Il mondo invisibile - Liz Moore -
recensione a cura di Alice Bassoli
Ada Sibelius ha dodici anni, non ha mai conosciuto sua madre
e vive con il padre David, brillante informatico impegnato in un laboratorio di
ricerca nella Boston degli anni Ottanta. Mentre il mondo muove i primi passi
nel campo dell’intelligenza artificiale, David lavora a ELIXIR, un programma
capace di replicare il linguaggio umano. Per Ada, il padre rappresenta l’intero
universo: maestro, guida e unico punto di riferimento. Quando però David inizia
a mostrare i segni di una malattia degenerativa, la ragazza viene affidata a
una collega del padre e alla sua famiglia. Da quel momento Ada intraprende un
lungo percorso di crescita e di ricerca della verità sulle proprie origini,
seguendo le tracce di un mistero che affonda le radici nel passato della sua
famiglia.
La grande forza di questo romanzo è la sua capacità di
fondere elementi apparentemente lontani tra loro. Da una parte troviamo la
tecnologia, l’informatica e le prime riflessioni sull’intelligenza artificiale;
dall’altra una storia profondamente umana fatta di affetti, perdita, desiderio
di appartenenza e bisogno di conoscere sé stessi.
Ada è una protagonista straordinaria. Intelligente,
vulnerabile, diversa dai suoi coetanei eppure autentica. La sua crescita è
raccontata con sensibilità e precisione psicologica, senza mai cadere nella
retorica. Il lettore la accompagna attraverso gli anni, condividendone dubbi,
paure e speranze.
Liz Moore affronta temi complessi con grande naturalezza.
Particolarmente riuscita è anche la struttura narrativa, che
si sviluppa su più piani temporali senza mai risultare confusa. Quando la
verità inizia ad emergere, il lettore comprende che il cuore della storia non è
tanto il mistero da risolvere quanto il bisogno universale di sapere chi siamo
e da dove veniamo. è un romanzo raffinato, emozionante. Pur essendo
stato pubblicato diversi anni fa, le sue riflessioni sull’intelligenza
artificiale e sul rapporto tra esseri umani e tecnologia appaiono oggi più pertinenti
che mai. Ma soprattutto è una storia che parla di legami, di assenze e della
ricerca di una verità capace di dare un senso alla nostra esistenza.
E poi devo dirlo senza esitazioni: io Liz Moore la
adoro.
genere: narrativa
annodi pubblicazione: 2021
pagine: 432
editore: NN editore

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