mercoledì 20 maggio 2026

IL MIO NOME E' ROSSO

 





Il mio nome è rosso – Orhan Pamuk -

recensione a cura di Francesca Simoncelli

 

“Perché se dentro di te, inciso sul cuore, vive il volto della persona amata,  
il mondo è ancora la tua casa” 

 “Il mio nome è rosso” lo potrei definire il libro delle prime volte: la prima volta che leggo un romanzo di uno scrittore turco, tra l'altro vincitore del premio Nobel per la letteratura nel 2006; la prima volta che mi imbatto in un racconto polifonico, formato da tanti capitoli, ognuno dei quali viene narrato da una voce diversa: personaggi differenti che raccontano secondo il loro punto di vista, tra cui la morte, Satana e il colore rosso, che ha dato il nome al libro; la prima volta che mi avventuro nel mondo orientale della miniatura e delle antiche tradizioni coraniche. 

Ambientato alla fine del 1500 ad Istanbul, questo libro è un intreccio di romanzo d'amore e giallo: la storia d'amore tra la bella Sekure e l'ex miniaturista Nero si sovrappone all'enigma della morte del miniaturista Raffinato Effendi, tutto contornato da descrizioni della città, del palazzo del Sultano e dall'antica arte della miniatura. 

 Interessante scoprire alcuni aspetti di una religione diversa dalla propria: un particolare che mi ha fatto riflettere è che per l’ Islam veniva  considerato peccato disegnare in modo realistico gli esseri viventi, perché solo Allah aveva questo diritto, mentre agli umani era consentito disegnare solo quello che la mente vedeva, non quello che l'occhio guardava, quindi erano vietati loro i ritratti e le prospettive. 

 A tratti il romanzo risulta lento, perché troppo minuzioso quando parla delle miniature, descrivendo dettagliatamente i disegni, anche se devo dire che ho trovato alcune narrazioni molto poetiche: “le migliaia di uccelli di ogni specie, tra cui la saggia upupa, il passero saltellante, l'inesperto nibbio, l'usignolo poeta; i gatti quieti e i cani irrequieti, le nuvole frettolose; le graziose erbette ripetute in migliaia di disegni, le rocce ombreggiate in maniera impacciata e le decine di migliaia di cipressi, platani, melograni con le foglie disegnate a una a una con la pazienza di Giobbe” 

La scrittura di Orhan Pamuk, piacevole e suggestiva, tiene sempre acceso l'interesse e, fino alla fine, ci si domanda: " Ma insomma…Chi è l'assassino? "    Ed inoltre “ Come finirà la storia d’amore tra Sekure e Nero? ” 

 Lungo il corso della narrazione, si impara a conoscere i personaggi, che all'inizio sembrano così lontani, provenendo da un'altra cultura. 

“Il mio nome è rosso " è un libro da assaporare, non certamente da divorare, per poter apprezzare appieno un'arte antica come la miniatura, nei suoi piccoli e significativi dettagli e le peculiarità di una tradizione lontana da noi nello spazio e nel tempo. 

 È L'AMORE CHE FA DIVENTARE SCIOCCHE LE PERSONE O SONO SOLO GLI SCIOCCHI AD INNAMORARSI?  

 AL BUIO LE PAROLE HANNO LE ALI 


genere: narrativa

anno di pubblicazione: 1998

pagine: 456

editore: Einaudi

 


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