Il nido del corvo – Piergiorgio
Pulixi –
recensione a cura di Lilli Luini
Gran bel noir, quest’ultimo
lavoro di Piergiorgio Pulixi, autore sardo che, romanzo dopo romanzo, è
riuscito a creare un nuovo stile dei noir, dove protagonista è il territorio su
cui si muovono i due investigatori. Daniel Crobu, detto il Corvo, uomo dal
passato complicato che ha affrontato rendendo la propria vita ordinata,
metodica. Viola Zardi, trentina trasferita nell’isola, istintiva, impulsiva,
spesso incapace di frenarsi.
Sono di stanza a Oristano e si
muovono nella penisola del Sinis, forse la zona più selvaggia della Sardegna.
Non abbiamo spiagge bianche e mare turchese, in queste pagine, bensì stagni,
fango, canne al vento, notti gelide e inquietanti.
Una ragazza è scomparsa ma di lei
si trova soltanto una mano. Ma le donne scomparse sono due, forse tre e piano
piano si delinea il profilo di un killer attento a ogni dettaglio, sfuggente
nonostante tutti i mezzi tecnologici messi in campo, pericoloso anche per gli
stessi inquirenti.
I due sono presi anche da
problemi personali: bellissime le pause in cui Corbu è a casa, nella fattoria
di famiglia, a curare i cavalli nelle ombre della sera e a parlare con il padre
malato. Ma bellissimo anche il cercare un po’ di pace di Viola tra le braccia
del giovane amante, che tiene nascosto, separato dalla sua vita quotidiana. Il racconto scava anche nell’influenza che ha
la contiguità del male delle vite dei due protagonisti.
Le descrizioni dei paesaggi sono
magnifiche, riesci a vedere, a sentire il vento e al tempo stesso portano la
tensione a livelli elevati. Lo stile è comunque coerente con il genere, Pulixi
non si lascia mai andare ad arzigogoli o compiacimenti.
Insomma, a parere mio, un libro
da leggere per gli amanti del genere perché, appunto, segna un passaggio tra il
territorio, la provincia come spiegazione del male a scenario dello stesso.
genere: thriller
anno di pubblicazione: 2026
pagine: 347
editore: Feltrinelli

Nessun commento:
Posta un commento