Gran galà con delitto - Simone Tempia –
recensione a cura di Stefania Calà
Una cena in una prestigiosa villa, l'omicidio della padrona
di casa, otto commensali (di cui uno immaginario) isolati dalla neve... ed ecco
che il giallo è servito!
La trama e la struttura del primo romanzo scritto da Simone
Tempia ricalcano in maniera non troppo originale il classico enigma della
camera chiusa, con chiari riferimenti alla regina indiscussa del giallo, la
meravigliosa Agatha Christie.
Il lettore che si imbarca in questa lettura pensando di
avere tra le mani un giallo da manuale o, ancor di più, qualcosa di originale e
mai letto, rimarrà deluso.
Ma. Ma Simone Tempia fa un'operazione - questa sì originale
- portando, all'interno della storia, Sir e Loyd (i personaggi che lo hanno
reso famoso) con i loro dialoghi immaginari, le loro massime e i loro deliziosi
siparietti. Ed ecco, allora, che il romanzo acquista un sapore diverso, diventa
il contenitore di riflessioni, lezioni di vita, strategie di sopravvivenza
(anche metaforiche).
È come se tutta la storia fosse stata architettata ad hoc
per consentire ai nostri di esprimersi.
Sono una grande lettrice di gialli, ma sono anche
un'estimatrice di Sir e Loyd. Pertanto il mio giudizio non può che essere
positivo. Ancor di più se consideriamo la penna sapiente di Tempia: il libro,
infatti, è scritto molto bene.
Impossibile selezionare (come mia consuetudine) le citazioni
più significative, perché ogni dialogo tra i due protagonisti meriterebbe uno
spazio a sè.
Consigliato.
Voto 8/10
Giusto un accenno...
"L'ostentazione mostra, l'eleganza non nasconde,
Sir."
"È per questo che l'eleganza si vede, Lloyd."
"Quando il gioco si fa duro, Lloyd..."
"Vuol dire che non è più un gioco, Sir."
"Se mi permette. Meglio deludere le attese, che dare
soddisfazione alle accuse, Sir."
"Licenza poetica, Loyd?"
"Direi più licenza elementare, Sir."
"Tu che ne pensi, Lloyd?"
"Io non penso, Sir. Spolvero."
genere: giallo
anno di pubblicazione: 2026
pagine: 272
editore: Garzanti

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