Le donne di piazza del fico - Margherita Pelaja -
recensione a cura di Elisa Caccavale
Con Le
donne di piazza del Fico (Piemme, Gennaio 2026) Margherita Pelaja dimostra
come una rigorosa ricerca storica possa trasformarsi in un romanzo coinvolgente
e ricco di umanità. La storia nasce infatti da fatti realmente documentati
negli archivi del Vicariato romano, dai quali l'autrice recupera vicende e
personaggi dimenticati per restituire loro nuova vita attraverso la narrativa.
La vicenda si
svolge nella Roma del 1864, ancora sotto il potere papale. Protagonista è Luisa
Stecca, una mammana che assiste le donne dei quartieri popolari, spesso
coinvolta in gravidanze clandestine e situazioni familiari difficili. Tra le
donne che frequentano la sua casa in piazza del Fico c'è Angela Carbone,
giovane intelligente e ambiziosa, determinata a sottrarsi alla povertà che ha
segnato la sua esistenza. Per riuscirci, Angela escogita un piano audace:
fingere una gravidanza e attribuire a sé il figlio di Amalia, una ragazza sola
e vulnerabile costretta a rinunciare al proprio bambino. In questo modo spera
di legarsi definitivamente al ricco cavaliere Armando Bachino, di cui è
mantenuta e dal quale desidera ottenere sicurezza economica e una posizione
sociale più stabile. Ma gli inganni, soprattutto quando coinvolgono una
maternità rubata, sono destinati a lasciare ferite profonde e a far emergere
verità difficili da nascondere.
Ciò che rende
il romanzo particolarmente riuscito è il modo in cui Pelaja evita di
trasformare i personaggi in semplici simboli morali. Angela non è soltanto
un'antagonista né una vittima delle circostanze: è una donna che cerca
disperatamente di migliorare la propria condizione in un mondo che le offre
pochissime opportunità. Allo stesso modo, Luisa si trova continuamente sospesa
tra compassione, senso pratico e responsabilità morale.
L'ambientazione
è uno dei maggiori punti di forza del libro. La Roma popolare dell'Ottocento
emerge con grande vividezza: vicoli affollati, botteghe, conventi, cortili e
piazze diventano il palcoscenico di una società attraversata da povertà,
solidarietà, pregiudizi e desiderio di riscatto. La ricostruzione storica è
accurata ma mai invadente e accompagna il lettore senza rallentare il ritmo
della narrazione.
La scrittura è
fluida ed elegante, capace di affrontare temi complessi come la maternità,
l'emarginazione femminile, il peso delle convenzioni sociali e la ricerca della
propria identità. Sullo sfondo di una Roma che si avvicina a grandi cambiamenti
storici, si sviluppa così una vicenda profondamente umana, fatta di errori,
speranze e seconde possibilità.
Le donne di
piazza del Fico è un romanzo che appassiona per la trama ma che
colpisce soprattutto per la capacità di dare voce a donne che la Storia
ufficiale ha spesso lasciato nell'ombra. Una lettura consigliata a chi ama i
romanzi storici ben documentati e le storie in cui le vicende personali si
intrecciano con quelle della grande Storia.
genere: narrativa
anno di pubblicazione: 2026
pagine: 192
editore: Piemme

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