La terza dimensione - Enrico Pandiani -
recensione a cura di Connie Bandini
Enrico Pandiani- autore torinese - torna a raccontare le vicende dei “Les
Italiens”, la squadra investigativa della polizia parigina guidata dal
commissario Jean-Pierre Mordenti. Si tratta di un noir articolato, in cui
indagine criminale, ironia e vita privata dei protagonisti si intrecciano dando
forma a una storia che procede su più livelli narrativi.
Il romanzo si apre con un fatto di sangue destinato a scuotere la quiete
notturna di Parigi. Tre persone sono state uccise a colpi d’arma da fuoco. Le
vittime non sembrano avere alcun legame tra loro e l’assenza di un movente
evidente rende l’indagine ancora più complessa. A occuparsene sono Mordenti e
il suo inseparabile collega Servandoni, insieme al gruppo di investigatori noto
come “Les Italiens”, una squadra di poliziotti in gran parte di origine
italiana che affronta il lavoro con uno stile spesso poco ortodosso ma molto
efficace.
Fin dalle prime battute appare chiaro che dietro il triplice omicidio si
nasconde qualcosa di più articolato di quanto sembri. L’unico indizio concreto
conduce a un elemento inquietante e contemporaneo: l’arma utilizzata per il
delitto sarebbe stata prodotta con una stampante 3D. Da qui prende forma
un’indagine che tocca il lato più oscuro della tecnologia e della sua
potenziale deriva criminale, aprendo uno scenario in cui il confine tra
innovazione e pericolo diventa sempre più fragile.
Il titolo del romanzo suggerisce proprio questa molteplicità di piani. Da
un lato c’è la dimensione tecnologica dell’indagine, rappresentata dalle armi
stampate in 3D; dall’altro emerge una dimensione più profonda, legata alla
complessità dei rapporti umani. Mordenti non è soltanto un commissario alle
prese con un caso difficile, ma è un uomo che cerca di conciliare il lavoro con
la vita affettiva, il rapporto con la compagna Tristane e il ruolo di padre
acquisito per il piccolo Benjamin. Questa dimensione privata rende il
personaggio più sfaccettato e contribuisce a dare spessore alla narrazione.
Accanto alla ricerca dell’assassino
trovano spazio le dinamiche tra i membri della squadra, i rapporti sentimentali
e le fragilità dei protagonisti. Un ruolo fondamentale, poi, lo gioca anche
l’ambientazione. La Parigi raccontata da Pandiani è una città fatta di
quartieri popolari, bistrot, vicoli e periferie notturne, descritta con
attenzione ai dettagli e capace di restituire un’atmosfera insieme affascinante
e malinconica.

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