sabato 28 marzo 2026

ALTRI LIBERTINI

 




Altri libertini - Pier Vittorio Tondelli -

recensione a cura di Alice Bassoli


Pubblicato nel 1980, l’esordio di Tondelli fu sequestrato per oscenità. Più che un romanzo tradizionale, Altri libertini è una raccolta di racconti legati tra loro, una sorta di mosaico di vite. L’ambientazione è l’Emilia degli anni Settanta: città di provincia, stazioni, bar, appartamenti condivisi, strade percorse senza una vera meta. I protagonisti sono giovani ai margini: studenti, tossicodipendenti, ragazzi in fuga, persone che cercano un loro posto nel mondo, e che non lo trovano.Amicizie disperate, sesso, solitudine e un continuo tentativo di riempire un vuoto incolmabile, in realtà. La forza del libro sta soprattutto nella scrittura. Tondelli usa un linguaggio vicino al parlato, ma costruito con grande consapevolezza: frasi piene di slang, dialetto, bestemmie vere e proprie, contaminazioni che accorciano le distanze tra i personaggi e il lettore. Il libro attraversa diversi temi: la marginalità, l’identità, soprattutto quella sessuale, la provincia e il desiderio di fuga, l’amicizia come forma di sopravvivenza, la solitudine. Soprattutto, racconta un vuoto profondo. I personaggi cercano di colmarlo in molti modi, nei corpi, nelle sostanze, nel movimento continuo, ma senza riuscirci davvero. Dentro questo flusso continuo, sporco e vitale, uno dei punti fermi è il Postoristoro, il bar della stazione di Reggio Emilia che dà il titolo al primo racconto. Un luogo di passaggio frequentato da anime in sospeso: tossici, puttane, emarginati. In Mimi e Istrioni seguiamo le scorribande di quattro ragazze, tra eccessi e leggerezza, in un racconto che ha il tono di una corsa scomposta e disperata. Il Viaggio è invece un attraversamento più intimo, tra desiderio, corpo, perdita e autodistruzione. Nel racconto che dà il titolo al libro, Altri libertini, troviamo una dinamica quasi teatrale: un gruppo, un equilibrio fragile e l’irruzione di una figura che lo incrina. I personaggi di Tondelli sono sempre in movimento: cercano amore, identità e appartenenza. Si spostano da un luogo all’altro, da un corpo all’altro, spesso perdendosi, attraversati da un bisogno disperato di amore, di riconoscimento, di essere visti. Quello che resta è una profonda umanità. Tondelli sembra stare dalla parte degli ultimi, di chi vive ai margini, di chi viene guardato con fastidio. 

genere: narrativa

anno di pubblicazione: 1980

pagine: 208

editore: Feltrinelli


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