Casa Howard - Edward Morgan Forster
Recensione
di Miriam Donati
"La discussione mantiene viva una casa. Non può reggersi solo di mattoni e malta."
Forster,
utilizzando tre famiglie, i Wilcox, gli Schlegel e i Bast, scrive una storia
intricata che parla del conflitto di classe ed espone i cambiamenti che stavano
lentamente travolgendo l'Inghilterra durante l'epoca edoardiana.
Le tre famiglie rappresentano tre classi sociali. I Wilcox sono la ricca classe
medio-alta, solida, materialista e pratica che tiene in moto la ruota economica
dell'Inghilterra e che controlla l'etica del lavoro. Eccessivamente preoccupati
per il denaro e lo status, e per acquisirne di più, rappresentano più o meno la
rigidità convenzionale vittoriana. Gli Schlegel sono progressisti, idealisti
intellettuali e culturali, rappresentano un settore diverso della classe
medio-alta liberale, si preoccupano dell'istruzione, dell'arte, dei libri e
delle passioni dell'anima. E i Bast rappresentano la classe medio-bassa
svantaggiata o meglio "vittimizzata", priva della ricchezza e della
cultura per migliorarsi. Attraverso la storia, Forster denuncia la differenza
di classe e l'ipocrisia intrinseca dei ricchi convenzionali.
Il romanzo del 1910 ha un sapore shakespeariano di buone intenzioni che portano
a conseguenze indesiderate.
Lettere
urgenti tra sorelle danno il via alla trama sullo scontro tra queste famiglie
molto diverse. La sorella minore Helen Schlegel, in visita alla tenuta rurale "Casa
Howard" della ricca e conservatrice famiglia Wilcox, scrive a Margaret
di essere innamorata di uno dei loro figli, Paul, e di volerlo sposare (il
desiderio è nato da un singolo bacio impulsivo). Margaret esorta la zia ad
andare lì per assicurarsi che i Wilcox siano "persone come loro".
Al suo arrivo, Helen ha già litigato con Paul, che è diretto in Nigeria per
gestire la piantagione di gomma della famiglia e nell'imbarazzante periodo
successivo al momentaneo intreccio romantico, Helen scorda l'attrazione
rapidamente sviluppata per il mondo dei Wilcox e si ritrae con repulsione dal
loro impoetico pragmatismo. Poi, inaspettatamente, Henry Wilcox affitta la casa
londinese di fronte a quella degli Schlegel, e Margaret si ritrova attratta a
sua volta dalla famiglia, attraverso Ruth, che, esercitando su di lei
un'influenza straordinaria, sviluppa un particolare attaccamento. Ruth è una
creatura completamente diversa dagli altri Wilcox. Forster la presenta "mentre
camminava silenziosamente sul prato, e in realtà aveva un filo di fieno tra le
mani. Sembrava appartenere non ai giovani e alla loro automobile, ma alla casa
e all'albero che la ombreggiava. Si capiva che adorava il passato, e che la
saggezza istintiva che solo il passato può conferire era discesa su di
lei...". La casa a cui appartiene è Howards End, la vuole
mostrare a Margaret, ma muore prima di poterlo fare, infondendo nella sua
giovane amica il suo amore mistico per essa. Sconvolta nell'apprendere che gli
Schlegel stanno perdendo la loro - il contratto d'affitto è scaduto - cerca di
lasciarla in eredità a Margaret sul letto di morte. I Wilcox ignorano il suo
desiderio, che sembra loro incomprensibile, e Margaret lo scoprirà solo anni
dopo.
Pertanto l'impulso di Helen verso una relazione amorosa con Paul ha avuto come
conseguenza impensata una speciale amicizia tra Margaret e Ruth e un atto
nascosto di generosità. Ha anche portato Margaret a un maggiore contatto con il
vedovo Henry e a una sorprendente storia d'amore tra opposti: lei che sarebbe
troppo riduttivo definire una proto-femminista, sebbene, certamente a
differenza di Ruth, sia a favore del suffragio, è una liberal che ammira la
letteratura e le arti e sostiene programmi per i poveri, e lui un industriale
pragmatico che crede fermamente nella superiorità genetica della sua classe.
L'altra
conseguenza indesiderata si verifica quando Helen prende per errore l'ombrello
di Leonard Bast dopo uno spettacolo teatrale. Quando passa a recuperarlo, le
sorelle scoprono di ammirare la sua ambizione di immergersi nella letteratura e
di farsi strada partendo dalla sua umile posizione di impiegato. Margaret
insiste con Henry per avere un consiglio che lo aiuti a migliorare la sua
posizione, il che si rivela disastroso per Leonard e sua moglie quando seguono
il suo consiglio. Questo destino rende Helen ancora più ostile ai Wilcox e crea
una seria frattura nel suo rapporto con Margaret.
Uno
dei temi affrontati da Forster è il dibattito filosofico su cosa sia la vita:
il mondo esterno dei "telegrammi e della rabbia", come lo
chiama Forster, o il mondo interiore delle relazioni personali e delle
emozioni. Margaret Schlegel pensa che la gloria della vita sia "solo la
connessione", intendendo la connessione con le persone a livello
personale ed emotivo, mentre Henry Wilcox ritiene che “solo la
concentrazione", ovvero la condotta rigida, convenzionale e priva di
emozioni del mondo esterno, sia la "vera vita".
Il
progetto di Forster, se così si può dire, è quello di lavorare per riconciliare
l'inconciliabile e cioè romanticismo e modernismo e i mondi di Margaret
Schlegel e Henry Wilcox. Forster lascia
che Margaret lo sostituisca. È la grande mediatrice, la grande riconciliatrice.
Quando si innamora di Henry, cerca di mediare tra lui e la sorella ribelle;
quando la consulenza finanziaria da lui offerta rovina Leonard Bast, lei cerca
di colmare il divario che Henry ha scavato tra le sue azioni e le loro
implicazioni per fargli comprendere il concetto di responsabilità personale. Il
divario di pensiero prima del suo intervento è ben espresso dal desiderio delle
sorelle Schlegel di aiutare il poetico, perduto e insolvente Leonard e
l'avvertenza di Henry, "I poveri sono poveri. Si prova pena per loro,
ma questo è tutto".
Una
volta diventata la signora Wilcox, Margaret trova il suo ruolo e lascia che i
suoi sentimenti verso le persone guidino le sue riserve intellettuali.
Alla
fine, si percepisce la riconciliazione tra i diversi filoni del romanzo
(compresi quelli della trama) anche se non si riesce a far combaciare
perfettamente Henry Wilcox e Margaret Schlegel nella propria testa. Ciò che si
percepisce è l'euforia dello spostamento di montagne che l'autore ha dovuto
affrontare per portare questi due mondi in tandem – se non proprio in armonia –
tra loro.
Margaret
affronta Henry per l'inadeguatezza della sua visione sociale, politica e
morale, e alla fine è lei a unire le fazioni opposte. È come se Forster vedesse
una donna, o meglio le donne, come il fattore decisivo nel trasformare la
società inglese convenzionale in una più liberale e tollerante. La sua
prospettiva pre-femminista è chiaramente espressa a eccezione del personaggio
di Jacky che è una caricatura. È soprattutto un espediente narrativo il cui
passato travagliato serve da legame per far esplodere uno dei conflitti.
Henry
Wilcox è una figura disegnata benissimo, è il tipo di uomo che predilige la
logica alle persone ed è sempre in grado di argomentare razionalmente anche le
azioni più indifferenti o egoiste. Il difetto di Henry è che non riconosce pari
dignità all'esistenza di un mondo che non conosce, ma di cui nello stesso tempo
è attratto anche se non lo capisce a fondo. È quella combinazione di amore e
condiscendenza che è la stessa che aveva per Ruth e poi estende a Margaret.
Semplicemente non vede il rovescio della medaglia; la sua assoluta fiducia
nella giustezza delle sue idee e azioni non è presuntuosa ma, ingenua. È
convinto che il suo genere, la sua classe sociale, la sua ricchezza, il suo
acume negli affari lo abbiano avvolto come un enorme e costoso cappotto,
sottraendolo a un mondo di relazioni di cui Margaret non riesce più a tollerare
l'ignoranza. Quando la tragedia – da cui la sua classe sociale dovrebbe
proteggerlo – lo travolge, e lui dice a Margaret di essere distrutto, lo è
veramente.
Le
sorelle sono straordinariamente vivide e vere; ci sono due scene tra loro che
lo sottolineano: una in cui Margaret annuncia a Helen il suo matrimonio e
l'altra, ancora più bella, quando, nonostante le confusioni e gli
allontanamenti, decidono di trascorrere una notte da sole a Casa Howard.
Helen
è il personaggio che si comporta in modo più radicale secondo i canoni della
società edoardiana, e persino coloro che la amano, come i suoi fratelli,
ammettono ripetutamente che è strana, fin troppo impulsiva e fa disastri senza
curarsi poi di rimediare.
Il fallimento nella vita del figlio di Henry, Charles, è rappresentato molto
meglio dagli scarti della sua vita familiare: i suoi troppi figli, la sua
scarsa prosperità e la sua ansia per la propria posizione sociale, che dal
fatto che sia diventato un assassino.
Casa
Howard è praticamente il simbolo dell’Inghilterra. Scritto in un'epoca in cui
l'Inghilterra stava lentamente uscendo dalle convenzioni e si stava muovendo
verso il liberalismo, Forster solleva la questione a chi appartenga
l'Inghilterra. Casa Howard appartiene finalmente a Henry, Margaret, Helen e al
figlio di Helen avuto da Leonard Bast. E simbolicamente questo indica una
fusione di classi che offusca i confini. Questa era forse la profezia di
Forster sul crollo del sistema di classe in futuro.
La scrittura di Forster è gradevole. La prosa poetica e fiorita e le splendide
metafore ne rendono la lettura piacevole anche se le descrizioni colorate e
pittoresche rendono la scrittura più in linea con l'epoca vittoriana
precedente.
Casa
Howard è
un romanzo ben riuscito. I pezzi si incastrano, i personaggi sono quasi tutti
ben costruiti, il tema arriva al lettore senza troppe difficoltà. I ricchi
restano tali, i poveri soffrono e quelli di mezzo se la cavano, forse con un
po' di tormento mentale ma senza vere difficoltà.
Genere: Narrativa
Anno di pubblicazione 1910

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