I miei martedì col professore – Mitch Albom -
recensione a cura di Francesca Tornabene
"L'amore è l'unico atto razionale" (Stephen
Levine)
Questa frase incarna perfettamente questo volume che mi ha
spezzato il cuore con la sua tenera filosofia, regalandomi un viaggio profondo
e trasversale che non mi aspettavo.
Fin da subito ho visualizzato un'immagine.
Tra le sue 198 pagine, scelte da uno dei gruppi di lettura
che frequento, ho approfondito temi come la malattia, la sofferenza e la morte,
trovandovi eppure una pace inaspettata.
Credo sia frutto di una scrittura intima, capace di
raccontare le emozioni e la realtà di una storia vera con estrema delicatezza.
Leggendo, ho conosciuto Mitch e il suo adorabile professore
Morrie, una straordinaria guida spirituale.
Mi sono trovata a sottolineare tutte le sue pillole di
saggezza e a trascorrere le notti a pensare al senso della vita, al tempo che
scorre e a quello, preziosissimo, che dedichiamo alle persone che amiamo.
È un invito a rallentare il ritmo della vita per assaporarne
tutte le sfumature; a porsi le domande giuste sui nostri bisogni reali, anziché
su quelli filtrati dalla società, rifiutando la cultura di massa per crearne
una propria.
Ci esorta ad essere gentili, a valorizzare le relazioni e a
guardare il mondo con altri occhi, perché siamo esseri uguali sotto questo
cielo, accomunati da un unico destino.
Dobbiamo cogliere l'essenza di ogni cosa e ricordare che,
specie nei periodi più bui, la risorsa di cui abbiamo più bisogno è l'amore. E,
insieme ad esso, dei mentori.
Avete mai avuto un punto di riferimento così?
Io davanti a questa domanda non ho avuto dubbi. Ho pensato
ad Agostino.
È stato il mio faro nel lavoro guidandomi oltre il mare in
tempesta della vita.
Da lui ho imparato cosa significhi davvero essere avvocato e
far parte di un team.
Non ho solo appreso alcuni segreti della professione
forense, ma tutte quelle piccole sfumature umane ed etiche che mi ha trasmesso
con enorme generosità.
Mi mancano le sue storie, quel "turismo
giudiziario" fatto di trasferte e aule di tribunali, i preziosi consigli e
quella contagiosa gioia di vivere.
Proprio come il professore Morrie per Mitch, la sua impronta
resta indelebile.
Ho perso un maestro, un Gigante, un buon Amico.
Ancora oggi la sua luce mi guida e continua ad influenzare
le mie scelte, ed io cerco con tutte le mie forze di essere all'altezza del suo
nome e della sua eredità.
Non posso che ritenermi enormemente fortunata perché - come
diceva Henry Adams - "Un insegnante ha effetto sull'eternità; non può mai
dire dove termina la sua influenza".
genere: narrativa
anno di pubblicazione: 2020
pagine: 208
editore: Sperling & Kupfer

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