giovedì 12 marzo 2026

IL VILLAGGIO PERDUTO

 




Il villaggio perduto - Camilla Sten -

recensione a cura di Elisa Caccavale


Il villaggio perduto (Camilla Sten, Fazi editore, collana Darkside) è un romanzo che si colloca con grande efficacia sul confine tra thriller e horror, costruendo una narrazione capace di catturare il lettore fin dalle prime pagine. La storia ruota attorno al mistero di un villaggio minerario svedese abbandonato, dove negli anni Cinquanta l’intera popolazione sembra essere svanita nel nulla. Decenni dopo, una giovane documentarista decide di indagare su quella scomparsa insieme a una piccola troupe, ma ciò che inizia come una ricerca storica si trasforma presto in un’esperienza sempre più disturbante.

Il principale punto di forza del romanzo è proprio la sua straordinaria capacità di coinvolgimento. Sten costruisce un intreccio serrato e alterna abilmente due piani temporali – il passato del villaggio e il presente della spedizione – mantenendo alta la tensione narrativa. Il lettore è costantemente spinto ad andare avanti, trascinato dal desiderio di comprendere cosa sia realmente accaduto.

Ancora più riuscita è l’atmosfera. Il libro riesce infatti a generare un sottile e persistente stato di inquietudine: non tanto attraverso eventi esplicitamente terrificanti, quanto grazie a una sensazione crescente di disagio, di isolamento e di minaccia indefinita. Il villaggio abbandonato, immerso nella foresta e segnato da una storia oscura, diventa quasi un personaggio a sé, capace di evocare una tensione psicologica continua. È proprio questa capacità di muoversi sul filo tra thriller investigativo e suggestione horror a rappresentare uno dei maggiori pregi del romanzo.

Purtroppo, però, il libro cade nel finale. Dopo aver costruito con grande abilità un mistero fitto e inquietante, la conclusione appare poco convincente e difficilmente verosimile. La spiegazione degli eventi risulta forzata rispetto all’atmosfera che aveva sorretto tutta la narrazione e lascia la sensazione che la soluzione non sia all’altezza delle aspettative create nel corso della lettura.

In definitiva, Il villaggio perduto resta comunque un romanzo estremamente coinvolgente e atmosferico, capace di tenere il lettore incollato alle pagine e di generare una tensione psicologica molto efficace. Peccato per un finale che indebolisce parzialmente un libro che, per gran parte della sua durata, riesce invece a costruire un’esperienza di lettura davvero intensa e inquietante.


genere: thriller

anno di pubblicazione: 2024

pagine: 366

editore: Fazi

 


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