giovedì 21 maggio 2026

AMABILI RESTI

 




Amabili resti - Alice Sebold –

recensione a cura di Stefania Calà

 

Susie Salmon ha 14 anni quando viene stuprata, uccisa e smembrata da un serial killer in un campo di granturco, in Pennsylvania. Del suo corpo viene ritrovato solo un gomito. È questo l'incipit del romanzo, tutto inizia con la morte di Susie, che, subito dopo, si ritrova in una sorta di terra di mezzo (che lei chiama "il mio Cielo") dalla quale continua a osservare cosa succede sulla terra e cosa fanno le persone a cui ha voluto bene.

La prospettiva è senz'altro originale, così come la scrittura, fresca e disinvolta. Susie partecipa emotivamente allo strazio del padre, all'angoscia repressa della madre (che, a un certo punto, lascia tutto e abbandona la famiglia, trovando così il modo per non lasciarsi schiacciare dal dolore), al primo amore dell'adorata sorella, alla crescita del fratellino. Osserva anche il suo assassino, impunito e libero. 

Susie prova a manifestarsi ai suoi cari, a volte ci riesce, ma resta ancorata in quel limbo, sia perché lei non riesce a staccarsi completamente dalla terra e sia perché il suo ricordo è troppo vivido in coloro che l'hanno amata. 

Non è un romanzo semplice da definire, non è propriamente un thriller ma non appartiene neanche al genere del paranormale. È piuttosto il tentativo di capire cosa succede all'anima di una persona quando muore, come si muove il suo spirito, come (forse) resta ancora accanto a noi. 

Senza dubbio l'autrice, nell'affrontare tale tematica, è stata influenzata dallo stupro che lei stessa subì quando era giovane studentessa universitaria. 

Nonostante l'originalità della trama e la scrittura gradevole, il libro non mi ha convinta del tutto. L'ho trovato lento e a tratti superficiale, ma sono curiosa di vedere il film tratto dal romanzo nel 2009 diretto da Peter Jackson (Premio Oscar per "Il Signore degli anelli").

Voto 6/10

Cit. "Per noi la vita è un eterno ieri."

Cit. "Ecco come si fa, si vive nonostante tutto."

Cit. "Salvando quell'istante con la mia macchina fotografica avevo trovato un modo per fermare il tempo e trattenerlo. Nessuno poteva portarmi via quell'immagine, perché mi apparteneva."


enere: narrativa

anno di pubblicazione: 201

pagine: 345

editore: edizioni e/o

 


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