giovedì 10 settembre 2026

BIO

 



Sono nata ad Avezzano l'8 novembre 1984, e ho cominciato presto a leggere e a scrivere — poesie, lettere, pensieri affidati a taccuini custoditi con un misto di orgoglio e pudore.

 

Dopo il liceo classico mi sono trasferita a Roma per studiare Giurisprudenza; è tra le aule del diritto, e a seguito di una  forte crisi personale, che al terzo ho scelto di non rinunciare alla mia vocazione per la scrittura e al mio amore per la psicologia: qui si collocano un cammino di analisi junghiana, tre master in ambito psicopedagogico, con un'attenzione particolare al mondo dell'infanzia, la stesura dei miei primi due romanzi e, più avanti, la laurea in Scienze Psicologiche Applicate, con una specializzazione in Psicologia dello Sviluppo e dell'Educazione tuttora in corso.

 

In quegli anni ho iniziato la mia collaborazione con diverse testate come "La Legge per Tutti" e "MarsicaNews", dove ho ideato la rubrica "Il rovescio della cronaca"; dal 2025 collaboro con "Pressenza – Agenzia di Stampa Internazionale" su temi sociali controversi, e curo qui, su "Un libro di emozioni",  la rubrica "La finestra sbagliata". Grazie a queste opportunità riesco ad unire la mia scrittura e la mia propensione a trattare alcune tematiche psicologiche e sociali.

 

Ho pubblicato il romanzo "I buchi del cielo" (2011), il saggio "Il procedimento per l'adozione internazionale" (2023), il romanzo "Lo specchio degli occhi tuoi" (2024) — in cui vive tutta l'ambivalenza del mio rapporto con Roma —, la fiaba "Unicchetta e il gruppo dei Ricalchini" (in Sfavoleggiando, 2025) e il romanzo "La verità non muore, amore" (2026), riscrittura del mio romanzo d'esordio.

 

Nel 2009 ho fondato Touch Communication, agenzia di scrittura professionale, ricerca qualificata e grafica, che dirigo insieme a mio marito Sean Nevola, progetto in cui abbiamo unito la sua passione per l'immagine alla mia per la parola.

 

Sono madre di tre bambine, a cui dedico ogni mio proposito e ogni mio sogno.

Credo che il compito della scrittura, come quello della cura, sia lo stesso: integrare luci e ombre, per lasciare il mondo un poco meno buio di come lo abbiamo trovato.

 


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