La gemella silenziosa - S. K. Tremayne –
recensione a cura di Stefania Calà
"Mamma, perché continui a chiamarmi Kirstie? Io sono
Lydia. Kirstie è morta, non io."
Sarah è la mamma di due gemelle identiche, Kirstie e Lydia.
Il libro inizia quando una delle due è già morta ma, man mano che si avanza
nella lettura, Sarah (e con lei il lettore) inizia a nutrire dubbi
sull'identità della figlia sopravvissuta.
Ecco presentato un thriller psicologico di tutto rispetto,
costruito ad arte, dove ogni pagina, ogni capitolo, non rappresentano un passo
in avanti nella risoluzione dell'enigma quanto, piuttosto, una discesa agli
inferi per questa madre dilaniata dal dubbio e dall'angoscia. Non solo perché
non riesce a capire quale delle due figlie abbia seppellito, ma anche perché
non ha chiara la dinamica dell'incidente in cui una delle sue bambine è morta.
Il trasferimento della famiglia su un'isola disabitata, dove
il tempo è scandito dal susseguirsi della luce di un faro, e le ambientazioni
grigie e cupe del luogo fanno sì che il lettore si senta partecipe di questo
stato d'animo.
Molto interessanti le argomentazioni sui rapporti gemellari,
che l'autore illustra con l'espediente di uno psicoterapeuta specializzato in
gemelli.
Sarà che anch'io sono madre di gemelli, ma ho trovato
l'argomento decisamente affascinante.
La scrittura è piacevole, matura, le digressioni
argomentative sono ben dosate, così come pure i dialoghi.
Eppure ho avuto la sensazione che mancasse qualcosa per
rendere questo romanzo un thriller eccellente. Forse (come ho letto in tante
altre recensioni) un finale meno frettoloso e più soddisfacente.
Il mio giudizio resta comunque buono.
Voto 7/10
Cit. "Con i gemelli - soprattutto se identici - metti
al mondo delle celebrità genetiche, delle persone che sono stupefacenti per il
semplice fatto di esistere. Stupefacenti, e molto diverse tra loro."
genere: thriller

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