I fiori nascosti nei libri - Silvia Montemurro –
recensione a cura di Stefania calà
Chiara è una giovane stilista fiorentina che, un giorno,
viene stranamente convocata in Svizzera per allestire una sfilata di moda in un
lussuoso albergo. Durante il viaggio in auto, causa maltempo, è costretta a
fermarsi a dormire in una residenza gestita da un uomo anziano e da suo figlio.
È qui che Chiara, ficcanasando nelle varie stanze, trova e legge le lettere di
Irena, una giovane donna sfuggita alla Polonia occupata dai nazisti nel 1939.
Chiara non lo sa ancora, ma la storia di Irena, del suo tormentato amore e
della figlioletta perduta sono irrimediabilmente legate a lei.
Filo conduttore del romanzo, ma anche tra le due donne, sono
i fiori nascosti nei libri. I fiori, con il loro linguaggio, creano un legame
che travalica spazio e tempo. Entrambe le protagoniste di questa storia sono
ben caratterizzate e con entrambe il lettore empatizza facilmente.
Il romanzo affronta anche temi importanti, come la malattia,
la perdita, gli abusi e l'orrore della guerra, eppure non è una lettura
"forte", non disturba, non intristisce.
L'ho trovato gradevole, direi "gentile".
La penna dell'autrice è sapiente e delicata e, benché non
sia stata (per me) una lettura particolarmente entusiasmante, mi sento di
consigliarlo. È un romanzo che riesce a trovare la via per giungere al
cuore.
Voto 7/10
Cit. "Se devi nascondere qualcosa, mettilo in un posto in cui nessuno andrà mai a guardare. Il cuore."
Cit. "Non lo sai che i baci complicano sempre
tutto?"
Cit. "Non si dimentica il proprio passato. Non ci si
stacca mai davvero dalle proprie radici."
Cit. "I fiori che nascondiamo nei libri sono i segreti
che non riusciamo più a raccontare."
genere: narrativa
anno di pubblicazione: 2020
pagine: 241
editore: Rizzoli

Nessun commento:
Posta un commento