza. Non vi nego che mi sono emozionata moltissimo, leggendolo
e che scrivendo queste poche righe sento di nuovo il magone stringermi la gola.
La protagonista è Arianna, una bambina di dieci anni che, dopo la morte della
nonna, si trova a fare i conti con un dolore troppo grande per essere compreso
e raccontato. Ma un giorno, lungo la strada che conduce al Gianicolo, accade
l'impossibile: una macchina rossa si ferma e dal finestrino compare proprio la
nonna. Da quel momento le due intraprendono un viaggio straordinario attraverso
un luogo sospeso tra realtà e immaginazione, dove ricordi, sogni e affetti si
intrecciano. È un percorso che attraversa soprattutto il passato della
famiglia, ma che si accosta spesso anche al presente e al futuro che attende
Arianna, aiutandola a comprendere che l'amore non scompare con la morte. Nucci
costruisce una narrazione che oscilla continuamente tra reale e fantastico. Il
mondo immaginifico in cui si muovono la nonna e la nipote è quasi una fuga
dalla realtà e anche uno spazio simbolico in cui elaborare la perdita. Una
storia che suggerisce che i legami autentici continuano a vivere nei ricordi,
nei gesti e nell'amore che lasciamo dentro chi resta. Un libro delicatissimo e
commovente, scritto con grande sensibilità, capace di parlare della morte senza
paura e della vita con infinita tenerezza. La prosa è limpida, poetica e ricca
di immagini evocative, capace di parlare ai più piccoli senza rinunciare a una
profondità che travolge anche gli adulti. Una riflessione autentica e delicata
sulla memoria, sull'infanzia e sulla continuità dei legami affettivi. A rendere
ancora più preziosa l'opera contribuisce L'astuccio, il racconto che chiude il
volume come una sorta di "bonus track": una storia autonoma ma
complementare, che riprende gli stessi temi da una prospettiva diversa,
arricchendo ulteriormente il significato dell'intero libro. Ognuno di noi deve
fare i conti con questo tipo di dolore, radicato e invalidante, un dolore che
non si sposta mai, e per il quale non esiste un rimedio. Avevo bisogno di
questa storia, della sua dolcezza per niente ruffiana, capace di trasformare il
dolore in una fiaba moderna semplice eppure così integra, che tra le tante cose
belle che mi ha trasmesso, mi ha aiutata a sentirmi meno sola e a lenire il
senso di impotenza che un po’ tutti proviamo di fronte alla morte di un nostro
caro.
genere: narrativa
anno di pubblicazione: 2022
pagine: 212
editore: Harper Collins

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