Teddy - Jason Rekulak -
recensione a cura di Lilli Luini
Di questo libro, uscito nel 2022 per Giunti, mi ha incuriosito la copertina – un disegno infantile – e lo strillo, che lo accreditava di un elogio da parte di Stephen King.
Ora, a lettura terminata, le mie
sensazioni sono contraddittorie.
Ma andiamo con ordine.
Mallory Quinn ha ventun anni e si
è da poco disintossicata. Prima di cadere nel baratro della droga era un’atleta
e un atleta è anche il suo sponsor Russel. Un giorno costui le annuncia che c’è
un lavoro per lei, baby sitter in una splendida villa del New Jersey. I coniugi
Maxwell hanno un figlio di cinque anni, Teddy appunto, e sono appena rientrati
dopo anni passati a Barcellona. Giustamente Mallory si chiede: e prenderebbero
una con il mio passato? Sì, perché la signora lavora all’ospedale dei veterani,
ha a che fare ogni giorno con la tossicodipendenza e al confronto la storia di
Mallory è all’acqua di rose.
Il ragazzino si affeziona subito
alla nuova baby sitter, che viene alloggiata in una dependance della villa in
cui, si racconta in paese, è avvenuto un omicidio. È il primo elemento
disturbante che l’autore inserisce nel quadro da mulino bianco di questa
famiglia.
Ben presto capiamo il senso della
copertina: Teddy disegna. Non l’ha sempre fatto, solo da quando abitano in
quella casa e questo è il secondo elemento che introduce la vicenda. I disegni
di Teddy ci sono tutti, nel libro, e assistiamo via via al loro cambiamento, al
loro divenire sempre più inquietanti.
Non siamo in presenza di una
storia che si distingue per originalità o forza, neppure per credibilità (ci
sono elementi soprannaturali alla King, lo dico per onestà verso quei lettori
che non li sopportano). Però… però l’ho letto in un giorno, prigioniera delle
atmosfere che l’autore è riuscito a creare, di una suspence che
l’ambientazione, passando da un estremo all’altro anche solo grazie ai
cambiamenti meteo, rende qua è là davvero notevole.
Il bambino è un tesoro,
ovviamente, e suscita molta empatia. Nel personaggio di Mallory si riesce a
immergersi pur senza sapere quasi nulla di lei e del suo vissuto.
Dicevo all’inizio che ne sono
uscita con sensazioni contraddittorie: siamo in presenza di un thriller con
accenni horror come tanti altri, senza infamia e senza lode. Dall’altro riesce
a prenderti per mano e portarti dentro una storia un po’ banale, alquanto
improbabile, per certi versi impossibile, e fartela bere fino all’ultima
goccia.
Ideale per momenti di noia, tipo
attese in aeroporto, viaggi lunghi eccetera. Passa il tempo che neanche ti
accorgi.
genere: thriller
anno di pubblicazione: 2022
pagine: 416
editore: Giunti

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