mercoledì 26 agosto 2026

L'UOMO NELL'ALTO DEL CASTELLO

 




L'uomo nell'alto del castello - Philip Dick - 

recensione a cura di Francesca Simoncelli


Cosa sarebbe successo se a vincere la seconda guerra mondiale fossero stati Germania e Giappone?

 " L'uomo nell'alto castello " è un romanzo ucronico, cioè distorce la realtà, cambiando il passato con un universo alternativo: in questo libro si immagina il conflitto mondiale concluso con la vittoria di Hitler e la resa degli Stati Uniti.

Il romanzo è ambientato in una America che si ritrova sotto il dominio germanico e nipponico e, dopo vent'anni dalla fine della guerra, il mondo ha un aspetto molto diverso da quello che raccontano i nostri libri di scuola.

 Anche se il führer è ancora in vita, il comando viene preso dal cancelliere Bormann.

 Vari personaggi si intersecano nel romanzo per descrivere al meglio l'atmosfera che si è creata: c'è nuovamente la schiavitù; gli ebrei sono costretti a nascondersi e a falsificare la propria identità; la popolazione africana è stata sterminata; la superiorità della razza ariana è alla base delle decisioni dei governi.

Due libri sono protagonisti indiscussi del romanzo: l “I Ching”, al quale fanno affidamento i personaggi per cercare di scegliere la giusta via e capire dove sia la verità; " La locusta si trascinerà a stento " libro immaginario il cui titolo fa riferimento ad un versetto della Bibbia, che racconta come sarebbe il mondo se la seconda guerra mondiale l'avessero vinta gli americani (quindi la nostra realtà).

Il suo autore è proprio l'uomo nell'alto castello, costretto a vivere in gran segreto, perché preoccupato per la propria incolumità, in quanto il libro è stato vietato dal Reich.

"L’uomo nell'alto castello" è un romanzo complesso, non di facile lettura, per capirlo al meglio bisogna conoscere i fatti riguardanti quel periodo storico.

 Però è appassionante! È geniale pensare che qualcuno abbia potuto immaginare un mondo alternativo, ma non un futuro negativo (quindi una distopia), ma un passato altrettanto spaventoso (e quindi una ucronia); e poi, intorno ad un racconto storico, abbia creato tante vicende per rendere la storia ancora più coinvolgente.

Non avevo mai letto nulla di questo scrittore, né avevo mai letto un'ucronia e mi è piaciuto imbarcarmi in questa nuova avventura: amo scoprire mondi inesplorati della letteratura! Ma ci è voluto tempo, non è di certo un libro che si legge tutto d'un fiato o in un giorno: bisogna conoscere i personaggi, capire le situazioni sia storiche che geografiche.

 Ma, se ci si lascia trasportare dalla storia, ci si ritroverà piacevolmente sorpresi da un finale non scontato.


Genere: fantascienza (ucronia)

anno di pubblicazione: 1962

pagine: 300

editore: Mondadori


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