mercoledì 16 settembre 2026

LA LUCE DEGLI INCENDI A DICEMBRE

 



La luce degli incendi a dicembre - Matteo Bussola -

recensione a cura di Francesca Simoncelli


“MI SEMBRAVA GIUSTO PRENDERMI CURA DI QUALCUNO CUI LA VITA AVEVA RUBATO I SOGNI”

 Ed eccomi qui, nuovamente a parlare di un romanzo di Matteo Bussola. Lo so, direte voi: " E basta! " Ma non credo sia essere ripetitivi, perché questo scrittore non lo è mai: ogni suo romanzo è una nuova scoperta, ogni storia un nuovo viaggio da compiere insieme ai suoi protagonisti.

In questo caso Marcello e Margherita: lui con un passato difficile, con il quale è riuscito a chiudere i conti e fare pace; lei con un presente complicato ed ingombrante, da cui vuole scappare, per prendere una boccata d'aria, per cercare di ritrovare se stessa.

Marcello e Margherita si incontrano su un treno: lui sta tornando dalla sua famiglia, lei cerca un po' di serenità lontano dalla sua. Basta uno sguardo e, si sa come funziona, iniziano a chiacchierare; ma quello che non si aspettano è che, in poco tempo, si ritrovano a confidarsi, anche essendo poco meno di estranei.

 Iniziano un racconto che diventa subito intimità: si confessano sogni, delusioni, rancori, rimorsi, come si fa con un caro amico. Lei gli parla di come le sue aspettative di una vita felice si siano ridotte alle responsabilità di essere madre e moglie, di come non riesca più a trovare se stessa, di un ruolo che si è costruita e che le hanno modellato addosso gli altri, ma che sente che non le appartiene più (o forse non le è mai appartenuto?). Lui le racconta una vita fatta di sofferenze, delusioni, dolore, ma anche di coraggio, amore e rinascita.

Lungo il viaggio che porta lui verso la sua famiglia e lei via dalla sua, i due si avvicinano sempre di più, fino a quando è il momento di salutarsi, ma può davvero finire tutto così?

Matteo Bussola riesce davvero ogni volta a sorprendermi, a farmi mancare un battito, a farmi scendere quella lacrima che mi ero ripromessa, questa volta, di non versare.

 Ogni suo romanzo è una coccola che mi riscalda il cuore e l'anima, che aspetto di leggere per assaporare sentimenti veri: nei suoi personaggi ci si potrebbe rispecchiare chiunque, perché sono persone reali, con mancanze, difetti, dubbi; hanno un passato intenso, un presente complicato ed un futuro incerto; alla fine del romanzo non diventeranno mai "il principe azzurro" o "la reginetta del ballo", resteranno sempre persone imperfette, che cercano un posto nel mondo, nelle quali ognuno di noi si può impersonificare.

 Questo romanzo è dolce, delicato, commovente, che ti viene da domandarti: "Ma da dove gli vengono queste idee?“ Riflettendoci bene, credo che Matteo Bussola sia un attento osservatore della gente e del mondo e un eccellente "traduttore", che mette in parole quello che i suoi occhi vedono e che il suo cuore percepisce.

“IO NON HO MAI AVUTO SOGNI PARTICOLARI. SONO SEMPRE STATA UNA BRAVA BAMBINA.

LE BRAVE BAMBINE NON HANNO SOGNI?

LE BRAVE BAMBINE I SOGNI IMPARANO A TENERLI PER SÉ.

QUINDI NE HANNO, GIUSTO?"


genere: narrativa

anno di pubblicazione: 2025

pagine: 144

editore: Einaudi 


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