martedì 2 giugno 2026

L'OMBRELLO DELL'IMPERATORE

 





L’ombrello dell’imperatore – Tommaso Scotti -

recensione a cura di Lilli Luini

 

Tommaso Scotti è un giovane italiano dalle molte passioni che da una decina d’anni vive e lavora in Giappone. Questo è il suo primo romanzo ed è proprio un bell’esordio. Io l’ho acquistato per caso nelle promozioni del giorno, senza aver capito che si trattava di un poliziesco. Mi sono trovata in mezzo a un intreccio davvero originale, in cui i protagonisti sono l’ombrello del titolo e l’ispettore di polizia Takeshi James Nishida, un hafu, come dicono in Giappone, vale a dire di padre giapponese e madre americana. È un uomo dalle eccezionali capacità investigative ma non è visto di buon occhio dai suoi superiori, un po’ per le sue origini, un po’ per i suoi modi di indagare, non perfettamente allineati al rigore nipponico.

Questo gli impedisce di far carriera ma non di trovarsi appioppati tutti i casi più complessi.

Quello che dà il via al romanzo è un omicidio compiuto con un ombrello, infilato nell’occhio della vittima fino a penetrarne il cranio. L’ombrello è un modello  di plastica, molto diffuso in Giappone, quasi un usa e getta che normalmente viene abbandonato, dimenticato o perduto e raccolto da altri. Questo ha un segno particolare, piccolo ma visibile, un cerchio rosso che richiama la bandiera del Giappone.  Ma soprattutto reca due impronte, entrambe presenti nel sistema informatico. Una, scoprirà Nishida, appartiene all’uomo che l’ha comprato, l’altra… Mi fermo qui per non cadere nello spoiler. Dirò soltanto che Nishida seguirà il percorso dell’ombrello fino ad arrivare alla verità e in tal modo incontrerà molti personaggi, tutti narrati, perfettamente incastrati con le loro vite nel mosaico della storia.

Una trama estremamente godibile, che intriga il lettore e lo spinge a girare pagina. Su tutto questo si inserisce il valore aggiunto dell’ambientazione giapponese, in gran parte notturna, nei quartieri di Tokyo dove si vive di notte. La voce narrante è quella di Nishida, che è nato e cresciuto in Giappone senza essere del tutto giapponese, al quale l’autore dona il suo sguardo incuriosito e al tempo stesso disincantato. Nishida è fisicamente imponente ma nasconde umanissime fragilità e non è difficile affezionarsi.

La scrittura è gradevole, pulita, molto visiva, tanto che sembra di camminare tra le luci al neon delle insegne e tra i palazzi che guardano la luna in cielo.


genere: thriller

anno di pubblicazione: 2021

pagine: 320

editore: Longanesi

 


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