domenica 10 maggio 2026

CHE PACCHIA RAGAZZI! STORIE DIS-UMANE

 





Che pacchia ragazzi! Storie dis-umane Carmelo Pecora -

Recensione a cura di Dario Brunetti


Che pacchia ragazzi! Storie dis-umane è un’opera realizzata nel 2021 da Carmelo Pecora, scrittore ennese di nascita e forlivese d’adozione ed ex Ispettore Capo della Polizia Scientifica preso la Questura di Forlì.

Con Edizioni del Loggione ha realizzato questo volume che si avvale della prefazione di Franco Ronconi referente di Associazione Libera e delle incisive citazioni di Don Luigi Ciotti.

Che pacchia ragazzi storie dis-umane è un progetto letterario di elevato spessore culturale e sociale che affronta una tematica di forte rilevanza come l’immigrazione.

Carmelo Pecora, da sensibile e profondo narratore, trasforma quest’opera passando dalla cronaca di fatti realmente accaduti in storie di esseri umani che raccontano la loro esperienza vissuta.

Saranno loro i veri protagonisti attraverso le testimonianze, storie di prigionia, torture, vessazioni e resistenza e dove non tutte hanno una conclusione positiva; ci sono sogni che si sono potuti realizzare e dove la meta finale sarà la cosiddetta “terra promessa” in cui si può incominciare una nuova vita e ci sono speranze che si sono infrante, vite portate via da una violenza feroce e un destino crudele.

Ed è così che proprio il titolo Che pacchia ragazzi! assume un tono provocatorio verso quel pregiudizio razziale che tende a sminuirne il valore dello stesso migrante.

Ancora oggi si usa verso di loro, un tono discriminatorio aberrante e non si ricorda che sono esseri umani che scappano da regimi oppressivi, dalle guerre e dalla povertà; una fuga disperata che porta loro ad approdare nei nostri paesi.

Dare voce significa restituire loro dignità dal momento in cui ogni sbarco equivale a una speranza di salvezza.

Il testo di Carmelo Pecora ci invita a riflettere e cercare di smuovere le coscienze ma è rivolto soprattutto a coloro i quali tendono ad avere poca memoria storica; molto spesso l’indifferenza si abbatte sugli esseri umani perché rende invisibile chi ha sofferto.

Queste storie raccontate in un certo qual modo ci appartengono perché anche noi un tempo siamo stati migranti, basti pensare ai nostri nonni che avevano gli occhi pieni di speranze e hanno sofferto la guerra e la fame.

Bisogna imparare ad accogliere, è un dovere che ci spetta e riconoscere le sofferenze di una popolazione che ha vissuto nel trauma e che vive nella speranza di un futuro migliore.

Il migrante non è un estraneo, è uno di noi!

Cerchiamo di fare nostro questo concento, non penso sia così astratto e al tempo stesso colgo l’occasione di invitare le nuove generazioni ad approcciarsi alla lettura di questo progetto letterario affinché siano consapevoli e a distinguere la realtà e che non restino destabilizzati da un mondo pieno di odio e di disinformazione.


genere: narrativa

anno di pubblicazione: 2021

pagine: 240

editore: Edizioni del Loggione

 







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