Gli struzzi – Luana Paladino –
recensione a cura di Francesca Tornabene
Fuga o resistenza? In questo dilemma si consuma la danza
silenziosa degli Struzzi, prigionieri di un tempo che non è lineare, ma un
labirinto.
Se la loro scelta suggerisce la cecità, la fuga della
realtà, o il nascondere la testa sotto la sabbia, il libro di Luana si rivela
invece come una grande matrioska della memoria.
Non ci sono fronzoli: Ogni pezzo porta ad un altro più
piccolo, rivelando sotto ogni strato dettagli e verità sempre più intime dei
personaggi.
È proprio questo paradosso ad avermi letteralmente
ammaliata.
La scrittura di Luana è accessibile, sensoriale ed
evocativa.
Con essa sviscera il suo smisurato amore per Catania,
rendendola una presenza viva, una testimone in grado di riflettere i silenzi,
le resistenze e le emozioni delle due voci narranti.
La semplicità della sua prosa mi ha accompagnata con
delicatezza verso rivelazioni che altrimenti sarebbero state troppo dolorose.
La struttura è come un abito che Luana cuce su misura per le
sue storie.
Ne "Gli struzzi" ha creato un gioco di specchi in
cui si alternano una donna e un uomo, uniti dal sacro vincolo del matrimonio.
Ho vissuto ogni stadio del loro legame, che è insieme
rifugio e fuga.
Un amore che non è solo un sentimento ma memoria e sigillo
di questa storia.
Bisogna arrivare alla fine per ricomporre il mosaico, per
capire cosa si nasconda sotto l'ultima matrioska del cuore umano e quale verità
celi quel labirinto di prospettive.
Sono stata testimone dei pensieri di Agnese e Arturo.
Custode del loro segreto e della fragilità del loro legame.
Ed è proprio la fragilità il ponte che mi ha avvicinata ai
personaggi: trasformando la paura di rompere l'equilibrio della matrioska nel
timore universale di guardarsi dentro e lasciare andare.
È la consapevolezza che tutto possa frantumarsi da un
momento all'altro che ha reso prezioso ogni gesto tra i due amanti. Gesti
spesso custoditi solo tra pieghe della memoria.
Ho cercato di catturarne la bellezza in un fermo immagine statico, fatto di
emozioni sospese: un disegno che ritroverò ogni volta che terrò il libro tra le
mie dita.
genere: narrativa
anno di pubblicazione: 2025
pagine:172
editore: Algra

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