giovedì 26 marzo 2026

CASA HOWARD

 






Casa Howard - Edward Morgan Forster

Recensione di Miriam Donati


"La discussione mantiene viva una casa. Non può reggersi solo di mattoni e malta."

Forster, utilizzando tre famiglie, i Wilcox, gli Schlegel e i Bast, scrive una storia intricata che parla del conflitto di classe ed espone i cambiamenti che stavano lentamente travolgendo l'Inghilterra durante l'epoca edoardiana.
Le tre famiglie rappresentano tre classi sociali. I Wilcox sono la ricca classe medio-alta, solida, materialista e pratica che tiene in moto la ruota economica dell'Inghilterra e che controlla l'etica del lavoro. Eccessivamente preoccupati per il denaro e lo status, e per acquisirne di più, rappresentano più o meno la rigidità convenzionale vittoriana. Gli Schlegel sono progressisti, idealisti intellettuali e culturali, rappresentano un settore diverso della classe medio-alta liberale, si preoccupano dell'istruzione, dell'arte, dei libri e delle passioni dell'anima. E i Bast rappresentano la classe medio-bassa svantaggiata o meglio "vittimizzata", priva della ricchezza e della cultura per migliorarsi. Attraverso la storia, Forster denuncia la differenza di classe e l'ipocrisia intrinseca dei ricchi convenzionali.
Il romanzo del 1910 ha un sapore shakespeariano di buone intenzioni che portano a conseguenze indesiderate.

Lettere urgenti tra sorelle danno il via alla trama sullo scontro tra queste famiglie molto diverse. La sorella minore Helen Schlegel, in visita alla tenuta rurale "Casa Howard" della ricca e conservatrice famiglia Wilcox, scrive a Margaret di essere innamorata di uno dei loro figli, Paul, e di volerlo sposare (il desiderio è nato da un singolo bacio impulsivo). Margaret esorta la zia ad andare lì per assicurarsi che i Wilcox siano "persone come loro". Al suo arrivo, Helen ha già litigato con Paul, che è diretto in Nigeria per gestire la piantagione di gomma della famiglia e nell'imbarazzante periodo successivo al momentaneo intreccio romantico, Helen scorda l'attrazione rapidamente sviluppata per il mondo dei Wilcox e si ritrae con repulsione dal loro impoetico pragmatismo. Poi, inaspettatamente, Henry Wilcox affitta la casa londinese di fronte a quella degli Schlegel, e Margaret si ritrova attratta a sua volta dalla famiglia, attraverso Ruth, che, esercitando su di lei un'influenza straordinaria, sviluppa un particolare attaccamento. Ruth è una creatura completamente diversa dagli altri Wilcox. Forster la presenta "mentre camminava silenziosamente sul prato, e in realtà aveva un filo di fieno tra le mani. Sembrava appartenere non ai giovani e alla loro automobile, ma alla casa e all'albero che la ombreggiava. Si capiva che adorava il passato, e che la saggezza istintiva che solo il passato può conferire era discesa su di lei...". La casa a cui appartiene è Howards End, la vuole mostrare a Margaret, ma muore prima di poterlo fare, infondendo nella sua giovane amica il suo amore mistico per essa. Sconvolta nell'apprendere che gli Schlegel stanno perdendo la loro - il contratto d'affitto è scaduto - cerca di lasciarla in eredità a Margaret sul letto di morte. I Wilcox ignorano il suo desiderio, che sembra loro incomprensibile, e Margaret lo scoprirà solo anni dopo. 
Pertanto l'impulso di Helen verso una relazione amorosa con Paul ha avuto come conseguenza impensata una speciale amicizia tra Margaret e Ruth e un atto nascosto di generosità. Ha anche portato Margaret a un maggiore contatto con il vedovo Henry e a una sorprendente storia d'amore tra opposti: lei che sarebbe troppo riduttivo definire una proto-femminista, sebbene, certamente a differenza di Ruth, sia a favore del suffragio, è una liberal che ammira la letteratura e le arti e sostiene programmi per i poveri, e lui un industriale pragmatico che crede fermamente nella superiorità genetica della sua classe.

L'altra conseguenza indesiderata si verifica quando Helen prende per errore l'ombrello di Leonard Bast dopo uno spettacolo teatrale. Quando passa a recuperarlo, le sorelle scoprono di ammirare la sua ambizione di immergersi nella letteratura e di farsi strada partendo dalla sua umile posizione di impiegato. Margaret insiste con Henry per avere un consiglio che lo aiuti a migliorare la sua posizione, il che si rivela disastroso per Leonard e sua moglie quando seguono il suo consiglio. Questo destino rende Helen ancora più ostile ai Wilcox e crea una seria frattura nel suo rapporto con Margaret.

Uno dei temi affrontati da Forster è il dibattito filosofico su cosa sia la vita: il mondo esterno dei "telegrammi e della rabbia", come lo chiama Forster, o il mondo interiore delle relazioni personali e delle emozioni. Margaret Schlegel pensa che la gloria della vita sia "solo la connessione", intendendo la connessione con le persone a livello personale ed emotivo, mentre Henry Wilcox ritiene che “solo la concentrazione", ovvero la condotta rigida, convenzionale e priva di emozioni del mondo esterno, sia la "vera vita".

Il progetto di Forster, se così si può dire, è quello di lavorare per riconciliare l'inconciliabile e cioè romanticismo e modernismo e i mondi di Margaret Schlegel e Henry Wilcox.  Forster lascia che Margaret lo sostituisca. È la grande mediatrice, la grande riconciliatrice. Quando si innamora di Henry, cerca di mediare tra lui e la sorella ribelle; quando la consulenza finanziaria da lui offerta rovina Leonard Bast, lei cerca di colmare il divario che Henry ha scavato tra le sue azioni e le loro implicazioni per fargli comprendere il concetto di responsabilità personale. Il divario di pensiero prima del suo intervento è ben espresso dal desiderio delle sorelle Schlegel di aiutare il poetico, perduto e insolvente Leonard e l'avvertenza di Henry, "I poveri sono poveri. Si prova pena per loro, ma questo è tutto".

Una volta diventata la signora Wilcox, Margaret trova il suo ruolo e lascia che i suoi sentimenti verso le persone guidino le sue riserve intellettuali.

Alla fine, si percepisce la riconciliazione tra i diversi filoni del romanzo (compresi quelli della trama) anche se non si riesce a far combaciare perfettamente Henry Wilcox e Margaret Schlegel nella propria testa. Ciò che si percepisce è l'euforia dello spostamento di montagne che l'autore ha dovuto affrontare per portare questi due mondi in tandem – se non proprio in armonia – tra loro. 

Margaret affronta Henry per l'inadeguatezza della sua visione sociale, politica e morale, e alla fine è lei a unire le fazioni opposte. È come se Forster vedesse una donna, o meglio le donne, come il fattore decisivo nel trasformare la società inglese convenzionale in una più liberale e tollerante. La sua prospettiva pre-femminista è chiaramente espressa a eccezione del personaggio di Jacky che è una caricatura. È soprattutto un espediente narrativo il cui passato travagliato serve da legame per far esplodere uno dei conflitti.

Henry Wilcox è una figura disegnata benissimo, è il tipo di uomo che predilige la logica alle persone ed è sempre in grado di argomentare razionalmente anche le azioni più indifferenti o egoiste. Il difetto di Henry è che non riconosce pari dignità all'esistenza di un mondo che non conosce, ma di cui nello stesso tempo è attratto anche se non lo capisce a fondo. È quella combinazione di amore e condiscendenza che è la stessa che aveva per Ruth e poi estende a Margaret.
Semplicemente non vede il rovescio della medaglia; la sua assoluta fiducia nella giustezza delle sue idee e azioni non è presuntuosa ma, ingenua. È convinto che il suo genere, la sua classe sociale, la sua ricchezza, il suo acume negli affari lo abbiano avvolto come un enorme e costoso cappotto, sottraendolo a un mondo di relazioni di cui Margaret non riesce più a tollerare l'ignoranza. Quando la tragedia – da cui la sua classe sociale dovrebbe proteggerlo – lo travolge, e lui dice a Margaret di essere distrutto, lo è veramente.

Le sorelle sono straordinariamente vivide e vere; ci sono due scene tra loro che lo sottolineano: una in cui Margaret annuncia a Helen il suo matrimonio e l'altra, ancora più bella, quando, nonostante le confusioni e gli allontanamenti, decidono di trascorrere una notte da sole a Casa Howard.

Helen è il personaggio che si comporta in modo più radicale secondo i canoni della società edoardiana, e persino coloro che la amano, come i suoi fratelli, ammettono ripetutamente che è strana, fin troppo impulsiva e fa disastri senza curarsi poi di rimediare.
Il fallimento nella vita del figlio di Henry, Charles, è rappresentato molto meglio dagli scarti della sua vita familiare: i suoi troppi figli, la sua scarsa prosperità e la sua ansia per la propria posizione sociale, che dal fatto che sia diventato un assassino.

Casa Howard è praticamente il simbolo dell’Inghilterra. Scritto in un'epoca in cui l'Inghilterra stava lentamente uscendo dalle convenzioni e si stava muovendo verso il liberalismo, Forster solleva la questione a chi appartenga l'Inghilterra. Casa Howard appartiene finalmente a Henry, Margaret, Helen e al figlio di Helen avuto da Leonard Bast. E simbolicamente questo indica una fusione di classi che offusca i confini. Questa era forse la profezia di Forster sul crollo del sistema di classe in futuro.
La scrittura di Forster è gradevole. La prosa poetica e fiorita e le splendide metafore ne rendono la lettura piacevole anche se le descrizioni colorate e pittoresche rendono la scrittura più in linea con l'epoca vittoriana precedente.

Casa Howard è un romanzo ben riuscito. I pezzi si incastrano, i personaggi sono quasi tutti ben costruiti, il tema arriva al lettore senza troppe difficoltà. I ​​ricchi restano tali, i poveri soffrono e quelli di mezzo se la cavano, forse con un po' di tormento mentale ma senza vere difficoltà.

 

Genere: Narrativa

Anno di pubblicazione 1910

 


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