martedì 14 aprile 2026

RITORNO A CASA

 



Ritorno a casa - Kate Morton -

recensione a cura di Elisa Caccavale


In Ritorno a casa, la storia prende avvio quando una giornalista, Jess Turner, è costretta a tornare nella sua terra d’origine in Australia per recarsi al capezzale dell’amata nonna Nora, che l’ha cresciuta e che ora giace esanime in un letto d’ospedale in seguito ad una caduta. Una volta tornata in Australia si imbatte in un mistero del passato rimasto irrisolto per decenni: un evento tragico che ha segnato profondamente la sua famiglia e l’intera comunità locale. Attraverso documenti, ricordi e testimonianze, la protagonista inizia a ricostruire una vicenda complessa che affonda le radici in segreti, legami familiari e tensioni mai del tutto sopite, in un continuo dialogo tra passato e presente che lascia intravedere verità ancora nascoste.

Ritorno a casa è un romanzo che si inserisce perfettamente nello stile narrativo di Kate Morton: una storia ampia, stratificata, che intreccia passato e presente attraverso misteri familiari e segreti sepolti. Al centro del libro c’è un’indagine emotiva e narrativa che scava nelle relazioni, nelle identità e nei traumi ereditati.

Uno degli aspetti più riusciti è senza dubbio l’introspezione psicologica. Morton dimostra grande abilità nel delineare i personaggi, rendendoli complessi, sfaccettati e credibili. Le loro motivazioni emergono lentamente, attraverso ricordi, silenzi e rivelazioni, coinvolgendo il lettore in un percorso emotivo profondo. È proprio questa dimensione interiore a costituire il cuore pulsante del romanzo.

Tuttavia, il libro presenta anche alcune criticità. In primo luogo, la lunghezza: la narrazione risulta a tratti dispersiva, con una quantità eccessiva di sottotrame e dettagli che appesantiscono il ritmo. L’impressione è quella di una storia con “troppa carne al fuoco”, in cui non tutti gli elementi trovano uno sviluppo davvero necessario o incisivo.

Inoltre, lo stratagemma del “libro nel libro” (a cui fa ricorso ad un certo punto della narrazione) pur coerente con il gioco di livelli narrativi tipico dell’autrice, finisce per risultare un po’ stucchevole. Invece di arricchire la struttura, tende a rallentare ulteriormente la lettura e a creare una distanza emotiva, come se il lettore fosse continuamente riportato fuori dalla trama principale.

In conclusione, Ritorno a casa è un romanzo affascinante per chi ama le storie familiari e le vicende dense di mistero e introspezione, ma richiede pazienza e disponibilità ad affrontare una narrazione ampia e talvolta ridondante. Un libro che colpisce più per la profondità psicologica che per l’efficacia narrativa complessiva.

genere: Narrativa

anno di pubblicazione: 2024

pgine: 606

editore: Harper Collins

 


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