Trenta e 'na pizza – Al Gallo
Recensione a cura di Dario Brunetti
Trenta e na pizza è un piccolo gioiello noir dello
scrittore e sceneggiatore Alberto Gallo uscito per Bolis edizioni.
Il racconto è ambientato nel quartiere Moro di Napoli dove a
dettar legge è il clan appartenente a Giò Laurano. I cittadini del quartiere
devono soccombere alla criminalità organizzata impegnata a trafficare droga.
Michele ha un’officina che era di suo padre e per non
perderla deve nascondere la droga del clan dei Laurano. Nonostante la fedeltà
giurata al boss nel compiere l’operazione, il ragazzo viene tradito e al tempo
stesso venduto alla polizia per un carico di droga in arrivo.
Morso dalla coscienza e dal dolore Michele si impiccherà in
cella.
Entrerà in scena sua mamma Miranda, una donna anziana e
molto malata che ormai non ha più nulla da perdere ed è pronta a vendicarsi nel
momento opportuno. Viene a conoscenza che il clan Laurano sta reclutando e
sfruttando con misere paghe delle donne anziane per confezionare la droga.
Per la donna arriverà il momento della scelta, sarà
costretta a umiliarsi pur di vendicare la morte del figlio Michele. Sulla sua
strada incontrerà Mario, un ex saldatore malato di Parkinson.
I due anziani saranno uniti da un legame profondo che li
porterà a trovare un’intesa perfetta. Una relazione d’amore destinata a
trasformarsi in un sodalizio che andrà a rendere ai criminali un piatto servito
freddo.
Il piatto freddo rappresenterà il riscatto degli invisibili,
delle persone relegate ai margini di una società che non sa ascoltare il loro grido
di aiuto. Questa umiliazione porta a prendersi quel che un destino crudele e
amaro ha tolto loro per sempre.
La vendetta non diventerà una scelta criminale, ma
l'unico strumento utile a coloro i quali (In questo caso Miranda) è stato
privato di quanto più caro, un figlio, rivelandosi un vero atto di giustizia
esistenziale.
genere: noir
anno di pubblicazione: 2026
pagine: 78
editore: Bolis

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