giovedì 14 maggio 2026

TRE NOMI

 





Tre nomi - Flocence Knapp -

recensione a cura di Rossella Lombardi


Mi ha incuriosito scoprire, dalla seconda di copertina, la scelta sicuramente originale che la scrittrice ha fatto per raccontare questa storia, anzi queste storie.

Cora, la protagonista, madre di una bambina di nove anni, Maia , è vittima  di un marito, Gordon,  che la umilia e quotidianamente le usa violenza fisica e psicologica. Alla nascita del secondo figlio, Gordon obbliga la moglie ad andare all’anagrafe per registrare  il neonato  con il nome  di tutti i maschi della sua famiglia: Gordon appunto. Cora teme che quel nome  possa segnare il  destino di suo figlio  e   portarlo a diventare come il  padre. Lei preferirebbe scegliere  “Julian”, che significa “Padre del cielo” oppure, come suggerisce Maia, Bear sperando che diventi forte e coraggioso ma anche tenero e morbido come un peluche . La scrittrice , a questo punto, ci presenta  i tre possibili percorsi di vita  a cui il bambino è destinato, insieme alla sua famiglia, a seconda del nome  assegnatogli dalla madre. Un nome diverso, un destino diverso.

Bear sarà davvero affettuoso, tenero e sensibile. Julian sarà riflessivo, consapevole  determinato; farà scelte difficili che però gli garantiranno serenità e amore. Gordon sarà il più disturbato e angosciato; avrà una vita difficile e  dolorosa. Cora non è un’eroina. Spesso, durante la lettura, ho desiderato   sgridarla e  suggerirle  di fuggire, di farsi aiutare ma poi ho capito che  in lei ha prevalso l’amore  per i suoi figli che avrebbe rischiato di perdere. Incredibilmente la figura del marito, medico molto stimato in città, non è centrale nella narrazione ; non vengono infatti descritte le conseguenze delle sue drammatiche azioni . Viene però indicata  la possibilità per i figli di non diventare come lui, di spezzare la catena di violenza e  di scegliere di diventare  persone diverse.

La struttura della narrazione  è a intreccio : si alternano , in maniera ordinata  i capitoli dedicati  a ciascuno dei tre  protagonisti , nel progredire del tempo  e degli eventi. La scrittura è scorrevole  ed il ritmo incalzante. Gli avvenimenti  descritti feriscono  e portano il lettore  ad empatizzare  e ad affezionarsi  a tutti i personaggi, principali e non. Sono infatti ben inseriti e descritti alcuni deliziosi personaggi secondari : la nonna, Crai il suo anziano e dolcissimo compagno, un’amica di Cora con i suoi figli , Lily  e Orla , rispettivamente mogli di Bear e Julian, figure femminili  di spessore, descritte con grande accuratezza ed intelligenza.

All’ inizio della narrazione la scrittrice sembra dirci  che il nome  che portiamo segna la nostra storia : che il passato, il vissuto condizionano le nostre scelte. Un nome è davvero  come una promessa, una direzione ? Come sarebbe stata la nostra vita  se ci avessero dato un  nome diverso  ?

In seguito poi, mentre ci narra la dolorosa storia  di  Gordon, il figlio che porta il nome del padre  e che sembrerebbe replicare quel modello, qualcosa si spezza, cambia . Sarà  infatti proprio lui, con le sue scelte, le sue nuove consapevolezze  a salvare la madre. Allora non è il nome, il destino a salvarci o a condannarci, ma la possibilità di scegliere.

Questa struggente, malinconica e delicatissima narrazione  sembra  invitarci a chiederci sempre    ma io chi voglio essere ?”


genere: narrativa

anno di pubblicazione: 2026

pagine: 320

editore: Garzanti

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