lunedì 13 aprile 2026

TEDDY

 






Teddy - Jason Rekulak -

recensione a cura di Lilli Luini 


Di questo libro, uscito nel 2022 per Giunti, mi ha incuriosito la copertina – un disegno infantile – e lo strillo, che lo accreditava di un elogio da parte di Stephen King.

Ora, a lettura terminata, le mie sensazioni sono contraddittorie.

Ma andiamo con ordine.

Mallory Quinn ha ventun anni e si è da poco disintossicata. Prima di cadere nel baratro della droga era un’atleta e un atleta è anche il suo sponsor Russel. Un giorno costui le annuncia che c’è un lavoro per lei, baby sitter in una splendida villa del New Jersey. I coniugi Maxwell hanno un figlio di cinque anni, Teddy appunto, e sono appena rientrati dopo anni passati a Barcellona. Giustamente Mallory si chiede: e prenderebbero una con il mio passato? Sì, perché la signora lavora all’ospedale dei veterani, ha a che fare ogni giorno con la tossicodipendenza e al confronto la storia di Mallory è all’acqua di rose.

Il ragazzino si affeziona subito alla nuova baby sitter, che viene alloggiata in una dependance della villa in cui, si racconta in paese, è avvenuto un omicidio. È il primo elemento disturbante che l’autore inserisce nel quadro da mulino bianco di questa famiglia.

Ben presto capiamo il senso della copertina: Teddy disegna. Non l’ha sempre fatto, solo da quando abitano in quella casa e questo è il secondo elemento che introduce la vicenda. I disegni di Teddy ci sono tutti, nel libro, e assistiamo via via al loro cambiamento, al loro divenire sempre più inquietanti.

Non siamo in presenza di una storia che si distingue per originalità o forza, neppure per credibilità (ci sono elementi soprannaturali alla King, lo dico per onestà verso quei lettori che non li sopportano). Però… però l’ho letto in un giorno, prigioniera delle atmosfere che l’autore è riuscito a creare, di una suspence che l’ambientazione, passando da un estremo all’altro anche solo grazie ai cambiamenti meteo, rende qua è là davvero notevole.

Il bambino è un tesoro, ovviamente, e suscita molta empatia. Nel personaggio di Mallory si riesce a immergersi pur senza sapere quasi nulla di lei e del suo vissuto.

Dicevo all’inizio che ne sono uscita con sensazioni contraddittorie: siamo in presenza di un thriller con accenni horror come tanti altri, senza infamia e senza lode. Dall’altro riesce a prenderti per mano e portarti dentro una storia un po’ banale, alquanto improbabile, per certi versi impossibile, e fartela bere fino all’ultima goccia.

Ideale per momenti di noia, tipo attese in aeroporto, viaggi lunghi eccetera. Passa il tempo che neanche ti accorgi.



genere: thriller

anno di pubblicazione: 2022

pagine: 416

editore: Giunti

 


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