mercoledì 27 maggio 2026

DOVE CADONO LE COMETE

 




Dove cadono le comete - Vito Di Battista - 

recensione a cura di Connie bandini


Nel romanzo di Vito di Battista – abruzzese, classe 1986 – ci sono un paese affacciato sul mare, le palafitte dei trabocchi, una comunità stretta attorno alle proprie abitudini e tre figure centrali, Olimpo, Anita ed Emma, che attraversano la Seconda guerra mondiale portandone i segni.

Ma non c’è solo questo. La storia è, prima di tutto, una riflessione sulla memoria e sulla necessità di raccontare. Raccontare come atto di resistenza al tempo, come antidoto alla scomparsa, come tentativo di salvare ciò che la Storia travolge. Le vicende individuali si intrecciano ai grandi eventi, ma non vengono mai schiacciate da essi; al contrario, è la vita minuta di un paese a diventare lente attraverso cui osservare la guerra, il dolore, le perdite e i cambiamenti.

Sviluppandosi lungo un arco temporale ampio, che va dagli anni Trenta fino ai Settanta, la vicenda segue il percorso di Olimpo, uomo mite e incline alla scrittura, che riesce a sottrarsi al destino paterno grazie alla parola. Accanto a lui c’è Anita, segnata nel corpo e nello sguardo da un incidente che la rende diversa agli occhi degli altri, ma non meno desiderabile né meno viva. E poi c’è Emma, figura marginale e insieme centrale, donna marchiata dal giudizio collettivo, portatrice di una sofferenza silenziosa che trova spazio solo nell’accudimento e nella dedizione.

La prosa dell’autore abruzzese ha un andamento fortemente orale, ritmato, fatto di ripetizioni, incisi, ritorni. Il narratore sembra parlare al lettore come farebbe una voce antica, che conosce già la fine delle storie ma sceglie di raccontarle lo stesso. Questo stile restituisce l’anima del paese: una comunità dove nulla accade davvero in solitudine e dove ogni destino è legato a quello degli altri.

È un microcosmo attraversato da vivi e morti, da chi resta e da chi parte, da colpe taciute e gesti di generosità improvvisa. La guerra, quando arriva, non fa che rendere più evidente la fragilità di equilibri già precari, portando alla luce ciò che era rimasto sepolto sotto la consuetudine.

Il romanzo riflette anche sul valore dell’immaginazione, che non va intesa come fuga, ma come strumento per dare forma a ciò che non ha trovato spazio nella realtà. Le storie scritte e raccontate diventano una promessa: quella che nulla vada perduto del tutto. 


genere: narrativa

anno di pubbòlicazione: 2025

pagine: 353

Editore: Feltrinelli


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