L’ombrello dell’imperatore –
Tommaso Scotti -
recensione a cura di Lilli Luini
Tommaso Scotti è un giovane
italiano dalle molte passioni che da una decina d’anni vive e lavora in
Giappone. Questo è il suo primo romanzo ed è proprio un bell’esordio. Io l’ho
acquistato per caso nelle promozioni del giorno, senza aver capito che si trattava
di un poliziesco. Mi sono trovata in mezzo a un intreccio davvero originale, in
cui i protagonisti sono l’ombrello del titolo e l’ispettore di polizia Takeshi
James Nishida, un hafu, come dicono in Giappone, vale a dire di padre
giapponese e madre americana. È un uomo dalle eccezionali capacità
investigative ma non è visto di buon occhio dai suoi superiori, un po’ per le
sue origini, un po’ per i suoi modi di indagare, non perfettamente allineati al
rigore nipponico.
Questo gli impedisce di far
carriera ma non di trovarsi appioppati tutti i casi più complessi.
Quello che dà il via al romanzo è
un omicidio compiuto con un ombrello, infilato nell’occhio della vittima fino a
penetrarne il cranio. L’ombrello è un modello di plastica, molto diffuso in Giappone, quasi
un usa e getta che normalmente viene abbandonato, dimenticato o perduto e
raccolto da altri. Questo ha un segno particolare, piccolo ma visibile, un
cerchio rosso che richiama la bandiera del Giappone. Ma soprattutto reca due impronte, entrambe
presenti nel sistema informatico. Una, scoprirà Nishida, appartiene all’uomo
che l’ha comprato, l’altra… Mi fermo qui per non cadere nello spoiler. Dirò
soltanto che Nishida seguirà il percorso dell’ombrello fino ad arrivare alla
verità e in tal modo incontrerà molti personaggi, tutti narrati, perfettamente
incastrati con le loro vite nel mosaico della storia.
Una trama estremamente godibile,
che intriga il lettore e lo spinge a girare pagina. Su tutto questo si
inserisce il valore aggiunto dell’ambientazione giapponese, in gran parte
notturna, nei quartieri di Tokyo dove si vive di notte. La voce narrante è quella
di Nishida, che è nato e cresciuto in Giappone senza essere del tutto
giapponese, al quale l’autore dona il suo sguardo incuriosito e al tempo stesso
disincantato. Nishida è fisicamente imponente ma nasconde umanissime fragilità
e non è difficile affezionarsi.
La scrittura è gradevole, pulita,
molto visiva, tanto che sembra di camminare tra le luci al neon delle insegne e
tra i palazzi che guardano la luna in cielo.
genere: thriller
anno di pubblicazione: 2021
pagine: 320
editore: Longanesi

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