Quo vadis, baby? - Grazia Verasani -
recensione di Alice Bassoli
La protagonista è Giorgia Cantini, investigatrice privata
bolognese. Vive sospesa tra casi da risolvere, tormentata da relazioni
complicate, notti insonni e un passato importante che continua a bussare alla
porta. Quando le viene affidata un’indagine legata alla scomparsa di una
giovane donna, Giorgia si ritrova a scavare non soltanto nella vita degli
altri, ma anche dentro sé stessa, in un viaggio che attraversa solitudini,
dipendenze emotive, desideri irrisolti
La trama procede con il ritmo del noir, ma ciò che colpisce
davvero non è tanto il mistero in sé quanto l’atmosfera che Verasani riesce a
costruire. Bologna diventa quasi un organismo notturno e umido, pieno di
locali, sigarette, alcol, incontri. Una città distante dalle cartoline,
raccontata nella sua parte più vulnerabile e autentica.
Grazia Verasani scrive con uno stile diretto che ha una
potente espressività, difficile da trovare nel nostro panorama letterario, uno
stile unico attraversato da una sensibilità molto forte. Giorgia Cantini è
disillusa, a tratti autodistruttiva, ma proprio per questo estremamente vera. È
una donna che inciampa nella vita e continua comunque ad andare avanti,
trascinandosi addosso il peso delle proprie ferite.
Uno degli aspetti più riusciti del romanzo è proprio la
capacità di raccontare la fragilità senza trasformarla in qualcosa di
romantico, ruffiano o estetico. In Quo vadis, baby? i rapporti umani sono
sporchi e ambigui.
Il romanzo conserva ancora oggi una modernità sorprendente.
Alcuni temi affrontati da Verasani, soprattutto il senso di smarrimento
emotivo, la precarietà affettiva e la fatica di abitare il proprio tempo,
risultano attualissimi. È un noir che usa l’indagine come pretesto per parlare
di identità, solitudine e inquietudine esistenziale.
Racconta esseri umani pieni di contraddizioni, e lo fa con
uno sguardo lucido, disincantato, ma profondamente empatico. Un romanzo che
conferma Grazia Verasani come una delle voci più interessanti del noir italiano
contemporaneo. Una delle mie autrici preferite
genere: giallo
anno di pubblicazione: 2014
pagine: 192
editore: Marsilio

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