La tempesta del secolo – Stephen King -
recensione a cura di Francesca Tornabene
"L'INFERNO È RIPETIZIONE".
Con questa spaventosa consapevolezza inizia il mio nono
viaggio nel multiverso di King: un copione cinematografico lungo 433 pagine!
Sono tornata nell'isola che non esiste: mi ritrovo nella
Main Street di LITTLE TALL ISLAND, apparentemente settant'anni dopo l'omicidio
del marito di DOLORES CLAIBORNE.
Ma i conti non tornano!
Tra queste pagine si assiste a un vero e proprio corto
circuito temporale.
Se l'eclissi legata al delitto di Dolores risale al 1963, il
mio sbarco su quest'isola avviene invece durante la "tempesta del
secolo" del 1989. Eppure il tempo qui sembra relativo: Little Tall Island
è un luogo sconosciuto alle mappe, intrappolato nei segreti inconfessabili dei
suoi stessi abitanti.
Il destino di questa comunità sembra evocare quello della
colonia perduta di Roanoke del 1587, il cui enigma è racchiuso in un'unica,
spettrale traccia incisa su un albero: la parola "CROATOAN".
Storicamente, non si scoprì mai che fine fecero quei coloni,
scomparsi come inghiottiti da una tremenda tempesta.
Seguendo questi indizi, che sembrano anticipare
sinistramente cosa accadrà, mi sono preparata all'arrivo di Linoge, un'oscurità
millenaria che tiene sotto scacco l'intera isola.
Ma ciò che mi fa più paura è il silenzio e il considerare il
compromesso.
E quando quella stessa, infame parola minaccia nuovamente di
essere incisa sui muri della città, il messaggio diventa spietato ed
inevitabile: NESSUNO È INNOCENTE in questa tempesta morale che infuria nel
cuore degli uomini.
Siamo dunque tutti condannati a ripetere i nostri peccati in
eterno?
Quanto è alto il prezzo delle nostre scelte?
La paura può trasformare una civiltà in branco?
Non c'è dubbio che il silenzio difronte al male ci renda
tutti complici! "Dategli ciò che vuole e se ne andrà!"
anno di pubblicazione: 2019
pagine: 432
editore: Sperling & Kupfer

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