Incubi e deliri – Stephen King –
recensione a cura di Francesca Tornabene
"Non sei tu a possedere il tempo, ma è il tempo che
possiede te".
Si è concluso così il mio ottavo viaggio di 855 pagine sulla
nave del Re: Quattro mesi immersa nella nebbia del Maine tra Incubi e deliri.
Navigare tra terrore e soprannaturale dei vari racconti è
stato intenso e pieno di sensazioni contrastanti.
Non è tra le mie opere preferite di King, ma in esso ho
trovato dei pezzi unici che ho adorato.
Mi sono persa nel deserto con la vendetta de la cadilac di
Dolan.
Ho amato la follia e la stranezza del il dito e di denti
chiacchierini.
Ho avuto paura in Popsy, dove all'improvviso il predatore
diventa preda.
In parto in casa ho trovato il brivido delle paure
primordiali mentre in Hanno una band dell'altro mondo ho adorato
l'ambientazione maledetta, la casualità, l'esplorazione delle leggende del
rock.
Il viaggio, però, ha avuto qualche battuta di arresto.
Alcuni racconti non mi sono piaciuti: troppo lenti o cervellotici, embrinali,
poco chiari o estremamente enigmatici.
Eppure, nonostante le pause e la stanchezza, non ho mai
pensato di chiudere la porta.
Perché c'è qualcosa di magico nelle sfumature di King che
tiene inchiodati alle pagine, fino all'ultima riga.
Il colpo di grazia? La fine. Quelle note mi hanno lasciato
addosso una malinconia inaspettata.
La Genesi di ogni incubo e i fili che si intrecciano legando
ogni storia mi hanno fatta sentire parte di un disegno più grande.
Forse ogni storia è la chiave di una parte del suo grande
multiverso.
È stato come un giro di giostra: una volta a terra, ho avuto
subito voglia di fare un altro giro!
Mi è piaciuta molto anche l’intervista alla fine perché
mostra l'uomo che si nasconde dietro al mito.
Più di ogni altra cosa, ho adorato il fatto che mi ha fatto
viaggiare indietro negli anni pensando a zio Tibia, mitico presentatore di
creepshow dei fumetti horror anni '50.
Sono già pronta per il mio prossimo viaggio con King: la
tempesta del secolo mi attende!
anno di pubblicazione: 1993
pagine: 849
editore: Sperling & Kupfer

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