Tre nomi - Flocence Knapp -
recensione a cura di Rossella Lombardi
Mi ha incuriosito scoprire, dalla seconda di copertina, la
scelta sicuramente originale che la scrittrice ha fatto per raccontare questa
storia, anzi queste storie.
Cora, la protagonista, madre di una bambina di nove anni,
Maia , è vittima di un marito,
Gordon, che la umilia e quotidianamente
le usa violenza fisica e psicologica. Alla nascita del secondo figlio, Gordon
obbliga la moglie ad andare all’anagrafe per registrare il neonato
con il nome di tutti i maschi
della sua famiglia: Gordon appunto. Cora teme che quel nome possa segnare il destino di suo figlio e
portarlo a diventare come il padre. Lei preferirebbe scegliere “Julian”, che significa “Padre del cielo”
oppure, come suggerisce Maia, Bear sperando che diventi forte e coraggioso ma
anche tenero e morbido come un peluche . La scrittrice , a questo punto, ci
presenta i tre possibili percorsi di
vita a cui il bambino è destinato,
insieme alla sua famiglia, a seconda del nome
assegnatogli dalla madre. Un nome diverso, un destino diverso.
Bear sarà davvero affettuoso, tenero e sensibile. Julian
sarà riflessivo, consapevole
determinato; farà scelte difficili che però gli garantiranno serenità e
amore. Gordon sarà il più disturbato e angosciato; avrà una vita
difficile e dolorosa. Cora non è
un’eroina. Spesso, durante la lettura, ho desiderato sgridarla e suggerirle
di fuggire, di farsi aiutare ma poi ho capito che in lei ha prevalso l’amore per i suoi figli che avrebbe rischiato di
perdere. Incredibilmente la figura del marito, medico molto stimato in città,
non è centrale nella narrazione ; non vengono infatti descritte le conseguenze
delle sue drammatiche azioni . Viene però indicata la possibilità per i figli di non diventare
come lui, di spezzare la catena di violenza e
di scegliere di diventare persone
diverse.
La struttura della narrazione è a intreccio : si alternano , in maniera
ordinata i capitoli dedicati a ciascuno dei tre protagonisti , nel progredire del tempo e degli eventi. La scrittura è
scorrevole ed il ritmo incalzante. Gli
avvenimenti descritti feriscono e portano il lettore ad empatizzare e ad affezionarsi a tutti i personaggi, principali e non. Sono
infatti ben inseriti e descritti alcuni deliziosi personaggi secondari : la
nonna, Crai il suo anziano e dolcissimo compagno, un’amica di Cora con i suoi
figli , Lily e Orla , rispettivamente
mogli di Bear e Julian, figure femminili
di spessore, descritte con grande accuratezza ed intelligenza.
All’ inizio della narrazione la scrittrice sembra dirci che il nome
che portiamo segna la nostra storia : che il passato, il vissuto
condizionano le nostre scelte. Un nome è davvero come una promessa, una direzione ? Come
sarebbe stata la nostra vita se ci
avessero dato un nome diverso ?
In seguito poi, mentre ci narra la dolorosa storia di
Gordon, il figlio che porta il nome del padre e che sembrerebbe replicare quel modello,
qualcosa si spezza, cambia . Sarà
infatti proprio lui, con le sue scelte, le sue nuove consapevolezze a salvare la madre. Allora non è il nome, il
destino a salvarci o a condannarci, ma la possibilità di scegliere.
Questa struggente, malinconica e delicatissima
narrazione sembra invitarci a chiederci sempre “ma
io chi voglio essere ?”
genere: narrativa
anno di pubblicazione: 2026
pagine: 320
editore: Garzanti

Nessun commento:
Posta un commento