mercoledì 25 marzo 2026

IL MONDO NUOVO

 



Il mondo nuovo - Aldous Huxley -

recensione a cura di Francesca Simoncelli


“Questo è il segreto per la felicità: amare ciò che si DEVE amare, fare in modo che la gente ami la sua inevitabile sorte”

“Il Mondo nuovo " è un romanzo distopico, cioè racconta o, per meglio dire, immagina un futuro indesiderabile, negativo, non ideale.

Ma appena si inizia a leggere, si scopre una società felice, senza paura della morte, dove tutto è organizzato, dove non esiste l'instabilità; i cittadini, concepiti e prodotti industrialmente in provetta, non soffrono la fame, hanno libertà dei piaceri materiali e sessuali, non conoscono malattie, né guerre.

E allora ci si domanda: è distopico o utopico?

Ma poi si continua a leggere...

La società è basata su un'organizzazione ossessiva e maniacale e sul produttivismo; è una collettività modellata su una felicità fittizia, dove la popolazione è divisa in caste, dalla più intelligente alla più inetta; ogni persona ha un ruolo specifico e non ambisce ad altro.

Tutto questo a discapito dell'individualismo, con la conseguente rinuncia ai sentimenti e alle emozioni.

Le persone infatti sono prodotte in provetta anche per evitare ogni legame affettivo e familiare: non  si hanno madri, padri, compagni, figli, amanti: chiunque e qualsiasi cosa possa provocare violente passioni, in favore della stabilità mentale.

 La mente delle persone, tramite ipnopedia, ore ed ore di discorsi subliminali, ripetuti per anni, fin dall’infanzia, viene soggiogata e alla fine diventa la somma di tutti i suggerimenti ricevuti, non rimanendo in essa nulla di personale.

E quando c’è bisogno di un momento di evasione, si ricorre ad una droga sintetica, senza controindicazioni apparenti, che aiuta l’ individuo ad essere ancora più artificialmente felice… non vi fa pensare in qualche modo a tanti stupidi programmi televisivi, creati appositamente per ammansire le persone? O ad ore ed ore passate a perdere tempo a guardare i social?

A differenza di 1984 di George Orwell, nel quale alla base della società c’era uno stato di tirannia, qui c’è una finta felicità, che è ancora più pericolosa, perché, mentre l’oppressione può scatenare ribellioni, far credere ad un popolo di vivere nel benessere, riduce al minimo la possibilità di rivolta.

 Quindi il modo di raggirare e suggestionare nell'immaginario mondo di questo romanzo è ancora più insidioso di quello ideato da George Orwell nel suo 1984.

 Infatti, a mio parere, questo libro è il più inquietante tra tutti i distopici letti finora, perché ad una prima lettura è ammaliante, la persuasione subconscia e la manipolazione psicologica sono talmente infide da poter essere usate senza che le vittime se ne accorgano.

Scritto nel 1932, è un libro profetico e visionario, perché, riflettendoci bene, l'ipnopedia, questo lavaggio del cervello attraverso stimoli continui, che cambiano il modo di vedere delle persone, lo fanno già da tempo nella nostra società, con tutti noi, se già pensiamo soltanto alla pubblicità, che ci induce a comprare un prodotto attraverso impulsi visivi e uditivi, fatti di foto, slogan, cartelloni e messaggi, che inondano le nostre giornate.

Ma chi ci dice che non venga utilizzato anche per altri scopi?

Infine l'assenza del dolore e l’ indifferenza di fronte alla morte, che a primo impatto potrebbero sembrare molto positive,  perché eliminerebbero le sofferenze della vita, evidenziano invece la completa mancanza di emotività… e che vita sarebbe se fosse priva di sentimenti e di passione? 


genere: narrativa

anno di pubblicazione: 1932

pagine: 384

 


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