Genie la matta - Ines Cagnati -
recensione di Alice Bassoli
La storia è raccontata attraverso lo sguardo di una bambina.
L’infanzia, invece di essere un rifugio, diventa il luogo in cui si assorbono
violenza, miseria e grandi, enormi silenzi.
La prosa è essenziale, quasi scarna perché pare non esserci
spazio per il superfluo. Inès Cagnati costruisce un’atmosfera soffocante, fatta
di campagna, isolamento e tensioni familiari, dove i rapporti sono segnati da
durezza e incomprensione.
Uno degli aspetti più forti del romanzo è il modo in cui
affronta il tema della madre. La maternità viene mostrata nella sua forma più
cruda, fatta di fatica, frustrazione e incapacità di amare nel modo in cui ci
si aspetterebbe. È proprio questa mancanza a generare un senso di inquietudine
che accompagna tutta la lettura.
È una storia intensa che ti si incastra dentro, una lettura
che angoscia. Potentissimo.
genere: narrativa
pagine: 184
anno di pubblicazione: 2022
editore: Adelphi

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