Il morto al primo piano - Rebecca Quasi -
recensione a cura di Simonetta Locci
Il morto al primo piano e altre grane condominiali trasforma
un condominio in un piccolo universo fatto di tensioni, segreti, equivoci e
relazioni complicate. Tutto prende avvio dal ritrovamento del cadavere del
proprietario di uno degli appartamenti, un evento che sconvolge gli equilibri
dello stabile e fa ricadere immediatamente i sospetti su Alice.
La ragazza, che la vittima voleva sfrattare, è un’influencer
decisamente fuori dagli schemi: sui social si presenta infatti come madre di…
due bambole. Un dettaglio che alimenta pregiudizi e diffidenze, contribuendo a
renderla la principale indiziata agli occhi degli altri condomini.
L’indagine, però, si intreccia presto con le vite private di
chi abita il palazzo. Tra i personaggi spiccano Gabriele, sospeso da scuola
dopo una bravata, e Zeno, costretto a improvvisarsi vice genitore in assenza
della madre del ragazzo. Attorno a loro si muove una galleria di vicini
impiccioni, malintesi e situazioni esilaranti che alleggeriscono la tensione
senza svuotarla di significato.
Dietro l’ironia e i momenti più divertenti emergono infatti
riflessioni più profonde sui giudizi affrettati, sulla fragilità dei rapporti
umani e, allo stesso tempo, sulla loro capacità di resistere e creare legami
inattesi.
L’autrice colpisce per l’equilibrio con cui riesce a fondere
una scrittura piacevole e brillante con la tensione tipica del giallo,
mantenendo sempre spessore e autenticità. Lo stile curato e i dialoghi
particolarmente significativi rendono la lettura coinvolgente e mai banale.
genere: narrativa
annodi pubblicazione: 2026
pagine: 262
editore: Giunti

Nessun commento:
Posta un commento