sabato 11 aprile 2026

I MILANESI AMMAZZANO AL SABATO

 




I milanesi ammazzano il sabato - Giorgio Scerbanenco -

recensione a cura di Alice Bassoli

 

La città è rappresentata come un organismo contraddittorio, attraversato da tensioni, solitudini e marginalità. In questo contesto si muove Duca Lamberti, medico radiato dall’albo per aver praticato eutanasia, chiamato a confrontarsi con un caso che si rivela fin da subito profondamente disturbante.

La vicenda prende avvio quando Lamberti viene coinvolto nella storia di una giovane donna segnata da una fragilità psicologica importante, che scompare senza lasciare traccia e speranze. Attorno a lei si sviluppa una rete di relazioni opache, in cui si intrecciano dipendenza affettiva, sopraffazione e una sottile ma costante violenza psicologica. L’indagine procede per gradi, portando alla luce il lato oscuro dell’essere umano che sfrutta le debolezze altrui per trarne benefici economici. Ed è quella mancanza di scrupoli, la freddezza con cui i colpevoli decidono di compiere questo atto criminoso ai danni di una povera ragazza con problemi psichici, che ci fa riflettere sulla meschinità che spesso si nasconde nell’uomo.

Dal punto di vista stilistico, Scerbanenco adotta una scrittura essenziale e controllata. I dialoghi, per esempio, sono asciutti e realistici.

Il titolo stesso suggerisce una dimensione rituale del male, come se esso fosse parte integrante di una normalità distorta ma accettata. In questa prospettiva, l’opera mantiene intatta la propria attualità, offrendo al lettore contemporaneo uno sguardo lucido sull’animo umano e sulle contraddizioni della modernità.

genere: giallo

anno di pubblicazione: 1969

pagine: 208



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