venerdì 5 giugno 2026

LACCI

 




Lacci – Domenico Starnone –

recensione a cura di Francesca Tornabene

 

In questo mio terzo viaggio all'interno della scrittura di STARNONE, ho avuto modo di approfondire alcune dinamiche e nodi familiari irrisolti legati all'abbandono, all'eredità del dolore, ai sensi di colpa e alle trappole del ricatto morale.

Mi sono lasciata cullare dall'eleganza di una prosa asciutta che ho ormai imparato ad amare e riconoscere.

Se in CONFIDENZA il fulcro era la paura dei segreti, in Il VECCHIO AL MARE il tempo che scorre, LACCI si è rivelato il più spietato dei tre viaggi.

E ciò in quanto smantella definitivamente l'illusione del "torniamo insieme per il bene della famiglia", mostrando come a volte questa non sia affatto la scelta migliore nè per i genitori, nè per i figli!

Durante la lettura non sono mancati i momenti in cui ho avvertito la stretta di quei "lacci", percependo tutta la tossicità di quei vincoli che continuano a stringere anche quando l'amore è svanito.

Ho apprezzato molto la struttura narrativa di questa opera breve di 133 pagine.

La moglie, il marito e i figli sono le tre voci differenti che, ricordando la costruzione di CONFIDENZA, sviscerano i non detti delle relazioni e trasformano una convivenza forzata in una prigione quotidiana dove nessuno è innocente, persino i figli!

Forse in questo quadro familiare l'unico a essere felice è il gatto Labes. Il cui nome è un altro codice da decifrare, un'altra chiave di lettura del testo.

"Dalla crisi di tanti anni fa abbiamo imparato entrambi che per vivere insieme dobbiamo dirci molto meno di quanto taciamo".


genere: narrativa

anno di pubblicazione: 2014

pagine: 134

editore: Einaudi

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