Velocemente, da nessuna parte – Grazia Verasani -
recensione a cura di Alice Bassoli
La trama: “Velocemente da nessuna parte” vede protagonista
Giorgia Cantini, investigatrice privata bolognese quarantenne, disillusa e
solitaria, abituata a occuparsi soprattutto di pedinamenti e casi legati a
tradimenti sentimentali. Vive una quotidianità irregolare fatta di relazioni
occasionali, musica rock e alcol. Questa volta, però, Giorgia si trova
coinvolta in un’indagine molto più complessa. Dora, una donna legata alla
vittima, le chiede di fare luce sulla scomparsa di Vanessa Liverani, detta Van,
giovane prostituta e madre di un bambino di dieci anni, Willy. Van conduceva
una vita marginale e isolata ed è sparita improvvisamente senza lasciare
tracce. Poco dopo, il suo corpo viene ritrovato senza vita nella Grotta delle
Fate. Per cercare di comprendere chi fosse davvero Van e cosa le sia accaduto,
Giorgia inizia a leggere il diario personale della donna, entrando
progressivamente in una rete di tensioni familiari, segreti mai risolti e
dinamiche provinciali segnate da ipocrisia, violenza sommersa e rapporti
profondamente compromessi. L’indagine si sviluppa tra una Bologna estiva, afosa
e quasi immobile. Durante il percorso investigativo, Giorgia entra in contatto
con Lena, madre di Van, donna concreta e ruvida, con il nonno Rolando, ex
partigiano che si occupa del piccolo Willy, e con la figura più sfuggente e
problematica del padre della ragazza, ancora segnato dal peso di un vecchio
delitto passionale che continua a proiettare la sua ombra sulla famiglia. “Velocemente
da nessuna parte” è un romanzo che affronta in maniera diretta e concreta
alcuni temi centrali della contemporaneità: il disorientamento identitario, la
precarietà emotiva, la difficoltà di costruire relazioni stabili e il senso di
vuoto che attraversa molte esistenze urbane. Grazia Verasani si concentra
soprattutto sull’analisi psicologica dei personaggi e sulle dinamiche
relazionali che li legano. La protagonista si muove all’interno di una realtà
metropolitana frammentata, caratterizzata da rapporti intermittenti, legami
instabili e continue fughe emotive. La trama: Verasani preferisce lavorare
sulla progressiva emersione delle tensioni psicologiche. Proprio questa scelta
rende il romanzo credibile e coerente con il tipo di realtà che vuole
raccontare. La narrazione punta sull’analisi dei comportamenti, delle fragilità
e delle contraddizioni dei protagonisti. Verasani evita accuratamente il
sentimentalismo ruffiano e non cerca mai di rendere i suoi protagonisti
“simpatici” o facilmente giustificabili. Al contrario, ne mette in evidenza
egoismi, paure, ambiguità e incapacità relazionali. Uno degli aspetti più
riusciti del romanzo è proprio la rappresentazione della precarietà emotiva
come condizione esistenziale stabile. I personaggi sembrano incapaci di
costruire un’identità definita perché vivono all’interno di una società che
tende a rendere tutto temporaneo: relazioni, lavoro, prospettive future,
desideri. Il titolo stesso sintetizza efficacemente questa condizione di
movimento continuo privo di una reale destinazione. La sessualità viene
raccontata senza idealizzazioni e inserita all’interno di rapporti spesso
fragili e incompleti. Dal punto di vista stilistico, la scrittura di Grazia
Verasani ha una forte identità. È magnetica, splendida, bellissima, a tratti
poetica, spesso cruda e graffiante. Un capolavoro di prosa che ahimé di questi
tempi è difficile, davvero difficile da trovare in giro. Una prosa, la sua,
caratterizzata da una forte originalità espressiva. Anche l’ambientazione
urbana partecipa attivamente alla costruzione del clima narrativo accentuandone
il senso di isolamento che accompagna i protagonisti. Grazia Verasani conferma
la sua capacità di raccontare le fragilità contemporanee con lucidità. Anche
per questo continua a essere una delle autrici che apprezzo maggiormente.
Grazie per averci regalato un altro capolavoro che ho seriamente amato alla
follia.
genere: giallo
anno di pubblicazione: 2006
pagine: 223
editore: Marsilio

Nessun commento:
Posta un commento