venerdì 26 giugno 2026

UOVA FATALI

 




Uova Fatali – Michail Bulgakov -

recensione a cura di Francesca Tornabene

 

"Si sa che gli uomini diventano migliori, in grembo alla natura".

Ma cosa succede quando essi vogliono governarla?

La fine del mondo raccontata in sole 73 pagine.

Sono stata rapita dalla copertina e dal titolo del libro che spiccava tra tanti volumi di una bancarella.

Ho fantasticato molto su queste misteriose uova fatali ancor prima di iniziare la mia avventura.

Immaginate la mia faccia quando, girando il libro sottosopra, ho scoperto che conteneva un'altra storia di Bulgakov che vi racconterò il seguito.

Un viaggio nella Mosca dell'aprile 1928 mi ha portato a conoscere il geniale zoologo Vladimir Ipatievič Persikov e la sua scoperta scientifica: un raggio "rosso" capace di accelerare la crescita cellulare.

Quella che sembrava essere un'invenzione straordinaria, però, si trasforma in un horror fantascientifico apocalittico, ma anche in una satira politica quasi comica sulla cecità del potere.

Infatti i politici pensano di usare il progresso per governare la natura, per poi restare vittime della loro stessa arroganza.

Ho atteso trepidante lo schiudersi di quelle uova per scoprire quale mostruoso essere ne sarebbe uscito fuori.

La scrittura cinematografica e visionaria mi ha trascinata nel caos, come dentro una pellicola in bianco e nero di un vecchio film di fantascienza.

Mi ha lasciato un'unica certezza: quella di un ciclo mitologico destinato a ripetersi, incarnato perfettamente nell'archetipo di Prometeo.

L'illusione immortale di poter governare la vita, racchiusa nel fragile guscio di un uovo che annuncia l'apocalisse.


genere: narrativa

anno di pubblicazione: 1925

pagine: 102

editore: edizioni Clandestine

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