Altri libertini - Pier Vittorio Tondelli -
recensione a cura di Alice Bassoli
Pubblicato nel 1980, l’esordio di Tondelli fu sequestrato
per oscenità. Più che un romanzo tradizionale, Altri libertini è una raccolta
di racconti legati tra loro, una sorta di mosaico di vite. L’ambientazione
è l’Emilia degli anni Settanta: città di provincia, stazioni, bar, appartamenti
condivisi, strade percorse senza una vera meta. I protagonisti sono giovani ai
margini: studenti, tossicodipendenti, ragazzi in fuga, persone che cercano un loro
posto nel mondo, e che non lo trovano.Amicizie disperate, sesso, solitudine e
un continuo tentativo di riempire un vuoto incolmabile, in realtà. La
forza del libro sta soprattutto nella scrittura. Tondelli usa un linguaggio
vicino al parlato, ma costruito con grande consapevolezza: frasi piene di
slang, dialetto, bestemmie vere e proprie, contaminazioni che accorciano le
distanze tra i personaggi e il lettore. Il libro attraversa diversi temi: la
marginalità, l’identità, soprattutto quella sessuale, la provincia e il
desiderio di fuga, l’amicizia come forma di sopravvivenza, la solitudine. Soprattutto,
racconta un vuoto profondo. I personaggi cercano di colmarlo in molti modi, nei
corpi, nelle sostanze, nel movimento continuo, ma senza riuscirci davvero. Dentro
questo flusso continuo, sporco e vitale, uno dei punti fermi è il Postoristoro,
il bar della stazione di Reggio Emilia che dà il titolo al primo racconto. Un
luogo di passaggio frequentato da anime in sospeso: tossici, puttane,
emarginati. In Mimi e Istrioni seguiamo le scorribande di quattro ragazze, tra
eccessi e leggerezza, in un racconto che ha il tono di una corsa scomposta e
disperata. Il Viaggio è invece un attraversamento più intimo, tra
desiderio, corpo, perdita e autodistruzione. Nel racconto che dà il
titolo al libro, Altri libertini, troviamo una dinamica quasi teatrale: un
gruppo, un equilibrio fragile e l’irruzione di una figura che lo incrina. I
personaggi di Tondelli sono sempre in movimento: cercano amore, identità e appartenenza.
Si spostano da un luogo all’altro, da un corpo all’altro, spesso perdendosi, attraversati
da un bisogno disperato di amore, di riconoscimento, di essere visti. Quello
che resta è una profonda umanità. Tondelli sembra stare dalla parte degli
ultimi, di chi vive ai margini, di chi viene guardato con fastidio.
genere: narrativa
anno di pubblicazione: 1980
pagine: 208
editore: Feltrinelli

Nessun commento:
Posta un commento