martedì 5 maggio 2026

L?EDUCATORE

 




L'educatore - Antonio Lanzetta –

recensione a cura di Stefania Calà

 

A distanza di vent'anni, Fausto De Santis, ora vice questore di Salerno, si trova a investigare (di nuovo) sul caso del serial killer noto come "l'Educatore", ormai deceduto. A fargli da spalla è l'ispettore Lanzara, amico e fedele collega, che di Fausto conosce anche le motivazioni più intime che lo collegano, suo malgrado, agli eventi accaduti molti anni prima.

Nuovi omicidi, nuove piste da seguire ma vecchi dolori si affacciano alla vita del protagonista. 

Lanzetta è bravo ed è preparato (si vede), dosa dialoghi e descrizioni, intavola una storia inquietante e interessante, fatta di azione e riflessioni. Conosce le tecniche investigative e le utilizza con una certa maestria. Molto buoni i dialoghi, disinvolti e realistici, forse la parte migliore del romanzo. 

Però, in generale, le mie personali aspettative non sono state soddisfatte.

Intanto è un thriller poliziesco, ne ha tutte le caratteristiche, mentre io ero convinta che avrei letto un noir. Ma non è stato questo il motivo per cui non sono riuscita ad apprezzarlo completamente. La lettura di questo romanzo non è stata del tutto scorrevole. E non punto il dito sugli errori (qualche refuso e alcuni tecnicismi di polizia) che, tutto sommato, non disturbano e possono anche passare inosservati a chi non è addentrato nella materia. Mi riferisco, piuttosto, a quello stile narrativo ricco di dettagli che inizialmente mi aveva conquistata e che, invece, proseguendo nella lettura, mi è risultato pesante: da ricercato e sofisticato si è trasformato in ridondante e artificioso. Troppi aggettivi, troppe descrizioni sulle sensazioni provate dal protagonista, troppe ripetizioni. Ho rimpianto lo "show don't tell" di certi autori, quella capacità di lasciare che sia il lettore a immaginare cosa provano i personaggi semplicemente descrivendo ciò che fanno. La scrittura "densa" di Lanzetta, invece, non mi ha lasciato quello spazio in cui si inserisce la naturale curiosità di chi legge.

Infine, la storia, sebbene ben costruita (grazie anche all'alternanza passato/presente) a un certo punto diventa confusa, e ho faticato a cogliere alcuni collegamenti tra i vari crimini.
Buon libro, bravo autore, ma talvolta "less is more".

Voto 6,5/10

Cit. "Il dolore è la parte migliore di me. Serve a ricordarmi tutto ciò che ho perso."
Cit. "E credo che tutti, in fondo, abbiamo smarrito qualcosa. Alcuni hanno perso una persona, altri il coraggio, e altri ancora sé stessi, forse l'anima. Ma il peggio è quando non sai nemmeno più cosa hai smarrito."

 

genere: thriller

anno di pubblicazione: 2025

pagine: 288

editore: Newton Compton


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